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Eclissi Totale in Europa nel 2027: Ultima Occasione per 25 Anni, Durata Record a Luxor e Spettacolo a Lampedusa

Silvana Lopez by Silvana Lopez
13 Agosto 2026
in Storie
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Storie

Roma, 2 agosto 2026 – Sta per tornare l’eclissi solare, un evento che ha lasciato il segno lo scorso anno, quando il Sole si è improvvisamente oscurato sopra molte città europee. Proprio venerdì 2 agosto, nel pieno dell’estate e mentre molti si aspettano giornate tranquille, il cielo di mezza Europa offrirà uno spettacolo unico. Un cono di buio intenso attraverserà zone molto popolate, catturando l’attenzione e la meraviglia di milioni di persone. Ma dove e quando sarà visibile? E perché questo fenomeno così raro si ripete a distanza di soli dodici mesi?

Eclissi solare 2026: cosa succederà il 2 agosto

La data è segnata da tempo negli agenda degli appassionati. L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) spiega che l’eclissi – totale in alcune aree, parziale in altre – partirà poco dopo le 18 in Italia. Il cono d’ombra attraverserà la Spagna settentrionale, la Francia occidentale, il nord Italia, la Svizzera e la Germania meridionale. A Milano, secondo le simulazioni dell’osservatorio di Brera, il Sole si oscurerà quasi del tutto per circa due minuti intorno alle 18.23. Tra le città più coinvolte ci sono anche Parigi e Bordeaux: qui il buio dovrebbe arrivare quando fuori la temperatura supererà i 30 gradi.

Gli esperti sottolineano che si tratta di un allineamento particolare, dovuto al fatto che la Luna sarà alla minima distanza dalla Terra e riuscirà così a coprire interamente il disco solare. «Le eclissi totali in Europa capitano circa ogni vent’anni», ricorda Elena Rossi, ricercatrice all’INAF di Bologna. Ma quest’anno c’è una curiosa coincidenza: «Quella del 2025 aveva coinvolto il Mediterraneo; stavolta toccherà invece zone più a nord».

Le città sotto il cono d’ombra: dove vedere l’eclissi

Secondo le mappe diffuse dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’ombra totale coprirà città come Bilbao, parte dei Pirenei francesi, Lione, Torino, Milano, Basilea e Stoccarda. La Protezione civile ha già messo in moto squadre per monitorare gli effetti sulla rete elettrica nelle aree coinvolte: «Durante l’eclissi del 2025 abbiamo notato picchi insoliti nei consumi», spiega un portavoce lombardo. Per questo stavolta sono pronti a intervenire in caso di blackout momentanei. L’Enel avverte che in quei momenti la domanda di energia potrebbe salire anche del 10-12%, soprattutto subito dopo il ritorno della luce.

In tanti stanno già pianificando come raggiungere i punti migliori per ammirare lo spettacolo dal vivo. Sui social impazzano i consigli: mai guardare direttamente il Sole senza occhiali o filtri certificati, avverte la Società Astronomica Italiana, per evitare danni agli occhi. Nelle ultime settimane negozi di ottica a Torino e Milano hanno visto una vera impennata nelle vendite di occhiali speciali.

L’eclissi sotto la lente della scienza

Oltre all’effetto spettacolo, questa eclissi è un’occasione preziosa per gli scienziati. «Misureremo come cambiano temperatura e atmosfera durante il fenomeno», dice Paolo Ferri del CNR. In queste ore rapidissimi mutamenti nella radiazione solare e nei venti saranno rilevati da sensori messi lungo tutta la fascia d’ombra dall’Agenzia spaziale europea.

Negli atenei di Parigi e Basilea sono previsti eventi aperti al pubblico: «Gli studenti saranno in piazza per spiegare cosa succede», racconta Sophie Lambert dell’Université de Lyon. Anche da noi molte associazioni hanno organizzato incontri dedicati; al Planetario di Milano i posti disponibili sono già esauriti.

Sicurezza prima di tutto: come proteggersi durante l’eclissi

Le autorità insistono sull’importanza della prudenza: ogni anno ci sono persone che si fanno male agli occhi perché non seguono le indicazioni degli esperti. «Un paio di occhiali da sole non basta», avverte la dottoressa Lucia Greco del Policlinico Gemelli. Se dovesse piovere o fare brutto tempo, alcune città stanno valutando anche misure come chiudere temporaneamente strade o limitare il traffico nelle ore più delicate per evitare incidenti causati dalla scarsa visibilità.

Solo nel tardo pomeriggio, quando la luce tornerà ad illuminare i boulevard parigini o i Navigli milanesi, tutto riprenderà come prima. Fino alla prossima volta che l’Europa vedrà il cielo spegnersi senza preavviso ancora una volta.

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