Roma, 16 febbraio 2026 – Nicola Rossi, scrittrice e consulente editoriale, ha passato gli ultimi mesi a mettere insieme le esperienze più autentiche da vivere in Francia. Un lavoro, racconta lei stessa, che l’ha vista districarsi tra centinaia di proposte e suggerimenti tra musei, caffè, mercati e paesaggi: “Scegliere cosa inserire in una guida del genere non è mai facile. Bisogna bilanciare il classico con il nuovo, evitando di cadere nel folklore o nei soliti cliché”.
Il dietro le quinte di una guida: appunti e sopralluoghi sul campo
Le riunioni editoriali si sono tenute a tratti a Parigi, a tratti in remoto. Nicola – milanese di 38 anni, giornalista con una lunga esperienza nel mondo dei viaggi e della cultura – ha raccontato ad alanews.it: “Ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni. Alcune arrivano da chi vive sul posto, altre sono consigli delle istituzioni turistiche. Ma la parte più importante resta sempre il sopralluogo diretto. Solo camminando per certi angoli di Provenza o perdendosi tra i quartieri di Lione capisci se un’esperienza vale davvero”.
Il lavoro si svolge in tante fasi: dai primi appunti presi su piccoli taccuini durante le visite, fino alle lunghe discussioni in redazione. “Rivediamo una selezione anche dieci volte”, spiega Nicola. “Una cena in un bistrò tradizionale può valere più di un ristorante stellato? Un piccolo borgo sulla Loira racconta la Francia quanto una giornata al Louvre? Sono domande che ci poniamo continuamente”. La guida – che uscirà a fine marzo – vuole offrire itinerari sia per chi mette piede in Francia per la prima volta sia per i viaggiatori più navigati.
Cosa rende un viaggio davvero francese: esperienze e scelte
Tra i criteri per scegliere cosa inserire, Nicola punta molto sulla quotidianità francese: “Non si tratta solo di grandi musei o castelli famosi”, spiega, “ma anche delle piccole cose: fare colazione passeggiando per le vie di Montmartre, partecipare al mercato del sabato mattina a Nîmes, scambiare due chiacchiere con il barista in una panetteria di Bordeaux”.
Non mancano poi esperienze lontane dai percorsi più battuti. Tra le pagine della guida si trovano storie come quella di Camille, giovane pastora nella Camargue, o dell’anziano libraio di Avignone. “Sono persone che rappresentano uno stile di vita – confida Nicola – e spesso danno ai lettori un’idea della Francia più vera rispetto ai monumenti o alle piazze famose”.
Il taglio delle scelte: come si esclude ciò che non c’è spazio
La sfida più grande, secondo Nicola, è proprio il taglio delle proposte. “Vorresti mettere tutto. Ma devi fare selezione”, ammette. In redazione seguono una regola d’oro: proporre solo quello che risponde all’idea di essenzialità. Negli ultimi giorni hanno discusso molto su alcune destinazioni emergenti. Prendiamo ad esempio Marsiglia: la città ha cambiato volto rispetto alla prima edizione della guida. “Abbiamo aggiunto nuovi quartieri perché Marsiglia è diventata un laboratorio sociale oltre che culturale”, racconta.
A influenzare le scelte ci sono anche aspetti pratici come la sostenibilità degli itinerari o la possibilità di vivere certe esperienze durante tutto l’anno. “Un festival può essere indimenticabile”, dice la scrittrice, “ma se dura solo due giorni ad agosto rischia di non trovare spazio in una guida pensata per tutto l’anno”.
Il futuro della guida tra storie vere e nuove aspettative
I primi dati dell’editore mostrano che i lettori cercano consigli utili ma anche storie vere, aneddoti e testimonianze personali. Per questo motivo – spiega Nicola – puntano molto sui racconti diretti dei viaggiatori e sulle fotografie scattate durante i sopralluoghi.
L’arrivo della nuova guida è anche un modo per capire come stanno cambiando i gusti dei turisti italiani e stranieri. Secondo Rossi, “il viaggio del futuro non sarà solo fare foto davanti ai monumenti famosi, ma cercare di sentirsi parte della comunità locale anche solo per poche ore”. E aggiunge: “Oggi la vera sfida è non perdere quell’autenticità che ci chiedono sempre i lettori”.
A chi sta preparando la valigia – conclude Nicola – lascia un consiglio semplice ma prezioso: “Lasciatevi spazio all’imprevisto. Spesso sono proprio quelle esperienze inattese a rivelarsi le più autentiche”.