Elezioni 2024: Meloni punta su sicurezza e immigrazione per conquistare gli italiani

Silvana Lopez

30 Maggio 2026

Roma, 30 maggio 2026 – A oltre un anno e mezzo dall’insediamento, il governo guidato da Giorgia Meloni si trova davanti a un bivio importante: puntare ancora tutto su sicurezza e immigrazione, i temi che finora hanno dominato il dibattito, oppure provare a spostare l’attenzione su questioni economiche e sociali. A Palazzo Chigi, però, sembra prevalere la convinzione che per ora la prima strada sia quella più praticabile. Da settimane, ministri e sottosegretari confondono le parole appena spenti i microfoni: lo spazio per manovre diverse è diventato davvero stretto.

Sicurezza e immigrazione: le carte che contano

Gli ultimi sondaggi pubblicati martedì da Euromedia Research lo dicono chiaramente: più del 60% degli italiani vede nell’immigrazione uno dei problemi più urgenti del Paese. Percentuale simile per la preoccupazione sulla sicurezza nelle città. Mercoledì sera, durante una riunione riservata a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha spiegato ai suoi più stretti collaboratori che “gli italiani vogliono fatti concreti, non promesse sulle grandi riforme”. Poco dopo, Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha ribadito il messaggio: “Serve un segnale forte e chiaro sulla sicurezza delle nostre città”. Una linea condivisa senza troppi attriti all’interno della maggioranza di centrodestra.

Gli sbarchi tra gennaio e maggio 2026 sono stati circa 35.000 secondo i dati del Viminale, con un leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In Parlamento il tema è spaccatura tra le opposizioni, ma fa da collante per la maggioranza. La settimana scorsa, durante il question time alla Camera, Igor Iezzi della Lega ha attaccato duramente le “politiche di accoglienza della sinistra”, accusando il Pd di voler smantellare i decreti sicurezza.

Economia e riforme sociali: pochi margini di manovra

Sul fronte economico invece la situazione è più complicata. I margini per nuove spese sono stretti a causa dei vincoli europei. Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, non nasconde le difficoltà: “I margini per nuove misure sono pochi”, ha detto ieri dopo l’Eurogruppo a Bruxelles. Solo se arriveranno risorse extra si potrà pensare a qualche intervento su pensioni o lavoro.

Al momento il governo concentra l’attenzione sulla gestione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), ma qui i nodi tecnici e politici si fanno fitti. Da via XX Settembre fanno sapere chiaro e tondo che “siamo impegnati nell’attuazione delle riforme”, lasciando intendere che ogni promessa elettorale dovrà fare i conti con i tempi lunghi della burocrazia.

Consenso interno e strategia mediatica

Fonti interne alla maggioranza raccontano che Meloni avrebbe chiesto di “abbassare i toni sugli altri dossier” per concentrarsi su quello che gli italiani percepiscono come prioritario. Quindi via libera a immigrazione e sicurezza, accompagnate da una narrazione incentrata su “identità” e “sovranità nazionale”. Ne sono esempio le apparizioni nei talk show serali – da Porta a Porta a Quarta Repubblica – dove i rappresentanti del governo ripetono lo slogan “prima gli italiani”, alternandolo a dati sulle operazioni delle forze dell’ordine o sulle espulsioni.

Non mancano però tensioni su altri temi delicati. Nel quartier generale di Fratelli d’Italia in via della Scrofa qualcuno ammette con discrezione la preoccupazione per la scarsa incisività su pensioni e stipendi pubblici. “Le aspettative erano alte”, confida un parlamentare anonimo. Eppure il consenso verso l’esecutivo non sembra ancora averne risentito in modo significativo. Probabilmente perché la comunicazione punta tutto sulle poche certezze rimaste.

Opposizione in pressing ma senza risultati concreti

Nel frattempo le opposizioni cercano di rompere questo equilibrio. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha più volte denunciato quello che definisce “un governo prigioniero dei suoi slogan”, chiedendo un confronto serio su povertà ed emergenza abitativa. Giuseppe Conte ha rilanciato il reddito di cittadinanza come unica risposta concreta alle nuove povertà.

Ma almeno per ora la divisione è netta: da una parte chi vuole più controlli ai confini, dall’altra chi punta su politiche inclusive. Il dibattito pubblico continua a girare intorno alle stesse parole-chiave: sicurezza, immigrati, confini. Una scelta quasi obbligata per un governo schiacciato tra la domanda di risultati concreti e la scarsità di risorse per grandi riforme. Così lo scenario politico resta fermo: l’attenzione degli italiani è sempre rivolta agli stessi temi e Meloni lo sa bene, senza lasciare spazio a colpi di scena improvvisi.

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