Venezia, 6 febbraio 2026 – Dai canali della laguna alle colline scozzesi, passando per la luce atlantica di Lisbona e le strade parigine, gli Hoscar Awards 2026 di Hostelworld sono stati assegnati anche quest’anno, celebrando i migliori ostelli in Italia e nel resto d’Europa. La premiazione, avvenuta ieri in digitale alle 19, ha visto in gara strutture storiche e nuove aperture, con una presenza italiana molto forte tra i vincitori principali. Gli Hoscars, considerati da molti viaggiatori come “la bussola degli zaini”, sono ormai un punto fermo per chi sceglie un turismo giovane e informale.
Ostelli premiati: il grande successo italiano tra tradizione e novità
In Italia, il premio “Best Hostel” è andato al Generator Venice, sull’isola della Giudecca. “Non credevamo di poter battere realtà così consolidate”, ha raccontato Elena Benatti, responsabile accoglienza, contattata nel primo pomeriggio. L’ostello si distingue per la vista diretta su San Marco e per gli spazi comuni dove arredi industriali si mescolano a tocchi tipici veneziani. L’atmosfera internazionale e le attività culturali settimanali hanno fatto la differenza.
Altri riconoscimenti importanti sono arrivati per il The RomeHello a Roma e il Combo Milano, già noti per il loro impegno nella sostenibilità. “Offriamo più di un letto: tour guidati gratuiti, laboratori di cucina, serate con musica dal vivo”, spiega Paolo Ferrini, direttore di The RomeHello. A Milano, Combo è diventato punto di riferimento per eventi artistici ed esposizioni temporanee; la sera attira anche chi non soggiorna lì. I prezzi? Tra i 28 e i 40 euro a notte, colazione inclusa — una tariffa che resta competitiva in Europa.
Capitali europee: Lisbona e Parigi confermano il loro appeal giovane
Fuori dall’Italia spicca ancora il Lisbon Destination Hostel, dentro la stazione ferroviaria di Rossio, premiato come “Best Atmosphere”. “Volevamo rompere lo stereotipo dell’ostello freddo e impersonale”, dice la manager Catarina Teixeira. Usare uno spazio storico ha attirato sia viaggiatori solitari sia piccoli gruppi. Gli ospiti amano la terrazza piena di piante e le serate con fado improvvisato.
A Parigi l’OOPS! Hostel nel Quartiere Latino ha ottenuto il premio per l’accessibilità e i servizi inclusivi. “In Francia gli ostelli spesso hanno una cattiva fama”, ammette il proprietario Gilles Martin, “ma qui si sta davvero come a casa”. I prezzi si aggirano intorno ai 35 euro a notte per letto in camerata condivisa; ci sono anche camere doppie e mini-appartamenti adatti alle famiglie.
Nord Europa: Edimburgo premia l’ospitalità autentica
Tra le sorprese c’è il premio a Edimburgo: il Castle Rock Hostel si è aggiudicato la categoria “Best Location”. Chi arriva in città imbocca Johnston Terrace non può non notare la facciata in pietra grigia proprio sotto il castello. Gli ospiti apprezzano l’atmosfera rilassata — molti italiani incontrati stamattina fuori dall’ostello ne parlavano così — con aree comuni arredate in stile vintage e una sala giochi sempre piena. Il costo è contenuto: circa 32 sterline a notte, con sconti per chi resta più giorni.
Chi sono i viaggiatori degli Hoscars
Secondo i dati diffusi da Hostelworld, l’età media degli ospiti nei migliori ostelli va dai 21 ai 32 anni. Si viaggia spesso da soli o in coppia; quasi sempre all’ultimo momento (il 58% delle prenotazioni arriva entro 48 ore dalla partenza). “Non sono solo studenti — racconta Marta Ricciardi, giovane designer romana incontrata al check-in del Combo — c’è chi lavora da remoto o si muove per uno stage”.
Cosa cercano? Un’atmosfera rilassata, eventi condivisi e prezzi più abbordabili rispetto agli hotel tradizionali. Da Venezia a Lisbona, passando per Parigi ed Edimburgo, le recensioni confermano che la forza vera di questi ostelli resta il senso di comunità. Un valore che, anche dopo la pandemia, continua a farli preferire da una nuova generazione di viaggiatori europei.