Le 10 attrazioni più deludenti d’Europa: due sorprese italiane nella classifica del Telegraph

Giulia Ruberti

22 Gennaio 2026

Roma, 22 gennaio 2026 – Le attrazioni turistiche più famose d’Europa finiscono sotto la lente d’ingrandimento della stampa britannica. Il quotidiano The Telegraph ha stilato una classifica delle dieci mete europee più “deludenti”. Tra queste, due sono in Italia. La lista, pubblicata ieri, ha subito sollevato un polverone non solo tra gli operatori del settore, ma anche tra i visitatori che ogni anno affollano questi luoghi. La ragione? Un divario netto tra le aspettative costruite da foto e racconti e la realtà che si trova sul posto.

Fontana di Trevi e Torre di Pisa: le star italiane nel mirino

Nella top ten delle attrazioni europee più deludenti spiccano due nomi italiani: la Fontana di Trevi a Roma e la celebre Torre di Pisa. Accanto a loro, il Telegraph mette nel mirino anche altri simboli come il Manneken Pis di Bruxelles e la Giostra di Praga. Secondo il quotidiano britannico, il problema sta nella “distanza tra l’immagine idealizzata che arriva dai social e dalle cartoline e la realtà fatta di folle, lunghe attese e costi alti”.

“Arrivare alla Fontana di Trevi e trovarsi schiacciati da una marea di persone in cerca dello scatto perfetto, con venditori ambulanti sempre pronti a proporre selfie stick o bottigliette d’acqua ad ogni passo: questa è la scena tipica,” scrive il Telegraph. Un’esperienza confermata anche da molti turisti intervistati direttamente sul posto negli ultimi mesi.

Non va meglio alla Torre di Pisa: “Sotto la torre sembra di vedere una foto già vista mille volte sui social, con visitatori che cercano di ‘sorreggere’ il monumento con pose più o meno improbabili,” commenta con ironia il quotidiano.

Perché molti turisti restano delusi

Dietro a queste critiche c’è un elemento comune: le aspettative spesso vanno a sbattere contro la realtà concreta. Le foto della Fontana di Trevi all’alba, senza nessuno intorno, raccontano una storia diversa da quella delle ore centrali del giorno. “Davanti al monumento abbiamo trovato un muro umano, impossibile avvicinarsi per lanciare una monetina,” racconta Louise Barker, turista inglese.

Stessa musica per la Torre di Pisa: “La piazza è suggestiva ma troppo affollata per godersi davvero il luogo,” spiega David Evans dall’Australia. Con oltre 5 milioni di visitatori solo nel 2025 (dati Enit), è normale che code e calca siano all’ordine del giorno.

La risposta degli operatori locali

Le critiche non sono passate inosservate. A Pisa, Marco Bertini, presidente dell’associazione guide turistiche, difende la Torre: “Resta un simbolo unico. Certo c’è tanta gente ma stiamo lavorando per migliorare come accogliamo i visitatori”. A Roma invece Monica Lucarelli, assessora al turismo, ammette che “gestire le folle alla Fontana di Trevi è una priorità” e annuncia progetti per rendere l’area più curata e fruibile.

Gli operatori mettono in guardia chi si aspetta immagini perfette da social media: “Se pensate di trovare la Fontana vuota rischiate grosso,” avverte Gabriele Marinelli, titolare di un B&B vicino a Piazza di Spagna.

Il dibattito sui social non si placa

L’articolo del Telegraph ha acceso un acceso confronto online. Tra ironie (“Se vi aspettate la Torre tutta per voi…”), difese d’ufficio (“Sono luoghi storici da vivere così come sono”), i commenti spopolano su Twitter e Facebook.

Un’indagine recente di Tripadvisor rivela che oltre il 60% dei turisti europei riconosce comunque che il valore simbolico dei grandi monumenti supera i piccoli fastidi incontrati dal vivo.

Italia in vetta nonostante tutto

Nonostante le critiche, sia la Fontana di Trevi sia la Torre di Pisa restano fra le mete più gettonate in Europa. L’Enit parla chiaro: nel 2025 Roma ha accolto oltre 25 milioni di visitatori stranieri; Pisa segue con numeri sempre in crescita. “L’effetto Instagram conta molto – ammette Elisa Rossi, studentessa milanese a Roma – ma alla fine tutti vogliono farsi una foto qui”.

I dati del Telegraph mettono sotto i riflettori le difficoltà della gestione turistica. Ma per ora l’attrattiva dei nostri monumenti sembra resistere senza troppi scossoni alle classifiche internazionali.

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