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Maldive, nuova tassa del 17% per i tour operator: la protesta di Astoi al Governo italiano

Silvana Lopez by Silvana Lopez
2 Ottobre 2026
in Storie
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Storie

Roma, 2 ottobre 2026 – Da questa settimana la Tourism Goods and Services Tax al 17% colpisce anche i tour operator italiani. Dopo settimane di voci, il decreto è arrivato ieri in Gazzetta Ufficiale a mettere nero su bianco la nuova norma. La reazione non si è fatta attendere: Astoi Confindustria Viaggi, l’associazione che rappresenta i maggiori player del settore, ha inviato due lettere forti, una al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e un’altra al Ministro del Turismo Alessandra Ferrante. Nel testo, un appello chiaro a rivedere questa estensione e a valutare con urgenza gli effetti sulle imprese e sui consumatori.

Una tassa che sconvolge il settore

La nuova tassa del 17% ora si applica direttamente ai pacchetti venduti dai tour operator. Come spiega Astoi, il provvedimento – entrato in vigore il 1° ottobre – potrebbe far traballare un settore già provato dalla pandemia e dalle tensioni globali. “Così si penalizza tutta la filiera, con ripercussioni su prenotazioni e posti di lavoro”, scrivono nella lettera inviata al Quirinale. Il documento è stato spedito anche al Ministro Ferrante questa mattina, conferma l’associazione in una nota ufficiale.

Operatori in allarme: aumenteranno i prezzi

Dal cuore di Roma fino agli uffici delle agenzie nei capoluoghi del Nord, la notizia dell’estensione della tassa ha acceso l’allarme tra gli addetti ai lavori. “Con questi costi fissi più alti saremo costretti a rivedere i prezzi”, ammette Paola Simonetti, responsabile commerciale di un tour operator milanese. Secondo una prima stima interna di Astoi, i pacchetti turistici potrebbero lievitare tra il 12% e il 20%. Un colpo duro per le famiglie che organizzano viaggi all’estero e per le agenzie specializzate in gruppi e turismo organizzato.

Ma non finisce qui: c’è anche il rischio concreto che la domanda cali proprio nei mesi chiave della stagione invernale. “Temiamo un effetto domino che potrebbe colpire tutto l’indotto”, avverte Giovanni Rossi, titolare di un’agenzia a Firenze.

Le istituzioni si difendono

Fonti vicine al Ministero del Turismo ricordano che questa tassa nasce da una direttiva europea per uniformare il sistema fiscale. “L’obiettivo è tutelare la competitività delle aziende ma anche garantire fondi aggiuntivi al settore pubblico”, spiega ieri pomeriggio un funzionario durante un incontro informale a via della Ferratella. Al momento nessuna marcia indietro.

Secondo i dati dell’Ufficio Studi Confindustria Viaggi, il comparto vale circa 9 miliardi di euro all’anno, con oltre 75 mila persone occupate direttamente tra operatori e agenzie. L’associazione avverte che questa nuova imposta potrebbe mettere a rischio fino a 15 mila posti di lavoro entro tre anni.

Lettere accorate al Colle e al Governo

La doppia lettera inviata da Astoi non lascia spazio a dubbi sui timori del settore. Nel testo per Mattarella si parla di “un provvedimento che mette a rischio la stabilità sociale ed economica delle imprese turistiche”. E si chiede con forza “un tavolo urgente di confronto” tra governo, operatori e sindacati. La ministra Ferrante ha risposto oggi pomeriggio davanti ai giornalisti fuori da Palazzo Chigi promettendo: “Ascolteremo le esigenze del comparto prima delle prossime scadenze fiscali”.

Cosa succederà ora

Nonostante le parole rassicuranti delle istituzioni, nelle agenzie resta molta preoccupazione. “Aspettiamo fatti concreti nei prossimi giorni”, dice Maria Elena Carli, presidente Astoi. “Non servono parole ma modifiche immediate”. Nel frattempo molte agenzie hanno fermato temporaneamente nuove offerte in attesa di chiarimenti sulle modalità applicative della tassa.

Il turismo organizzato italiano si trova così davanti a un momento delicatissimo. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se la norma rimarrà così com’è o se subirà correzioni in base alle richieste degli operatori e alle esigenze dei viaggiatori. L’impressione raccolta tra le agenzie e le associazioni è quella di una crescente inquietudine per una misura destinata a cambiare profondamente il modo in cui gli italiani viaggeranno già dalla prossima stagione.

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