Roma, 29 giugno 2026 – Le tensioni in Medio Oriente si fanno sentire anche nei cieli internazionali: il traffico aereo comincia a risentirne con molte compagnie costrette a cambiare rotte e orari. Da Fiumicino agli hub di Parigi e Londra, la risposta è stata veloce e, in diversi casi, inevitabile. Al centro delle decisioni c’è la sicurezza: evitare i cieli più pericolosi per passeggeri ed equipaggi.
Compagnie aeree tra deviazioni forzate e nuovi itinerari
Da ieri pomeriggio molte compagnie europee – da ITA Airways a Lufthansa e British Airways – hanno avvisato i passeggeri di cambiamenti su voli diretti verso Asia, Australia e Sudafrica. Motivo? La chiusura temporanea di spazi aerei sopra Iran, Iraq e Siria, decisa dopo un nuovo aumento delle tensioni nella zona. “In questa fase seguiamo le indicazioni delle autorità per garantire la sicurezza”, ha spiegato un addetto di ITA Airways, incontrato nella sala operativa di Fiumicino poco prima dell’alba. Secondo Eurocontrol, da venerdì sono stati almeno 54 i voli deviati su percorsi alternativi.
Le tratte più colpite sono quelle dall’Europa verso le grandi città dell’Estremo Oriente – Bangkok, Singapore, Tokyo – ma anche i voli diretti per Sydney e Johannesburg. Le rotte nuove allungano i tempi di viaggio di circa un’ora e mezza in media. Una modifica che pesa anche sui costi: più carburante da consumare, equipaggi sotto pressione con turni più lunghi.
Orari sballati e rincari in arrivo
“Ho ricevuto una mail stanotte: il mio volo per Singapore partirà con due ore di ritardo”, racconta Roberta, manager milanese in fila al check-in Emirates ieri sera. Non è un caso isolato. A Malpensa i tabelloni degli arrivi e delle partenze da venerdì segnalano ritardi crescenti dalle 18 in poi. Stime di FlightAware parlano di oltre 170 voli con scalo europeo che hanno accumulato ritardi superiori ai 45 minuti nelle ultime 36 ore.
Oltre ai disagi immediati per chi vola, si teme un effetto domino su prezzi e disponibilità nelle settimane a venire. “I costi operativi sono aumentati sensibilmente”, conferma un portavoce dell’Associazione delle Compagnie Aeree Europee (A4E), senza però anticipare possibili aumenti tariffari. Già ora alcuni voli diretti sono esauriti o disponibili solo in business class.
Sicurezza al primo posto: nuove rotte monitorate
La sicurezza resta la parola d’ordine. L’Enac, insieme all’EASA, ribadisce che “nessun vettore italiano sorvola aree considerate critiche”. Fonti aeroportuali raccontano che già dal pomeriggio di sabato il traffico nei corridoi tra Turchia e Golfo Persico si è ridotto: ora li usano solo voli militari o cargo autorizzati con procedure speciali.
Anche compagnie extraeuropee come Qatar Airways e Singapore Airlines stanno studiando rotte alternative più lunghe. Da Tokyo arrivano notizie della Japan Airlines, che ha introdotto percorsi polari per evitare le zone più instabili. Tutto viene seguito in tempo reale dai centri controllo europei: “Le compagnie sono sempre in contatto con le autorità nazionali”, conferma un funzionario ENAV.
Settore aereo sotto pressione
Il trasporto aereo, già stretto dalla salita dei prezzi del carburante e dall’inflazione, si trova davanti a una nuova sfida. Un manager di una low cost ammette che “l’impatto sarà soprattutto sulle tratte lunghe: famiglie che hanno prenotato con largo anticipo rischiano rincari o cambi last minute”. Alcune compagnie stanno già pensando di ridurre i voli intercontinentali giornalieri.
Gli operatori turistici tengono d’occhio la situazione ora dopo ora. L’Associazione italiana agenzie di viaggio (Fiavet) segnala le prime richieste di chiarimenti su rimborsi o alternative da parte dei viaggiatori italiani.
Nessun ritorno alla normalità all’orizzonte
Le autorità europee non vedono ancora un ritorno alla normalità nel breve periodo. “La situazione resta incerta”, dicono fonti del ministero francese dei Trasporti, sottolineando che “le misure saranno adattate giorno per giorno”. In questo scenario la priorità è proteggere chi vola sopra l’Europa – anche se vuol dire viaggiare più lentamente e probabilmente pagare qualcosa in più.
Un viaggiatore romano, in attesa del volo per Bangkok alle 23.30, scuoteva la testa davanti alla nuova rotta tracciata dal pilota. “Meglio arrivare tardi che correre rischi”, ha detto senza nascondere un pizzico di rassegnazione. Per ora la prudenza è l’unica certezza per chi vola da Europa ad Asia.