Epifania 2024: 9 Italiani su 10 comprano la calza, genitori confessano “mangiamo le caramelle dei figli”

Silvana Lopez

6 Gennaio 2026

Milano, 6 gennaio 2026 – Le famiglie italiane hanno speso 2,4 miliardi di euro durante le festività natalizie appena concluse, includendo anche il settore turistico, secondo le prime stime diffuse questa mattina da Confcommercio. È un dato in crescita rispetto al 2025, con un aumento di circa 100 milioni di euro. A finire sotto la lente non sono solo i tradizionali acquisti legati ai regali, ma anche le spese per viaggi, soggiorni e momenti conviviali fuori casa. Una crescita che, dicono gli esperti del settore, racconta di un Paese ancora attento a ogni singola voce di spesa ma pronto a investire in esperienze e socialità.

Aumentano i consumi natalizi: i numeri del 2026

Dall’acquisto dei doni al cenone di Capodanno, il portafoglio degli italiani si è mosso di nuovo, senza però esagerare. Secondo Confcommercio, la spinta più forte è arrivata dal turismo interno e dai weekend fuori porta. “Si nota un rinnovato interesse per soggiorni brevi in città d’arte e località di montagna”, ha detto in una nota il presidente Carlo Sangalli. Il tutto in un quadro ancora segnato dall’inflazione, che a dicembre ha toccato il +0,7% secondo l’ISTAT. Questo ha spinto molte famiglie a confrontare offerte e promozioni prima di comprare.

Un dettaglio che emerge dai dati raccolti dalle associazioni di categoria: “In media – riferisce Federconsumatori – le famiglie hanno speso circa 280 euro per regali e addobbi. Chi ha potuto, però, ha scelto di destinare parte del budget alle esperienze: pranzi fuori casa, spettacoli, brevi vacanze”. Un segnale chiaro che si allontana dai mesi più difficili della pandemia.

Il peso del turismo sulla spesa complessiva

Proprio il settore del turismo ha pesato per oltre 1 miliardo di euro sul totale dei consumi natalizi. Federalberghi segnala che quasi 6 milioni di italiani hanno dormito almeno una notte fuori casa tra Natale e l’Epifania. Le mete preferite? “Abbiamo visto un aumento delle prenotazioni nelle principali città d’arte come Roma e Firenze”, spiega Bernabò Bocca, presidente dell’associazione. Ma non mancano le località sciistiche del Trentino e della Valle d’Aosta.

Chi è rimasto in città invece ha riscoperto i quartieri storici e i mercatini locali. Milano ha registrato un aumento delle visite nelle zone centrali tra corso Vittorio Emanuele e i Navigli, con negozianti che parlano di un ritorno ai livelli pre-2020.

Le scelte delle famiglie tra risparmio e qualità

Nonostante la voglia di spendere un po’ di più, la parola d’ordine resta prudenza. La ricerca della qualità al giusto prezzo è stata decisiva. Lo conferma Marisa C., una signora milanese incontrata tra le bancarelle della Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!: “Quest’anno mi sono organizzata per tempo, scegliendo cose utili o fatte a mano”. Una tendenza condivisa dagli operatori: meno oggetti superflui, più alimentari medio-alti, prodotti tipici e giochi educativi.

Anche il modo di pagare si aggiorna: “Le transazioni digitali hanno raggiunto il 68% sugli acquisti natalizi”, dice PagoPA. Solo il 32% delle famiglie continua a preferire i contanti per regali e cene fuori.

Effetti sull’economia locale e previsioni per il 2026

Secondo Confesercenti l’effetto positivo si è visto già dal primo weekend di dicembre: “I piccoli negozi hanno registrato una ripresa timida ma costante nei consumi”, osserva Andrea Ferrari, analista economico. Se questa tendenza dovesse andare avanti nei prossimi mesi – conclude Ferrari – “potremmo parlare finalmente di una ripresa vera”.

Qualche ombra però resta: il caro prezzi ha influenzato la spesa almeno del 40% degli italiani, segnala Federconsumatori. “C’è più attenzione a come si spende – nota Ferruccio Rossi, sociologo dei consumi – ma cresce anche il desiderio di stare insieme”. Solo col tempo capiremo se l’aumento registrato durante le feste sarà solo un fuoco di paglia o l’inizio della ripartenza.

Per ora i numeri raccontano che gli italiani hanno scelto feste più consapevoli senza rinunciare al piacere dello stare insieme. La vera sfida del 2026 sarà vedere se questa prudenza resterà anche nel resto dell’anno.

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