Le 14 mete imperdibili in Scozia: dai paesaggi mozzafiato ai luoghi iconici del whisky

Luca Mangano

14 Febbraio 2026

Edimburgo, 14 febbraio 2026 – Le Highlands scozzesi e le coste spazzate dal vento sono immagini che subito si collegano a etichette di whisky o scatole di shortbread, ma questi territori a nord del Vallo di Adriano raccontano ben altro. Qui la storia si intreccia con la vita quotidiana delle comunità, segnate dal passare del tempo. Chi arriva – magari su un treno lento che attraversa la brughiera o lungo strade che si snodano tra i fiordi – si immerge in un paesaggio fatto di castelli di pietra, brughiere di erica, laghi scuri e paesini sospesi tra tradizione e presente. Ed è proprio questa atmosfera, unita all’accoglienza dei villaggi, a fare della Scozia una meta sempre più amata dagli italiani.

Tra castelli e laghi: lo scenario che conquista i viaggiatori

Secondo i dati dell’ente nazionale del turismo britannico, nel 2025 più di 400 mila italiani hanno scelto di visitare la Scozia. Un numero in crescita anche grazie ai voli diretti da Roma e Milano verso Edimburgo e Glasgow. “Quando si parla di Scozia – racconta Paolo Mazzoleni, viaggiatore di Varese incontrato a Inverness – la prima cosa che viene in mente è il castello di Eilean Donan, quello sulle scatole dei biscotti. Ma vederlo dal vivo, avvolto nella nebbia delle otto del mattino, è tutta un’altra storia”. Non è solo una questione di paesaggi: c’è il desiderio di respirare un’aria antica, ascoltare storie di clan e battaglie, farsi avvolgere dal silenzio sulle rive del Loch Ness o lungo i sentieri della valle di Glencoe.

Whisky, pane e pecore: i sapori della terra scozzese

Non mancano poi le specialità locali. Dai pub delle Orcadi ai ristoranti sul Royal Mile di Edimburgo, ogni tavolo propone whisky torbati, salmone affumicato, pane d’orzo e formaggi dal gusto deciso. “Abbiamo visto un aumento del 18% nelle degustazioni organizzate nelle distillerie delle Highlands”, spiega Fiona MacLeod, portavoce di VisitScotland. Il richiamo è forte soprattutto per chi cerca esperienze autentiche: passeggiate tra campi dorati di cereali, greggi al pascolo e l’odore della resina dopo la pioggia. “Non si scorda facilmente il suono delle cornamuse in una stanza con il fuoco acceso”, racconta un turista italiano in attesa alla Talisker Distillery.

Le comunità locali tra accoglienza e resilienza

Dietro l’aumento dei visitatori ci sono però soprattutto le piccole comunità – da Portree sull’isola di Skye a Pitlochry nell’entroterra – che danno davvero vita a questi luoghi. Una ricerca dell’Università di Aberdeen pubblicata a settembre 2025 su Scottish Geographical Journal rivela che il 72% delle microimprese legate al turismo ha puntato sulla sostenibilità: pannelli solari sui tetti dei B&B, menù con prodotti locali a chilometro zero, guide preparate per rispettare gli ecosistemi. “Siamo fieri della nostra identità”, dice Morag Fraser, locandiera a Dufftown. “Chi viene qui deve portare via non solo una foto da cartolina, ma un ricordo vero della nostra terra”.

Oltre i cliché: Scozia tutto l’anno

Visitare la Scozia fuori stagione significa scoprire lati diversi. L’inverno regala panorami ghiacciati sul Loch Lomond; in primavera l’erica colora le colline e i pub si animano con festival tradizionali. Anche nei mesi più piovosi – come confermano i dati del Met Office – la presenza di turisti stranieri resta sopra il 30%. “Non veniamo qui per il sole – scherza Carlo Rossi, architetto romano in vacanza con la famiglia – ma per ritrovare un ritmo più lento e borghi che sembrano fermi nel tempo”. Più che una fuga dalla routine quindi è una ricerca sincera d’autenticità.

Scozia da scoprire: esperienze tra passato e futuro

C’è chi arriva per percorrere la West Highland Way (154 chilometri dove passato e presente sembrano confondersi), chi preferisce esplorare rovine abbandonate o lasciarsi coinvolgere nelle danze tradizionali delle ceilidh serali. In ogni stagione rimane forte il legame con la memoria: nei musei di Edimburgo si trovano documenti del XVIII secolo; nei villaggi costieri sopravvive la pesca d’altura; negli atelier degli artigiani continuano storie di lana e tartan tramandate da generazioni.

Tutto questo fa della Scozia qualcosa in più rispetto all’immagine sulle scatole dei biscotti o sulle bottiglie di whisky. Una terra dove quei panorami familiari lasciano spazio a scoperte personali sempre nuove.

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