Bolzano, 28 settembre 2026 – Nella Val Venosta, all’estremo nord-ovest dell’Alto Adige, decine di camminatori si ritrovano ogni anno, tra fine settembre e i primi giorni d’autunno, sui sentieri che dal Lago di Resia si inerpicano verso boschi ormai vestiti di giallo e rame. A spingere tanti appassionati non è solo la bellezza delle montagne – dal massiccio dell’Ortles a nord alle vette minori intorno a Curon e Malles – ma anche la varietà dei percorsi e quel senso di allontanamento da un mondo troppo frenetico.
Un paesaggio tra acqua e storia
Il Lago di Resia, a quasi 1.500 metri d’altitudine, non è un semplice specchio d’acqua. A ricordarlo c’è il celebre campanile che spunta dalla superficie, segno indelebile delle vicende del 1950: il paese di Curon Vecchia fu sommerso durante la costruzione della diga. “Qui ogni cosa ha due storie: quella che si vede e quella che si ricorda”, racconta Karl, 66 anni, ex pescatore e guida del posto. La sua famiglia vive qui da generazioni. Alle prime luci dell’alba, quando una leggera foschia avvolge la riva nord, qualche turista si avvicina silenzioso al pontile. I più attenti scorgono ancora mattoni antichi affiorare tra le onde.
Tra le passeggiate più amate dagli escursionisti c’è il percorso che collega il Lago di Resia a quello di San Valentino: quasi 15 chilometri immersi tra larici e piccoli rifugi in legno dove in autunno si sente ancora l’odore del fieno e del cirmolo. “Non è raro incontrare cervi o volpi – racconta Martina, impiegata di Merano che viene qui ogni ottobre – ma ciò che colpisce davvero è il silenzio”. Il cammino è accessibile anche ai meno esperti: i dislivelli sono contenuti e non mancano punti d’appoggio come la Malga Resia o i ristori vicino alla dogana austriaca.
Sentieri d’autunno, colori e ospitalità
Nei boschi sopra Malles e verso la Vallelunga l’autunno cambia completamente lo scenario. I larici cominciano a perdere gli aghi, formando tappeti dorati mescolati alle rocce. Gli abitanti delle frazioni come Glorenza, Burgusio e Tubre conoscono bene le fatiche delle stagioni lunghe. Eppure in questo periodo aprono ancora le porte ai visitatori: alcune famiglie offrono merende tipiche nei masi con speck affumicato, pane nero e formaggi locali. “C’è chi arriva per ammirare il foliage”, spiega Erika, proprietaria di un piccolo albergo a San Valentino alla Muta. “Ma poi resta per l’atmosfera. Qui sembra che l’orologio vada più lento”.
Le temperature tra settembre e ottobre restano fresche (minime intorno ai 2-3 gradi nelle ore notturne, massime sui 13-15 gradi), ma spesso il cielo rimane limpido fino a novembre. I collegamenti pubblici sono regolari: autobus ogni ora da Malles al Lago di Resia (con capolinea vicino al campanile sommerso) e corse extra nel weekend per chi vuole spingersi fino ai passi alpini.
Itinerari poco battuti e curiosità locali
Non mancano sentieri meno noti, come la via per il monastero di Monte Maria o il tracciato delle rogge, antichi canali d’irrigazione medievali ancora in funzione. In alcuni tratti si incontrano vecchi mulini o fienili abbandonati. Alcuni escursionisti si fermano a fotografare funghi porcini o castagne ancora acerbe. Le guide locali confermano: ottobre è il momento migliore per evitare la folla; molti infatti scelgono mete più famose come la Val Pusteria o l’Alpe di Siusi, lasciando questa valle agli appassionati di sempre.
Il prezzo medio per una notte in un B&B della zona varia dai 40 ai 65 euro a persona con colazione inclusa. Nei ristoranti si punta sulla semplicità: canederli al burro fuso, zuppe calde d’orzo e dolci alla mela sono i piatti più richiesti. Da segnalare anche alcune sagre paesane che tra fine settembre e metà ottobre offrono degustazioni dei vini della Val Venosta insieme ad esposizioni di artigianato alpino.
Tra Austria, Svizzera e il confine dimenticato
Pochi chilometri oltre Resia si entra già in Austria; a ovest, superata la Val Monastero, c’è la Svizzera. Camminando sulle strade secondarie verso Nauders o Scuol si notano spesso vecchi cartelli di confine ormai consumati dal tempo. Non mancano tracce della storia recente: bunker della Seconda guerra mondiale ed edifici doganali oggi dismessi.
Chi sceglie queste montagne fra settembre e ottobre porta con sé la sensazione di un viaggio fatto con calma. “In questa valle puoi concederti il lusso della lentezza”, conclude Karl. Ed è proprio lì – tra lago e boschi color rame – che prende forma il vero senso dell’escursione: camminare senza fretta nel cuore estremo dell’Alto Adige.