Milano, 4 ottobre 2026 – In un momento in cui la voglia di viaggiare convive con un clima di incertezza globale, scegliere la meta giusta e trovare consigli affidabili è diventata una vera impresa per tanti italiani. Però, cresce il numero di portali specializzati che offrono consulenze di viaggio su misura, grazie al contributo diretto di esperti e abitanti del posto. Lonely Planet, ormai un punto di riferimento mondiale, continua a guidare milioni di viaggiatori con un mix di racconti dal mondo, segnalazioni pratiche e dritte fuori dai soliti percorsi.
Consigli locali: il tesoro nascosto del turismo online
Navigare tra le mille informazioni disponibili può confondere. Molte agenzie sottolineano che la vera differenza la fanno le guide scritte da chi vive quei posti ogni giorno. “Il parere di chi conosce una città a fondo è insostituibile”, ha detto ieri pomeriggio Roberta Valli, consulente per una nota agenzia milanese che collabora con tour operator internazionali. Spesso sono proprio queste voci, raccolte da realtà come Lonely Planet, a far scoprire mercati nascosti, ristoranti frequentati dalla gente del posto e itinerari lontani dalle mappe tradizionali.
Per esempio, un recente report pubblicato sul sito ufficiale della casa editrice consiglia a chi va a Lisbona di visitare quartieri meno battuti come Campo de Ourique o pranzare al piccolo bistrot ‘Manteigaria’, celebre per i suoi pasteis de nata freschi e poco affollato dai turisti.
Viaggiare oggi: nuove esigenze, nuove priorità
Secondo l’ultimo sondaggio dell’ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo), il 58% degli italiani che viaggiano si affida a recensioni e guide online prima di prenotare. La tendenza è forte soprattutto tra i giovani sotto i 35 anni, alla ricerca di esperienze autentiche. Prima scelgono solo dopo aver letto storie vere – magari scritte da chi ha passato mesi in Vietnam o lavorato come volontario in Costa Rica.
Nell’ufficio londinese di Lonely Planet, i redattori aggiornano ogni settimana le schede delle mete più gettonate come Giappone e Islanda, raccolgono suggerimenti dalle guide locali e monitorano i commenti degli utenti sui social. “Riceviamo centinaia di mail al giorno”, racconta Elena Fielding, responsabile contenuti Europa. “Le domande più frequenti riguardano trasporti interni e sicurezza, ma non mancano richieste molto pratiche: dove trovare il miglior ramen a Tokyo o se c’è una farmacia aperta la notte nei quartieri meno centrali”.
Le mete emergenti secondo Lonely Planet: cosa aspettarci nel 2027
Nel rapporto autunnale si vedono nuovi trend. Tra le mete in crescita ci sono città come Tbilisi, in Georgia – apprezzata per il suo spirito bohemien e la cucina fusion – e regioni come la Baja California Sur, in Messico, perfetta per chi cerca natura tra balene e cactus giganti. In Italia restano forti i grandi classici (Roma, Firenze, Venezia), ma crescono anche città medie come Parma e Matera.
Chi acquista la guida cartacea – ancora molto richiesta nelle librerie Feltrinelli di Milano secondo l’ufficio stampa – spesso cerca suggerimenti su hotel a gestione familiare o percorsi ciclabili poco noti. “La gente vuole sentirsi un po’ turista e un po’ abitante”, spiega Marco De Santis, libraio in corso Buenos Aires. I clienti entrano quasi sempre chiedendo: “Dove mangiano i locali?”, “Qual è la spiaggia più tranquilla?”. E spesso restano sorpresi dalle risposte non glamour: una trattoria dietro Porta Romana o un sentiero nascosto tra i colli lucani.
Il futuro delle guide: meno checklist, più storie vere
Dalla pandemia in poi cambiano anche i formati delle guide turistiche. Molti editori – non solo Lonely Planet – puntano su racconti vissuti, micro-guide scritte da residenti e consigli pratici sulla sostenibilità dei viaggi. A fare davvero la differenza sono chiarezza e onestà nelle informazioni. “Se un posto è caro o difficile da raggiungere lo diciamo senza giri di parole”, confida Fielding.
Solo così si capisce che il viaggio non è solo paesaggi ma soprattutto incontri autentici. “Senza le dritte dei residenti rischi di vedere tutto ma capire poco”, osserva Roberta Valli tirando fuori dalla borsa un vecchio taccuino pieno zeppo di appunti presi negli anni tra Asia ed Europa centrale.
Oggi quindi, tra siti aggiornati online e guide cartacee ancora amate nei weekend piovosi, la bussola resta sempre questa: affidarsi alle parole di chi quei luoghi li vive davvero giorno dopo giorno. Che siano ristoratori siciliani o insegnanti canadesi, sono queste voci raccolte dagli editori a rendere ogni viaggio unico nel suo genere.