Le città italiane nella top mondiale secondo Taste Atlas: dove si mangia meglio nel 2024

Giulia Ruberti

27 Gennaio 2026

Milano, 27 gennaio 2026 – Il cibo come viaggio, non solo come pasto: è questo il filo rosso che lega le città al centro dell’ultima classifica di Taste Atlas, la piattaforma internazionale che racconta le esperienze culinarie nel mondo. Sono almeno dieci i luoghi dove sedersi a tavola significa immergersi nella storia, nella cultura e nelle tradizioni locali. La lista, uscita pochi giorni fa e disponibile online, ha già acceso dibattiti tra appassionati, chef e addetti ai lavori.

Taste Atlas disegna la mappa delle città dove si mangia davvero bene

La piattaforma è famosa per il suo vasto archivio di piatti tipici e recensioni da ogni angolo del globo. Nell’ultimo anno ha raccolto quasi 400mila voti, mescolando opinioni di utenti e giudizi di esperti gastronomici. Ne è uscita una classifica delle città dove si mangia meglio nel mondo, che spazia dall’Asia all’Europa fino alle Americhe.

Al primo posto c’è Napoli, grazie alla sua pizza riconosciuta ovunque. Dietro, a poca distanza, Roma con la sua tradizione che va dalla carbonara all’amatriciana. Seguono poi Tokyo, capace di portare la cucina giapponese su un palcoscenico globale. Nella top ten non mancano neppure Parigi, considerata da molti la capitale dell’alta cucina, e Buenos Aires, celebre per la carne alla brace.

Napoli in cima: tra pizza e identità locale

Il primato di Napoli non sorprende ma questa volta arriva da un mix di voti di viaggiatori e specialisti. “La pizza qui non è solo cibo, è un rito”, racconta Giuseppe Esposito, pizzaiolo del quartiere Forcella, mentre prepara l’impasto alle prime luci dell’alba. In città l’annuncio è stato accolto con orgoglio ma senza stupore: “Lo sapevamo già”, sorride una cliente davanti alla storica pizzeria Da Michele.

Ma Napoli non è solo pizza: nella scheda di Taste Atlas si parla anche di sfogliatella, babà e pastiera, insieme ai primi piatti di mare serviti nei vicoli di Spaccanapoli. “Sono sapori che restano impressi”, spiega Giovanna Martucci, esperta di cucina locale. La piattaforma sottolinea come autenticità e creatività insieme rendano il cibo napoletano difficile da replicare altrove.

Italia protagonista: Roma, Firenze e Bologna nel cuore dei gourmand

Altre città italiane si fanno valere nella top ten. Roma conquista il terzo posto grazie alla sua capacità di mantenere vivi i sapori della tradizione popolare: amatriciana, cacio e pepe e carciofi alla giudia sono tra i piatti più amati. “La cucina romana è schietta, diretta”, dice Carlo Bianchi, cuoco a Trastevere.

Più sotto nella classifica troviamo anche Firenze, celebre per la bistecca alla fiorentina e la ribollita, e Bologna, patria del ragù e delle tagliatelle fatte in casa. Gli operatori turistici confermano che i tour gastronomici sono ormai una delle principali attrazioni per chi arriva in queste città. I dati di Taste Atlas mostrano che il 60% dei viaggiatori sceglie la destinazione anche in base a cosa si può mangiare.

Asia sul podio: Tokyo e Osaka incantano con tecnica e sapori

Non solo Europa in questa lista: l’Asia si fa notare soprattutto con Tokyo e Osaka. La capitale giapponese viene descritta come un posto “dove ogni pasto è curato nei minimi dettagli”, dai sushi bar raffinati di Ginza alle izakaya più informali dei quartieri residenziali. “La qualità del pesce qui è qualcosa fuori dal comune”, racconta un turista italiano uscito dal mercato del pesce Tsukiji.

Osaka invece conquista con la sua cucina popolare: okonomiyaki, takoyaki e ramen sono tra le specialità più citate nelle recensioni online. “In Giappone il cibo riflette davvero il carattere della città”, osserva Mari Kondo, critica gastronomica locale.

Le capitali gourmet tra Europa e Americhe

Tra le altre grandi protagoniste ci sono anche Parigi, imbattibile nei bistrot così come nei ristoranti stellati, e Lione, definita il “cuore della tradizione francese”. In America Latina spicca Buenos Aires: qui la carne alla griglia diventa quasi una festa collettiva.

Chiude la top ten New York grazie all’incredibile varietà culinaria offerta dalla sua multiculturalità. “In pochi isolati puoi assaggiare il mondo intero”, commenta Mauro Rossi, chef italiano trapiantato a Manhattan. Non mancano però le polemiche per qualche assenza illustre: secondo alcuni manca Istanbul o Bangkok. “Le classifiche fanno sempre discutere”, ammette Taste Atlas nel suo commento al report.

Viaggiare con forchetta e coltello

La ricerca evidenzia un dato chiaro: oggi viaggiare spesso significa scegliere una meta partendo proprio dalla cucina locale. L’Italia domina sia per varietà che per autenticità dei sapori. Ma Taste Atlas ricorda anche che ogni città ha una storia unica dietro i propri piatti tipici. Solo così si capisce davvero che il vero viaggio passa dal gusto.

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