Le 3 mete italiane imperdibili nel 2026 secondo il New York Times: montagna e città da sogno

Giulia Ruberti

20 Gennaio 2026

Milano, 20 gennaio 2026 – Una località di montagna e due città italiane sono entrate nella prestigiosa lista delle mete da non perdere nel 2026, stilata dal New York Times. L’annuncio, pubblicato durante la notte sul sito del quotidiano statunitense, ha subito catturato l’attenzione di viaggiatori e addetti ai lavori: già nelle prime ore del mattino, sui social italiani sono fioccati commenti e immagini delle destinazioni premiate.

Il New York Times punta sull’Italia: ecco le tre destinazioni scelte

L’articolo, firmato da Elaine Glusac e pubblicato alle 2.30 di notte (ora italiana), mette in luce la Val di Fassa, Torino e Napoli come tappe imperdibili per il nuovo anno. Secondo il quotidiano, la selezione si basa su tre criteri: attrattiva culturale, sostenibilità e la capacità di offrire esperienze genuine ai viaggiatori stranieri. “Cerchiamo luoghi che diano qualcosa in più rispetto alle solite cartoline”, ha spiegato la redazione viaggi.

La Val di Fassa, incastonata tra le Dolomiti trentine, viene descritta come “un rifugio che combina paesaggi alpini, tradizione ladina e percorsi gastronomici poco conosciuti”. Il New York Times la indica come meta perfetta “non solo per gli amanti degli sport invernali”, ma anche per chi vuole riscoprire “riti e sapori locali lontano dalla massa”. Un riconoscimento che i sindaci locali hanno accolto con entusiasmo. “Non capita spesso che una realtà montana riceva un premio così importante”, ha commentato Elena Testor, sindaca di Vigo di Fassa.

A rappresentare l’Italia urbana ci pensano invece Torino e Napoli. Due città molto diverse tra loro – ammette il giornale americano – ma accomunate da una forte voglia di rinnovarsi.

Torino e Napoli: tra tradizione e nuova linfa sotto i riflettori mondiali

Nel caso di Torino, la scelta sembra legata al mix tra cultura industriale e creatività moderna. L’articolo ricorda le mostre allestite negli spazi post-industriali del Lingotto e delle OGR, il fermento gastronomico nel quartiere San Salvario, i caffè storici del centro città. “Torino sta vivendo una stagione di rinascita silenziosa”, scrive la giornalista, sottolineando anche le nuove linee ferroviarie veloci verso Francia e Svizzera.

Per Napoli, invece, il New York Times mette in evidenza “l’energia vibrante dei quartieri”, i progetti artistici che animano i vicoli del centro storico e la vivacità dei mercati. Si parla della riapertura del Museo Filangieri, delle pizzerie che rinnovano le ricette tradizionali e delle iniziative green avviate da gruppi locali. Un passaggio in particolare ha fatto rumore in città: “Napoli è una delle metropoli più vive d’Europa, anche nei momenti più difficili”. Un riconoscimento che molti cittadini hanno accolto con orgoglio.

“Abbiamo lavorato affinché Napoli fosse vista non solo come città d’arte ma anche come laboratorio di convivenza”, ha detto a caldo Gaetano Manfredi, sindaco del capoluogo campano.

Le ricadute sul turismo e le reazioni dal territorio

L’ingresso nella lista del New York Times potrebbe portare – secondo i primi operatori – a un aumento significativo delle prenotazioni per l’estate prossima e l’inverno successivo. Già nelle ultime ore alcuni alberghi della Val di Fassa hanno segnalato un aumento delle richieste da parte soprattutto di clienti americani e tedeschi. “Questi riconoscimenti aiutano a spalmare meglio gli arrivi durante l’anno”, ha osservato Antonella Reolon, responsabile marketing di Dolomiti Turistiche.

Torino e Napoli sperano invece in un effetto positivo anche sull’immagine internazionale: “Da anni cerchiamo di far emergere i lati meno noti della città – ricorda Alberto Sacco, assessore al turismo del Comune di Torino – essere scelti dal New York Times è una bella soddisfazione”.

Dietro la scelta: turismo responsabile e radici locali

La redazione viaggi del quotidiano americano ha spiegato che per il 2026 si è voluto premiare luoghi capaci di coniugare “rispetto per l’ambiente, tradizione ed esperienze autentiche”. Valori pensati per attrarre un pubblico sensibile al turismo consapevole.

“Non vogliamo diventare un parco giochi per selfie”, confida una guida locale della Val di Fassa. Eppure – ammettono gli operatori – il rischio dell’overtourism resta sempre dietro l’angolo. Per ora però si festeggia: “Quando la tua città entra tra le mete consigliate dal New York Times è difficile non sorridere”, racconta Maria Bianchi, studentessa napoletana incontrata a via Toledo ieri sera.

Mentre si ragiona su come gestire il possibile aumento dei visitatori stranieri, resta un dato certo: nel 2026 Italia e montagna tornano a essere protagoniste sulla scena turistica mondiale. E stavolta sono le voci locali – tra entusiasmo e prudenza – a dettare il ritmo.

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