Domanda di viaggi in Europa stabile nel 2026

Domanda di viaggi in Europa stabile nel 2026: il settore mantiene i livelli attesi

Domanda di viaggi in Europa stabile nel 2026: il settore mantiene i livelli attesi

Redazione

19 Febbraio 2026

Bruxelles, 19 febbraio 2026 – Il settore turistico europeo ha mostrato una notevole resilienza negli ultimi mesi del 2025, confermando l’attrattiva continua dell’Europa come meta privilegiata nonostante l’aumento dei costi dei viaggi. Secondo l’ultimo rapporto trimestrale dell’European Travel Commission (ETC), gli arrivi internazionali nel continente sono cresciuti del 3,2% rispetto all’anno precedente, accompagnati da un incremento dei pernottamenti del 3,1%. Questo dato conferma un trend di crescente domanda durante l’autunno e l’inizio dell’inverno.

Crescita della spesa turistica e diversificazione geografica

La spesa turistica ha superato in crescita quella degli arrivi, con un aumento complessivo stimato del 9,7% nel 2025. Ciò evidenzia come il turismo europeo non si basi più solo sull’aumento dei flussi, ma su una domanda orientata alla qualità e al valore del viaggio. Le destinazioni dell’Europa settentrionale e centro-orientale hanno registrato performance particolarmente positive: la Finlandia ha visto un incremento degli arrivi del 14,1%, seguita da Norvegia (+12,9%), Polonia (+12,0%), Slovacchia (+10,8%) e Ungheria (+9,3%). I pernottamenti hanno avuto picchi significativi in Lituania (+22,8%), Islanda (+10,0%) e Lettonia (+8,5%).

Questi risultati riflettono un crescente interesse verso mete meno convenzionali, caratterizzate da climi più freschi e meno affollate, in linea con la ricerca di esperienze autentiche e sostenibili. Parallelamente, le tradizionali destinazioni dell’Europa meridionale e occidentale hanno mantenuto volumi solidi, con incrementi degli arrivi in Francia (+8,2%), Grecia (+4,4%), Spagna (+3,4%) e Italia (+1,2%).

Inflazione e impatto dei viaggi

Nonostante l’inflazione nel settore turistico stia diminuendo, i prezzi rimangono più alti rispetto ai livelli pre-pandemia. Questa situazione influisce sulle scelte dei viaggiatori, che tendono a privilegiare soggiorni fuori stagione e destinazioni alternative per massimizzare il rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, il costo elevato contribuisce anche a ridurre la durata media dei soggiorni in alcune località. Secondo dati di Tourism Economics, il 79% degli operatori del settore considera le difficoltà finanziarie la principale sfida attuale.

Anche il settore dei trasporti aerei ha evidenziato una domanda robusta nella stagione intermedia, con un aumento dei ricavi per passeggero-chilometro del 6,7% in ottobre e del 7,1% in novembre, superando i picchi estivi. L’occupazione media dei voli si è mantenuta stabile all’84%, segno di una domanda costante.

Nel comparto alberghiero, si sono registrati incrementi moderati: l’occupazione annuale è cresciuta dello 0,8% rispetto al 2024, mentre le tariffe medie giornaliere sono aumentate dell’1,2%, con un conseguente +2,1% nei ricavi per camera disponibile.

Regolamentazioni e offerta turistica

Un altro aspetto che caratterizza il mercato europeo dei viaggi è l’impatto delle normative sul settore degli affitti brevi, specie in Paesi come la Spagna, dove regolamentazioni più rigide hanno ridotto l’offerta disponibile, con una diminuzione media mensile del 7,1%. Questa dinamica influisce sull’accessibilità e sulla gestione sostenibile delle destinazioni, spingendo verso una maggiore attenzione agli equilibri tra turismo e comunità locali.

L’European Travel Commission prosegue il suo ruolo strategico nel promuovere l’Europa come destinazione unica, attraverso iniziative innovative e collaborazioni con attori privati e istituzionali, per affrontare le sfide di un settore in trasformazione e favorire un turismo sostenibile e di qualità.

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