Teheran, 14 marzo 2026 – Il Ministero del Patrimonio culturale e del Turismo di Teheran ha diffuso oggi un comunicato che conferma danni pesanti a diversi siti Unesco della capitale, tra cui il celebre Palazzo Golestan, colpito dalle forti scosse di terremoto nella notte tra il 13 e il 14 marzo. Nel primo pomeriggio è arrivata la nota ufficiale: i sopralluoghi sono ancora in corso, ma si parla già di “strutture portanti compromesse” e “decorazioni seriamente lesionate”, soprattutto nelle parti più antiche del complesso.
Palazzo Golestan, un gioiello ferito
Il Palazzo Golestan, spesso chiamato la “Versailles di Teheran” per la sua ricchezza artistica e gli interni sontuosi, è uno degli edifici storici più amati e visitati dell’Iran. Nato nella seconda metà del Cinquecento sotto la dinastia safavide, il palazzo custodisce affreschi, mosaici, specchiature e tappeti che ogni anno richiamavano migliaia di turisti – almeno fino alle tensioni recenti nella regione. Secondo il Ministero, alcune cupole e facciate esterne hanno perso pezzi di intonaco e pietra, mentre all’interno si registrano crepe nei soffitti delle sale cerimoniali.
Questa mattina, poco dopo le sette, nei pressi del cortile centrale, tecnici e operai erano già al lavoro sulle scalinate d’ingresso. “Abbiamo trovato stucchi e pietre decorative caduti a terra”, racconta Ali Vaziri, funzionario della Sovrintendenza locale. “La priorità ora è mettere in sicurezza gli spazi più fragili”. Nel frattempo si stanno facendo rilievi fotografici e strutturali per capire fino a che punto reggono i muri.
Unesco sotto shock: i danni si moltiplicano
Non solo il Golestan: altri luoghi simbolo iscritti al Patrimonio Mondiale dell’Unesco hanno riportato danni. I primi rapporti segnalano problemi alle mura esterne dell’Antica Cittadella di Ray, una costruzione risalente all’epoca achemenide, e alcuni archi della storica Moschea di Sepahsalar risultano lesionati. La situazione resta fluida: “I nostri tecnici stanno completando le verifiche in queste ore”, fanno sapere dall’ente che tutela i siti archeologici.
Il Ministero avverte che la valutazione finale arriverà solo “nei prossimi giorni”, quando saranno terminate tutte le ispezioni. Intanto però cresce la preoccupazione: molti danni richiederanno restauri difficili e delicati, sia per i materiali fragili sia per la necessità di mantenere intatte le caratteristiche originali dei monumenti.
Le reazioni delle istituzioni e del mondo
La notizia ha subito fatto il giro anche fuori dall’Iran. Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, ha espresso “solidarietà al popolo iraniano” annunciando l’arrivo a breve di una squadra di esperti: “Proteggere il patrimonio comune è una responsabilità condivisa”. Sulla stessa linea Mehdi Farhadi, presidente della Società iraniana degli archeologi: “Questi luoghi non sono solo patrimonio iraniano ma dell’intera umanità. Serve un intervento veloce”.
Nel quartiere storico di Teheran intanto gruppi di cittadini si sono radunati davanti all’ingresso del Golestan durante la mattinata. Tra loro c’è Narges, insegnante in pensione che vive lì vicino: “Ci passavo da bambina. Vederlo così fa male”.
Interventi urgenti per evitare nuovi guai
Il Ministero ha già predisposto i primi interventi per mettere in sicurezza temporanea gli edifici danneggiati. Mohammad Eslami, capo della Protezione civile a Teheran, spiega che nelle prossime 48 ore saranno rinforzati i punti più critici ed eseguite coperture dove servono. Particolare attenzione va alle collezioni mobili: “Stiamo trasferendo alcuni oggetti nei depositi sotterranei per proteggerli da eventuali scosse secondarie”.
Il terremoto rischia inoltre di mettere in crisi una stagione turistica già fragile. La Camera di commercio locale parla di circa 12mila prenotazioni cancellate nelle ultime 24 ore. Le agenzie viaggi segnalano un calo netto delle richieste per visite guidate ai siti storici.
Il restauro è una sfida aperta
“Questa emergenza – conclude il comunicato del Ministero – mette in luce quanto sia urgente rafforzare le strutture dedicate alla tutela culturale”. L’Iran ha già chiesto aiuto agli altri paesi firmatari della Convenzione Unesco. Nei prossimi giorni si deciderà se lanciare una raccolta fondi internazionale.
Tra polvere e silenzio i cortili del Palazzo Golestan attendono ora un bilancio preciso delle ferite – vecchie e nuove – del patrimonio iraniano. E soprattutto la volontà collettiva di proteggerlo dagli eventi della natura.