I 5 Parchi Nazionali in Spagna da Visitare Assolutamente nel 2024

Silvana Lopez

7 Gennaio 2026

Madrid, 7 gennaio 2026 – La Spagna si racconta attraverso una geografia sempre sorprendente: dai Pirenei innevati alle isole vulcaniche, dalle spiagge che costeggiano il Mediterraneo ai boschi rigogliosi del Nord. Ogni angolo del paese ha un suo volto, un clima e una luce che non si confondono con nessun altro. Negli ultimi mesi, sia turisti stranieri che viaggiatori locali hanno mostrato un interesse crescente verso i paesaggi naturali spagnoli. Lo confermano i numeri: secondo il Ministero dell’Industria e del Turismo, nel 2025 gli ingressi nei parchi nazionali sono aumentati del 12%.

Dai Pirenei alle Canarie: un viaggio che sorprende

Attraversare le valli pirenaiche, come la Val d’Aran o l’area di Jaca, significa trovarsi in scenari più simili alla Svizzera che alla classica Spagna da cartolina. A gennaio la neve copre bene la strada N-230 tra Vielha e Bossòst. Miguel Ortiz, un abitante di Salardú, racconta: “In inverno qui vengono in molti per cercare silenzio e natura autentica, soprattutto famiglie francesi e belghe”. Ma basta spostarsi verso sud per scoprire un’altra realtà: l’altopiano castigliano fra Segovia e Toledo. Di notte le temperature scendono rapidamente e al tramonto le terre brulle si tingono di un arancio intenso.

All’estremo opposto del paese ci sono le isole Canarie, con paesaggi quasi lunari. Il Parco Nazionale del Teide, a Tenerife, con le sue rocce laviche e le spiagge di sabbia nera, ha ospitato più di 4 milioni di visitatori nell’ultimo anno. “Qui il clima è stabile tutto l’anno – spiega Carmen Velázquez, guida ambientale – soprattutto in inverno la gente viene per trovare un po’ di sole”. Le Canarie sono infatti una meta fissa per molti europei in cerca di caldo quando altrove fa freddo.

Costa mediterranea: tra mare e natura selvaggia

Il mare spesso fa pensare a spiagge affollate e stabilimenti turistici. Ma basta allontanarsi un po’, verso sud, per trovare tratti ancora selvaggi. Intorno ad Almería, ad esempio, il Parco Naturale di Cabo de Gata conserva paesaggi desertici che ricordano il Nord Africa. Secondo i dati dell’Ayuntamiento di Níjar, oltre il 60% dei visitatori arriva fuori stagione, attratto soprattutto dal trekking o dal birdwatching.

Proseguendo verso Catalogna e Valencia, le coste mediterranee nascondono piccoli borghi sul mare come Cadaqués o Peñíscola. Qui si mescolano artisti, surfisti e ciclisti in allenamento. Il comune di Peñíscola segnala che nel 2025 i pernottamenti sono saliti del 15%, con punte durante la primavera.

Il Nord verde e il boom del turismo interno

A nord-ovest la Galizia e le Asturie offrono boschi di querce e faggi, ruscelli limpidi e sentieri lungo il mare Cantabrico. Le piogge frequenti tingono tutto di verde intenso. “Quest’anno abbiamo notato più turisti italiani e spagnoli”, dice Ana González, proprietaria di una casa rurale vicino a Oviedo. Anche in Cantabria cresce l’interesse per le escursioni: l’Ente Turismo regionale registra un +8% nei pernottamenti rurali tra giugno e ottobre.

Non è solo il paesaggio a cambiare qui: anche la cucina riflette questa ricchezza naturale. Sulle tavole non mancano sidro asturiano e formaggi locali; nei mercati galiziani spiccano polpo alla gallega e frutti di mare freschissimi.

Ambiente a rischio: serve più attenzione

L’aumento dei turisti – confermato dall’Istat – porta però nuove sfide per l’ambiente. Sulle Baleari (Maiorca in testa), abitanti e amministratori chiedono regole più severe per proteggere le calette ancora intatte. Il presidente dell’associazione Ambientalisti in Azione di Palma avverte senza mezzi termini: “Se non mettiamo limiti concreti rischiamo di perdere ciò che rende unico questo luogo”.

Intanto cresce l’offerta di itinerari più rispettosi della natura: percorsi in bici, campeggi eco-certificati, agriturismi piccoli ma curati nell’entroterra. In Andalusia aumentano i turisti attratti dai soggiorni tra gli uliveti delle province di Jaén e Córdoba.

In sostanza – pur con qualche contraddizione – la Spagna resta uno dei pochi paesi europei dove paesaggio e cultura convivono su scala così ampia. Un mosaico difficile da mettere in una sola immagine da cartolina. Chi arriva finisce spesso per fermarsi qualche giorno in più… curioso di scoprire cosa c’è dietro ogni curva.

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