Tokyo, 9 gennaio 2026 – Il Giappone, terra di antiche tradizioni e tecnologia all’avanguardia, continua ad affascinare viaggiatori e appassionati da ogni parte del mondo. Tra i vicoli silenziosi di Kyoto e le luci intense di Tokyo, si respira un’anima doppia: la solennità dei templi buddisti da una parte, l’energia frenetica delle metropoli dall’altra. Ed è proprio in questo mix di contrasti – spiega Junko Saito, guida locale e studiosa della società giapponese – che molti trovano un’idea di romanticismo diversa da quella a cui siamo abituati in Occidente.
Il Giappone romantico tra storia e modernità
Negli ultimi anni, secondo i dati del Ministero del Turismo giapponese, il numero di coppie straniere è cresciuto del 12%. Sempre più spesso scelgono percorsi lontani dai classici itinerari turistici. Spesso preferiscono posti come Nara, dove i cervi camminano liberi tra i templi, o le rive del fiume Kamo a Kyoto. Ma anche nel cuore pulsante di Tokyo – nel vivace quartiere di Shibuya – si vedono giovani coppie mano nella mano, tra caffè dal design minimalista e sale giochi.
“Non è solo questione di paesaggi. Il romanticismo qui sta nei dettagli quotidiani, nel modo in cui viene offerta una tazza di tè, nel silenzio rispettoso dei giardini zen”, racconta Saito. Durante la fioritura dei ciliegi – la famosa sakura che tra marzo e aprile dipinge i parchi di rosa tenue – sono tanti a sedersi su una coperta sotto gli alberi per condividere un pranzo o un dolce semplice a base di riso.
Cultura dell’intimità e gesti silenziosi
Nel Giappone contemporaneo l’affetto in pubblico resta discreto. Le effusioni in strada sono rare. Come conferma Haruka Kinoshita, sociologa della Waseda University, “qui i sentimenti si esprimono più con piccoli gesti che con parole o gesti plateali”. Regalare una scatola di mochi fatti a mano o scrivere una cartolina può valere più di una dichiarazione urlata.
Un’usanza particolare: il 14 febbraio sono le donne a regalare cioccolato agli uomini che amano (o anche ai colleghi), mentre il 14 marzo – il cosiddetto “White Day” – sono gli uomini a rispondere con un regalo. Un rito che racconta molto della delicatezza dei rapporti e dell’evoluzione delle tradizioni.
Dove l’amore prende forma: templi e leggende
Alcuni luoghi sono tappe obbligate per chi cerca un’atmosfera intima. Il Santuario di Jishu, dentro il complesso di Kiyomizudera a Kyoto, è famoso per le sue “pietre dell’amore”. La leggenda dice che chi riesce a camminare a occhi chiusi da una pietra all’altra – distanti una decina di metri – troverà la sua anima gemella. Ogni giorno decine di giovani ci provano, sotto lo sguardo curioso dei turisti.
Non mancano poi suggestioni dal cinema: film come “Lost in Translation” hanno fissato nell’immaginario Tokyo come città dell’incontro e della nostalgia. Ma spesso la realtà va oltre la finzione, come raccontano molte giovani coppie che scelgono i ryokan (le tradizionali locande giapponesi) per soggiorni riservati nelle zone termali di Hakone o Beppu.
Tra tramonti urbani e radici antiche
La sera, nelle città, i tramonti dietro i grattacieli della baia di Odaiba o lungo il fiume Sumida – dove scivolano lente le barche yakatabune – regalano scenari lontani dal classico paesaggio rurale. “Qui si sente davvero la fusione tra antico e moderno”, spiega Hiroshi Yamada, architetto nato a Osaka e trasferitosi a Tokyo negli anni ’90.
Le coppie più giovani frequentano caffetterie curatissime – spesso minuscole –, dove si parla piano o si scrivono poesie su quaderni rilegati a mano. Un dettaglio che colpisce chi arriva dall’Europa: il rispetto per il silenzio anche nei luoghi più affollati.
Esperienze su misura per innamorati
Oggi i tour operator segnalano un interesse crescente per pacchetti personalizzati: gite in barca nella baia di Tokyo al tramonto, notti in onsen avvolti dal vapore delle acque termali, ma anche laboratori artigianali – dalla pittura della ceramica alle lezioni di ikebana (arte della composizione floreale).
In fondo il Giappone continua a sedurre così, ieri come oggi: offrendo intimità e condivisione senza esagerazioni. “Qui l’amore si vive senza rumore”, chiude Junko Saito con un sorriso. “Forse è per questo che chi parte porta sempre con sé qualcosa che resta.”