Milano, 4 gennaio 2026 – In Lombardia, l’Epifania 2026 sta per animare città e paesi con una serie di eventi e antiche tradizioni che ogni anno attirano famiglie, curiosi e turisti. Da Milano a Bergamo, passando per i piccoli centri della provincia, la festa della Befana resta uno degli appuntamenti più sentiti dell’inverno. Cortei, gite fuori porta, spettacoli con Befane “volanti” e presepi viventi: così il 6 gennaio la regione ritrova il piacere delle celebrazioni collettive, mescolando riti tramandati nel tempo e novità.
In città cortei storici e solidarietà
A Milano, il fulcro delle celebrazioni è il tradizionale Corteo dei Re Magi, previsto come sempre la mattina del 6 gennaio. L’appuntamento è alle 11 davanti al Duomo, da dove partirà il corteo che, tra costumi d’epoca, musiche e figuranti, si snoderà lungo via Torino e corso di Porta Ticinese fino alla Basilica di Sant’Eustorgio. Qui, la rievocazione dell’arrivo dei Magi richiama ogni anno migliaia di spettatori: il Comune stima oltre 20mila presenze per questa edizione.
Ma non si tratta solo di spettacolo. «Oltre alla rievocazione, quest’anno raccogliamo doni per le famiglie in difficoltà», ha spiegato Laura Moreschi, presidente dell’associazione “Amici dei Magi”, che organizza l’evento dal 1992. L’iniziativa nasce in collaborazione con Caritas Ambrosiana e punta a raccogliere generi di prima necessità da distribuire nei centri di accoglienza cittadini.
La Befana “vola” anche fuori città
Se a Milano sono i Re Magi i protagonisti principali, in provincia invece la scena è tutta della Befana. A Bergamo, occhi puntati sulla tradizionale “discesa della Befana” dalla Torre Civica, prevista per il pomeriggio del 6 gennaio. La vecchina più famosa d’Italia – assicurata e imbragata da un’équipe di tecnici – si calerà dall’alto tra gli applausi dei bambini e lo stupore degli adulti. Iniziative simili sono in programma anche a Lecco e Brescia, dove gruppi di volontari organizzano spettacolari esibizioni nelle piazze.
«C’è sempre un po’ di tensione, ma i bambini aspettano questo momento tutto l’anno», ha raccontato Marco Riva, uno degli organizzatori bergamaschi. Gli eventi sono seguiti da vigili del fuoco e Croce Rossa: solo dopo i controlli parte lo spettacolo.
Presepi viventi nei borghi
Nei paesi della Brianza e nelle vallate bergamasche l’Epifania è anche occasione per riscoprire le radici contadine. In diversi centri – come Carate Brianza, Val Brembana e Clusone – il 6 gennaio vengono messi in scena presepi viventi con figuranti in costume e animali veri. Le comparse sfilano per le vie al ritmo delle fisarmoniche, spesso accompagnando falò all’aperto e offrendo vin brulé.
Secondo le Pro Loco locali queste manifestazioni portano ogni anno circa 5mila visitatori solo nei comuni intorno a Milano. «È un modo per mantenere viva la memoria dei nostri nonni», spiega don Giuseppe Villa, parroco di Carate. I volontari si mettono al lavoro già dall’alba per preparare scenografie e costumi, mentre i fornai locali sfornano dolci tipici come le “fugasse”.
Gite fuori porta: mete gettonate
Non mancano poi le occasioni per una gita fuori porta: Federalberghi Lombardia segnala oltre 80mila presenze turistiche nelle località montane della regione durante il weekend dell’Epifania. Livigno, Bormio e Madesimo registrano già il tutto esaurito negli alberghi. Gli impianti sciistici aprono dalle 8 del mattino fino al tramonto; molto apprezzati anche i mercatini artigianali di Ponte di Legno e la storica processione del “Panettone delle Befana” a Varenna sul lago di Como.
Per chi resta in città ci sono aperture straordinarie nei musei e laboratori per bambini: al Museo della Scienza di Milano si potrà partecipare dalle 10 alle 18 a visite guidate dedicate alle storie della Befana nella cultura popolare lombarda.
Una tradizione che tiene banco
Con un clima che alterna freddo pungente a qualche raggio di sole, l’Epifania 2026 si conferma in Lombardia un appuntamento molto atteso. Riesce ancora oggi a mettere insieme generazioni diverse e sensibilità nuove. I numeri parlano chiaro: anche quest’anno migliaia di persone riempiranno piazze e borghi. Come ha ricordato Laura Moreschi alla fine dell’ultimo incontro organizzativo: «Queste feste servono a farci sentire comunità; a ricordarci che condividere un momento è ancora importante».