Chicago città da sogno per gli italiani: musica, arte e architettura sul Lago Michigan

Silvana Lopez

9 Gennaio 2026

Chicago, 9 gennaio 2026 – A Chicago, metropoli del Midwest dai profili irregolari e dai venti pungenti, ogni stagione racconta una storia diversa. Anche questo inverno, fresco e vivace, ha visto arrivare turisti attratti dalla promessa di panorami senza fine dalla Willis Tower, uno dei grattacieli più alti degli Stati Uniti. Al 233 South Wacker Drive, tra le nove e le dieci del mattino – l’ora in cui la città si risveglia davvero – decine di visitatori salgono sulle piattaforme trasparenti dello Skydeck, a oltre 400 metri d’altezza. Per alcuni è solo un’occasione per scattare un selfie da pubblicare, per altri una vera prova di coraggio. “Non avevo mai visto una città così dall’alto, nemmeno a New York”, confida John, ventinove anni, venuto da Boston.

I grandi classici: fiume, grattacieli e “deep-dish”

Chicago non è fatta solo di grattacieli, ma appena usciti dal terminal dell’aeroporto O’Hare o immersi nel traffico del Loop, l’impressione è quella di una città verticale. Prendiamo la crociera sul Chicago River: parte circa ogni ora da Michigan Avenue e le guide raccontano storie sui pionieri dell’architettura americana – come Mies van der Rohe e Louis Sullivan – ma il vero spettacolo resta il riflesso del tramonto sui vetri dei palazzi.

In mezzo all’acqua, con il vento che sferza il viso e le luci che si riflettono sulle insegne dei teatri storici (Auditorium Theatre, Goodman), arriva anche la fame. Il richiamo della “deep-dish pizza” è più forte di qualsiasi dieta. Nei ristoranti di River North o lungo Wabash Avenue la preparano come una volta: alta, farcita a dismisura, un’autentica sfida al colesterolo e alle abitudini alimentari. “Chi viene a Chicago deve provarla”, dice Sarah, cameriera da dieci anni da Lou Malnati’s. Il costo? Intorno ai 20 dollari per una teglia da dividere.

Musei d’arte e quartieri creativi

Non solo sapori forti. Il cuore culturale della città pulsa all’Art Institute, sulla South Michigan Avenue. Le sale – con oltre 300mila opere – accolgono ogni anno studenti e famiglie da tutta Chicago. Qui si può ammirare la famosa “Nighthawks” di Edward Hopper o lasciarsi incantare dalle sculture essenziali di Ellsworth Kelly. Poco distante si apre il Millennium Park, celebre per la “Cloud Gate” (la “Bean”), punto d’incontro per locali e turisti. Fare un selfie davanti alla scultura argentata – vicino al Jay Pritzker Pavilion – è ormai un must: impossibile attraversare la piazza senza incrociare almeno dieci smartphone puntati.

A West Loop o Pilsen, invece, l’atmosfera cambia: murales colorati sulle pareti e locali dall’aria rilassata attraggono i giovani creativi. Qui si sente ancora forte l’impronta operaia della città. I murales raccontano storie di immigrazione e lavoro duro. “Chicago è sempre stata un crocevia”, spiega David, artista locale che espone vicino alla 18th Street.

Musica e jazz nel DNA della città

La notte di Chicago vibra al ritmo del blues e del jazz. Nei club lungo Clark Street o nei bar di Bronzeville sembra che il tempo si fermi tra assoli di chitarra elettrica e batteria incalzante. Il Green Mill, storico locale dove si dice abbia suonato anche Al Capone (così raccontano i gestori), resta aperto fino a notte fonda: “Qui la musica non smette mai”, racconta Marty, uno dei baristi. Il biglietto costa poco meno di 20 dollari; il pubblico spazia tra studenti universitari e turisti curiosi delle storie della Chicago degli anni ’20.

Muoversi in città senza stress

Muoversi a Chicago senza auto è possibile, grazie alla linea della “L” – i treni sopraelevati che collegano con regolarità tutti i punti chiave della città. Un biglietto giornaliero costa circa 5 dollari. Per chi vuole visitare più musei in poco tempo c’è il Chicago CityPASS: offre sconti per ingressi allo Shedd Aquarium o al Field Museum.

L’inverno qui può essere davvero duro: già a dicembre le temperature scendono sotto zero. I locali consigliano scarpe robuste e cappotti pesanti perché “il vento è più forte che in altri posti”, avverte Monica, insegnante in pensione del quartiere Hyde Park.

Chicago cambia ma resta fedele a sé stessa

Chicago mostra sempre qualcosa di nuovo ma resta se stessa: uno skyline imponente, il fiume che attraversa la città e il lago all’orizzonte; accenti diversi si mescolano nei bar e nelle piazze come in nessun altro posto. Chi la visita d’inverno porta con sé immagini nitide – dal Riverwalk ghiacciato agli orsi polari dello zoo di Lincoln Park – e una certezza: nella città del vento c’è sempre spazio per una sorpresa dietro l’angolo.

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