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Golfo di Guinea, magnate paga gli abitanti di São Tomé e Príncipe per proteggere l’ambiente e salvare l’ecoturismo

Silvana Lopez by Silvana Lopez
3 Ottobre 2026
in Storie
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Storie

São Tomé, 3 ottobre 2026 – Mark Shuttleworth, imprenditore sudafricano da tempo sulla scena dell’innovazione tecnologica, ha svelato nei giorni scorsi a São Tomé e Príncipe un progetto di sviluppo digitale che, secondo lui, potrebbe davvero cambiare il destino dell’arcipelago. L’annuncio è arrivato lunedì 28 settembre, nel corso di una conferenza nella capitale. Al centro della proposta c’è una promessa chiara: un “dividendo tecnologico” per ogni cittadino.

Dividendo digitale: come funziona il progetto

Shuttleworth ha spiegato una visione che punta all’installazione di nuove infrastrutture, dalla fibra ottica a un polo per la gestione dei dati. L’idea è che tutti i circa 225 mila abitanti – dati ufficiali aggiornati a luglio 2026 – ricevano una parte dei guadagni derivati dal nuovo distretto digitale. Al momento non è chiaro né quanto sarà l’importo né come verrà distribuito. “Ci vuole fiducia e tempo”, ha detto Shuttleworth ai giornalisti locali. “Ma il nostro obiettivo è che ogni persona possa vedere un beneficio reale entro il 2028”.

Tra entusiasmo e scetticismo la reazione della gente

L’annuncio ha acceso il dibattito tra la popolazione. Nel quartiere di Água Grande, il cuore di São Tomé, piccoli gruppi si sono radunati davanti al Palazzo del Governo. C’è chi ha accolto con favore la notizia: “Finalmente qualcuno pensa davvero a noi”, ha detto João Silva, insegnante elementare. Ma non mancano i dubbi. Maria do Céu Mendes, pensionata seduta su una panchina vicino all’Avenida Marginal, teme che “sia solo un’altra promessa”.

Anche il governo gioca la carta della prudenza. Il ministro dell’Economia, Rui Neves, ha fatto sapere in una nota che “ogni passo sarà valutato con attenzione, pensando solo agli interessi dei cittadini”. Fonti interne rivelano che nei prossimi giorni si terrà un incontro tecnico tra rappresentanti di Shuttleworth e membri dell’esecutivo.

Punti ancora oscuri e i rischi evidenziati dagli esperti

Nonostante le parole pubbliche, restano molte domande senza risposta. Non sono stati diffusi documenti o bozze contrattuali sugli investimenti previsti. Analisti del settore sottolineano che il vero nodo riguarda chi controllerà i dati raccolti: chi sarà il proprietario delle nuove infrastrutture? E quali garanzie avranno i cittadini sull’uso delle loro informazioni personali?

Sulla questione è intervenuta anche l’associazione pan-africana “Digital Rights Watch” con Malick Ba, portavoce dell’organizzazione. “Partecipare ai profitti va bene – ha detto Ba – ma la tutela della privacy deve andare di pari passo”. Ha ricordato come in altri Paesi africani iniziative simili abbiano spesso causato proteste e problemi legali. Per gli attivisti locali sarà solo allora possibile capire se questo modello porterà davvero vantaggi o creerà nuove forme di dipendenza economica.

Geopolitica e interessi dietro al progetto

São Tomé e Príncipe è sempre più nel mirino degli investitori stranieri nel Golfo di Guinea. Il governo ha messo in piedi diversi progetti per attirare capitali privati soprattutto nel settore energetico e delle telecomunicazioni. L’iniziativa di Shuttleworth arriva proprio mentre si rinegoziano gli accordi petroliferi con compagnie cinesi e statunitensi.

Secondo fonti diplomatiche raccolte da alanews.it, nell’esecutivo non mancano tensioni su come gestire i futuri introiti digitali. Alcuni funzionari temono che aprire troppo velocemente agli investitori esteri possa compromettere la sovranità tecnologica del Paese.

Prossimi passi tra incontri pubblici e attenzione internazionale

Il miliardario sudafricano ha annunciato che organizzerà incontri pubblici nelle città principali dell’arcipelago a partire da metà ottobre. Nel frattempo gli organismi internazionali guardano con interesse alla vicenda: dalla Banca Mondiale hanno fatto sapere tramite una portavoce di Ginevra che seguiranno lo sviluppo del progetto puntando a garantire “trasparenza e inclusione”.

Se davvero ogni abitante di São Tomé e Príncipe vedrà arrivare quel dividendo digitale – come promesso – lo diranno i prossimi mesi. Per ora rimangono molte domande sul tavolo e un’attesa prudente tra la gente del posto. Come spesso succede in queste storie, saranno i dettagli operativi a fare la differenza.

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