Città Sotterranee nel Mondo: Da Orvieto a Coober Pedy, Guida ai Borghi Nascosti Sotto Terra

Silvana Lopez

5 Marzo 2026

Napoli, 5 marzo 2026 – Un viaggio che parte dai vicoli di Napoli e arriva fino a Edimburgo, al Canada e al profondo sud dell’Australia. Ci sono città e quartieri che, per scelta o necessità, hanno trovato un rifugio sotto terra. Luoghi vivi, abitati o abitabili, nati in epoche diverse: dalla guerra al bisogno di spazio, fino alle più recenti sperimentazioni architettoniche. Ma cosa significa davvero vivere qualche metro sotto la superficie?

Dalle cave greche ai rifugi durante i bombardamenti

Sotto la frenetica superficie di Napoli, a due passi da via dei Tribunali, si estendono più di 450 chilometri di gallerie. Scavate in gran parte in epoca greca, almeno secondo gli archeologi locali, queste cavità hanno fatto da acquedotti, magazzini e rifugi durante le due guerre mondiali. “Qui hanno vissuto intere famiglie per mesi”, racconta Ciro Del Giudice, guida storica della Napoli Sotterranea. In alcune stanze si vedono ancora letti improvvisati, fornelli, scritte sulle pareti. Il silenzio è quasi totale, rotto solo dai passi dei visitatori che attraversano questi spazi oggi diventati meta turistica.

Ma la storia di Napoli non è unica. A Edimburgo, tra la Royal Mile e Cowgate, c’è un intrico di vaults, ambienti in muratura risalenti al XVII e XVIII secolo. Erano rifugio per gli emarginati e i piccoli artigiani della città. Nel tempo sono stati mercati clandestini e botteghe di ogni tipo. Solo dagli anni ’80 si sono riscoperti: oggi accolgono tour guidati, mostre temporanee e qualche pub fuori dal comune.

La città sotto la città: dalle miniere alle metropoli moderne

Attraversando l’oceano si arriva a Montréal, in Canada. Sotto i suoi viali centrali si nasconde la cosiddetta “ville souterraine”, una vera città sotterranea lunga più di 33 chilometri nata negli anni ’60. Al riparo dal freddo rigido dell’inverno, ogni giorno oltre mezzo milione di persone percorre questa rete di tunnel illuminati che collegano università, centri commerciali, stazioni metro e teatri. “Non è solo un passaggio – ha spiegato la sindaca Valérie Plante – è uno spazio sociale, parte della nostra identità urbana”.

Scendendo nell’emisfero australe c’è invece Coober Pedy, piccola cittadina mineraria nel cuore del South Australia. Nota per le sue miniere di opale, è famosa anche perché metà degli abitanti vive in case scavate nella roccia (i cosiddetti “dugouts”). Qui fuori spesso si superano i 40 gradi; sotto terra invece l’aria resta fresca e stabile. “Così evitiamo spese per il condizionatore”, confida Mark Papadopoulos, commerciante locale. Sottoterra ci sono anche bar, chiese e hotel: a Coober Pedy il sole batte solo fuori.

Perché vivere sottoterra oggi? Motivi e nuove sfide

Un tempo si scavava per sopravvivere: guerre, carestie o caldo estremo erano il motivo principale. Oggi invece cresce l’interesse verso gli spazi sotterranei anche per ragioni architettoniche e ambientali. Tokyo ha lanciato progetti pilota per nuove infrastrutture sotterranee; Berlino prova abitazioni con pareti verdi per risparmiare energia. “Ci sono vantaggi concreti nel mantenere il caldo o il fresco senza consumare troppo”, spiegano dal Politecnico di Milano.

Ma restano problemi da risolvere: umidità, aria pulita e il rischio di isolamento sociale non vanno sottovalutati. “Non basta scavare nel terreno”, sottolinea l’urbanista Silvia Nardini. “Bisogna garantire una vera qualità della vita: luce naturale dove si può mettere, spazi comuni sicuri”. Il tema è ancora più urgente nelle grandi città dove lo spazio manca e i prezzi volano.

Mondi sotterranei tra turismo e realtà quotidiana

Nel frattempo cresce la curiosità per questi luoghi nascosti: dalle visite guidate ai tunnel londinesi – come la famosa “Mail Rail” – agli alloggi particolari proposti a Helsinki o Parigi (nella zona delle catacombe). Secondo un rapporto della European Underground Spaces Association l’interesse turistico negli ultimi cinque anni è salito del 20%.

Ma non è solo una questione di attrazione turistica: in molte parti del mondo vivere sottoterra resta una necessità concreta. In Ucraina, durante i bombardamenti nelle città di Kharkiv e Kiev, le stazioni della metropolitana sono diventate rifugi improvvisati per migliaia di persone. La memoria delle città sotterranee resta legata alla storia umana – tra sicurezza e ricerca di nuovi modi di abitare – dal Mediterraneo alle steppe australiane.

Un filo invisibile lega chi ha imparato a convivere con il sottosuolo. Da Napoli a Edimburgo, da Montréal al cuore rosso dell’Australia: dove la vita scorre – silenziosa e nascosta – qualche metro più giù.

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