Madrid, 8 gennaio 2026 – La Spagna si conferma per il 2026 come la nazione con più Bandiere Blu al mondo. Secondo i dati più recenti della Foundation for Environmental Education, sono ben 638 i riconoscimenti assegnati alle sue spiagge. Un numero che non ha paragoni a livello globale, con un peso particolare nelle Isole Baleari e nelle Canarie, mete amatissime da milioni di turisti ogni anno.
Spagna, leader incontrastata delle Bandiere Blu
A ribadire il primato della Spagna è la lista aggiornata delle Bandiere Blu, un premio che valuta la qualità dell’acqua, la sicurezza, i servizi e la cura dell’ambiente sulle spiagge. Nel corso degli anni, amministrazioni locali e operatori turistici hanno investito molto in infrastrutture e controlli ambientali per rispettare gli standard richiesti dal programma internazionale.
Il Ministero della Transizione Ecologica spagnolo ha sottolineato che quasi un terzo delle Bandiere Blu si concentra tra le province di Alicante, Valencia e le isole già citate. “Siamo soddisfatti di questi risultati, che premiano l’impegno costante nella tutela delle nostre coste”, ha detto ieri pomeriggio a Madrid la ministra Teresa Ribera. Oltre alla pulizia e alla raccolta dei rifiuti, l’attenzione degli ispettori si concentra anche sui sistemi di salvataggio e sull’accessibilità per chi ha disabilità.
Baleari e Canarie, regine del turismo blu
Le Isole Baleari, con i loro oltre 1.400 chilometri di costa tra Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera, sono ancora una volta al centro dell’attenzione non solo dei turisti ma anche degli enti di controllo ambientale. Gli operatori locali parlano di “stagione promettente” anche per il 2026, pur ricordando che la pressione turistica sulle isole richiede un equilibrio molto delicato.
Situazione simile alle Canarie, dove spiagge come Las Teresitas a Tenerife, Playa de las Canteras a Gran Canaria o le baie di Lanzarote e Fuerteventura hanno mantenuto il vessillo blu. A Puerto del Rosario, la città con la spiaggia più lunga dell’arcipelago, il sindaco Juan Jiménez ha spiegato: “Ogni estate aumentano i controlli e le campagne di educazione ambientale. È uno sforzo che non si ferma mai”.
Turismo sostenibile: un traguardo da difendere
Avere 638 Bandiere Blu non significa solo acqua limpida o sabbia dorata. Dal 2010 il programma richiede anche misure contro l’inquinamento marino e attività didattiche rivolte ai residenti. Proprio su questo fronte, fonti del governo regionale valenciano segnalano un aumento negli ultimi mesi dei corsi per bagnini e operatori ambientali. L’obiettivo? “Offrire ai visitatori una vera garanzia di qualità, non solo una bandiera”, spiega un responsabile della Federazione dei Comuni Costieri.
La questione ambientale rimane centrale. Diverse ONG spagnole hanno chiesto in questi giorni regole più stringenti sull’accesso alle spiagge nei periodi di alta affluenza estiva. “Il rischio è compromettere la biodiversità”, avverte Nuria Blázquez di Ecologistas en Acción. Solo con questo equilibrio si potrà davvero parlare di turismo sostenibile.
L’economia che segue il mare pulito
Oltre al valore simbolico, le Bandiere Blu portano effetti concreti sull’economia locale. In posti come Benidorm le prenotazioni aumentano del 15% subito dopo l’annuncio dei riconoscimenti. Secondo l’associazione albergatori FEHM, nelle isole la permanenza media supera ormai le sette notti.
I prezzi? Cambiano molto: a giugno una doppia vista mare a Formentera costa intorno ai 180 euro a notte; a Gran Canaria ci sono soluzioni sotto i 100 euro. Ma quello che conta davvero – ammettono gli operatori – è la reputazione: “Le famiglie cercano sicurezza e qualità certificata”, racconta Pablo Sastre, gestore di uno stabilimento a Playa d’en Bossa.
Estate 2026: luci e ombre all’orizzonte
Le previsioni per l’estate prossima sono ottimistiche secondo i principali operatori spagnoli. L’aumento dei voli diretti dall’Italia, Germania e Regno Unito sta già facendo crescere le prenotazioni nelle località più richieste. Nel frattempo le amministrazioni lavorano su accessibilità e controllo continuo della qualità delle acque.
Resta però da capire come il settore affronterà i cambiamenti climatici: temperature record e eventi estremi hanno già creato problemi nel sud della Spagna lo scorso agosto. Per ora però, con le sue 638 Bandiere Blu, la penisola iberica si gode un primato che va oltre il semplice dato turistico: è un segno concreto di rispetto per il territorio e attenzione all’ambiente. Come ha ricordato ieri a Valencia il presidente della Comunità Valenciana Carlos Mazón: “Non c’è futuro per il turismo senza rispetto per il mare”.