FAI Luoghi del Cuore 2024: i 20 nuovi tesori italiani restaurati e valorizzati

Giulia Ruberti

23 Gennaio 2026

Milano, 23 gennaio 2026 – Ieri a Milano, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ha annunciato i 20 nuovi progetti di restauro e valorizzazione dedicati ad altrettanti Luoghi del Cuore, scelti dagli italiani nell’ultimo censimento nazionale concluso lo scorso autunno. La notizia è stata data durante una conferenza stampa nella storica sede di via Carlo Foldi, alla presenza della presidente Federica Gasparrini e di rappresentanti delle comunità locali coinvolte. Il programma, che punta a salvaguardare il patrimonio culturale diffuso, prenderà forma nei prossimi mesi in tutta Italia, da Trento a Palermo, toccando piccoli borghi, chiese, ville e parchi spesso dimenticati.

La mappa dei luoghi più amati dagli italiani

Ogni progetto nasce dalle preferenze espresse da centinaia di migliaia di cittadini che, tra il 15 maggio e il 30 ottobre 2025, hanno votato online o in piazza i loro Luoghi del Cuore. In cima alla lista, come ha ricordato Gasparrini, c’è la Chiesa di San Michele Arcangelo a Calascio, in Abruzzo, seguita dal Parco delle Rimembranze di Gorizia e dalla storica Villa La Quiete vicino a Firenze. “Non sono solo monumenti: sono pezzi della nostra memoria collettiva”, ha detto la presidente, sottolineando come il censimento abbia raccolto oltre 1,3 milioni di voti, un vero record rispetto alle edizioni precedenti.

A ogni luogo sarà destinato un finanziamento adeguato alle esigenze. “Abbiamo puntato su progetti capaci di ridare vita sociale e culturale ai territori”, ha aggiunto Gasparrini. Ecco perché tra i 20 scelti ci sono chiese ma anche mulini abbandonati e sentieri storici.

Restauri da Nord a Sud

Il calendario degli interventi – ha spiegato il direttore operativo del FAI, Lorenzo Petrone – partirà già da febbraio con i primi cantieri. In Lombardia si lavorerà sul Mulino di Marzoli a Vigevano, chiuso da oltre vent’anni e atteso dalla comunità come occasione per rilanciare il turismo locale. In Sicilia toccherà all’Antico Baglio di Marsala, scelto da più di 15.000 cittadini come simbolo da difendere. Il FAI interverrà anche su luoghi meno noti: tra questi il Giardino delle Esperidi a Cosenza e la Torre Angioina di Bitonto, che aspetta da anni lavori urgenti.

Molti cantieri non si limiteranno al restauro: saranno allestiti spazi multimediali e servizi per i visitatori. “Non basta sistemare i muri”, ha confidato Petrone. “Serve restituire luoghi vivi alle persone: qui entrano in campo volontari e amministrazioni”.

Comunità protagoniste e fondi pubblici

Il successo dell’iniziativa – hanno sottolineato più volte i relatori – dipende molto dall’intesa con le realtà locali. Dal sindaco di Calascio, Marco Tiberi, al parroco di Gorizia, tutti hanno messo in luce l’importanza dell’impegno della cittadinanza. “Il nostro paese stava perdendo la sua identità”, ha ammesso Tiberi parlando della chiesa simbolo del terremoto del 2009. La collaborazione con il FAI è vista come una risposta concreta per fermare lo spopolamento e far rinascere l’orgoglio delle comunità.

Un capitolo importante riguarda i finanziamenti. Oltre ai fondi privati raccolti dal FAI con donazioni e lasciti (oltre 4 milioni di euro quest’anno), spesso si aggiungono contributi dai comuni e dalle regioni. “Questo modello pubblico-privato funziona solo se davvero ci crediamo tutti”, ha ribadito la presidente.

Lo sguardo al futuro

Intanto si pensa già alla prossima edizione. Il censimento dei Luoghi del Cuore partirà nella primavera 2027 con l’obiettivo ambizioso di battere i numeri record raggiunti quest’anno. “Ogni voto è un gesto d’amore e cura”, ha ricordato Gasparrini chiudendo l’incontro, invitando scuole e associazioni a farsi promotori della nuova edizione.

Chi vuole seguire l’andamento dei lavori può consultare il sito del FAI, dove saranno pubblicati aggiornamenti periodici con foto dai cantieri e storie dalle comunità coinvolte. Un viaggio che unisce passato e presente: così l’Italia prova passo dopo passo a difendere il suo patrimonio diffuso dalle insidie dell’abbandono e del tempo.

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