Le “Porte del Paradiso” Italiane: Dolomiti, Lago di Como e Monte Bianco Incantano il Guardian

Simona Carlini

20 Settembre 2026

Milano, 20 settembre 2026 – Le Dolomiti di Brenta, il Lago di Como e il Monte Bianco sono finiti al centro dell’attenzione della stampa internazionale. Oggi il Guardian li indica come alcune delle migliori destinazioni per una vacanza in montagna in Europa. Un riconoscimento che non arriva per caso e che, come spesso succede, accende l’interesse di viaggiatori e operatori italiani, già pronti all’autunno.

Le Dolomiti di Brenta: un gioiello apprezzato dai viaggiatori esteri

La catena delle Dolomiti di Brenta, con le sue vette frastagliate e i sentieri del Parco Naturale Adamello Brenta, viene descritta come una “meraviglia geologica unica”. Secondo il Guardian – e lo confermano anche i dati dell’APT Madonna di Campiglio – ogni anno la zona attira oltre 800mila visitatori, soprattutto britannici e tedeschi. “Da giugno a settembre si cammina tra rifugi storici e pareti verticali, ma anche d’inverno c’è magia con le ciaspole”, racconta Sara Manfredi, guida alpina di Molveno. Qui si respira un’atmosfera fatta di piccoli dettagli: l’odore dei larici al mattino, la vista sulle Pale di San Martino al tramonto.

Ma non è solo escursionismo. Sempre più famiglie scelgono la Val Rendena per soggiorni in agriturismo, “lontano dalla confusione delle grandi stazioni sciistiche”, sottolinea Manfredi. La promozione punta molto sulla sostenibilità: si cammina o si pedala in e-bike, con divieti alle auto in alcune zone delicate. Un modello apprezzato dai lettori britannici che hanno spiegato così la loro scelta: “Più silenzio e meno code”.

Lago di Como: ora la montagna chiama anche i camminatori

Non sorprende vedere il Lago di Como nella lista delle mete consigliate: paesaggi verdi, acque limpide, sentieri che dal lago salgono ai boschi sopra Bellagio e Menaggio. “Non è più solo la meta dei vip – racconta Francesco Sassi, gestore di un b&b a Tremezzo – questa estate abbiamo ospitato tante famiglie inglesi desiderose di vivere la montagna”. Il Guardian lo definisce “un’alternativa perfetta per chi cerca trekking con panorama senza rinunciare al comfort”.

Nell’ultimo anno gli arrivi stranieri sono aumentati del 12% nella zona, secondo la Camera di Commercio Como-Lecco, con picchi in primavera e autunno. La voglia è soprattutto quella di camminare lungo i crinali o noleggiare una bici elettrica per percorrere la Greenway del Lario. “La sera si scopre un’altra faccia del lago – confessa Sassi – molti clienti restano stupiti dal silenzio che si trova a pochi minuti dai grandi hotel”.

I prezzi? Una notte in una struttura familiare va dai 60 ai 100 euro a persona. Per mangiare basta allontanarsi un po’: “Un piatto di polenta con missoltino costa meno che a Londra”, scherza un cameriere a Griante.

Monte Bianco: la vetta simbolo dell’Italia alpina

Infine c’è il Monte Bianco, 4.810 metri tra rocce e ghiacci condivisi con la Francia ma radicati a Courmayeur. Anche qui il fascino sta nel contrasto: funivie ultramoderne che portano in quota subito affiancate da sentieri selvaggi. La Skyway Monte Bianco (58 euro andata e ritorno) ogni giorno porta centinaia di turisti fino ai 3.466 metri della Punta Helbronner.

“Ci chiedono spesso dove dormire per vedere le stelle da vicino – racconta Cristina Rovelli, receptionist in un albergo ai piedi della funivia – ma molti scelgono ancora il piccolo campeggio sotto Val Veny”. L’atmosfera cambia col passare delle stagioni: tra settembre e ottobre le presenze calano e le strutture puntano su pacchetti weekend dedicati alle famiglie. Nei ristoranti si trovano menu legati al territorio – fontina d’alpeggio, zuppe calde, tegole valdostane – con prezzi intorno ai 35 euro.

Perché gli stranieri tornano a scegliere le Alpi italiane

Il Guardian non scopre nulla che gli abitanti delle montagne italiane non sappiano già. Ma mettere insieme Dolomiti di Brenta, Lago di Como e Monte Bianco tra le mete top mette in evidenza una tendenza chiara: gli stranieri tornano a cercare posti meno affollati. “I numeri premiano chi punta sull’accoglienza diffusa”, dice Paolo Ferrari, presidente dell’Associazione rifugi del Trentino.

Non si tratta solo di panorami da cartolina o foto da Instagram: i viaggiatori britannici – almeno quelli intervistati dal Guardian – vogliono esperienze semplici, entrare in contatto con le comunità locali e godersi una natura autentica, senza troppe mediazioni. Una sfida che il turismo italiano prova ad affrontare stagione dopo stagione, ricordando sempre – come sottolinea Ferrari – “che dietro ogni sentiero c’è chi lavora silenziosamente tutto l’anno per proteggere queste montagne”.

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