Milano, 22 gennaio 2026 – Domani prende il via al Palazzo del Ghiaccio il Terzo Forum Internazionale del Turismo, un evento di due giorni molto atteso da operatori e amministratori. Quest’anno il tema centrale è insolito ma urgente. Mentre le grandi città faticano a gestire l’ondata di turisti, l’undertourism – cioè la scarsità di visitatori nei piccoli Comuni italiani – entra finalmente nell’agenda nazionale.
L’undertourism e i piccoli centri sotto i riflettori
Mercoledì mattina, alle 9.30, istituzioni, imprenditori e studiosi si ritroveranno per discutere come riequilibrare la presenza dei turisti. L’obiettivo è chiaro: “mettere in luce realtà spesso dimenticate”, ha detto ieri Silvia Bianchi, presidente della Fondazione Turismo Sostenibile, durante la conferenza stampa a Palazzo Marino. Si parlerà di territori fuori dai circuiti tradizionali, dei rischi dello spopolamento e delle occasioni economiche perdute.
Il programma prevede tavole rotonde e workshop pratici. Tra gli ospiti anche Maria Rossi, assessore regionale al Turismo, che aprirà i lavori con un intervento sulle potenzialità delle aree interne. La sua posizione è netta: “Non possiamo lasciare che interi borghi restino fuori dal racconto dell’Italia che accoglie”.
Come colmare il divario turistico
I dati degli ultimi anni fanno riflettere: mentre città come Venezia e Firenze registrano aumenti a doppia cifra nelle presenze, molti paesi con meno di cinquemila abitanti – dalla Valle d’Aosta all’Appennino – faticano ad attrarre turisti in modo costante. Secondo uno studio della Confesercenti, solo il 18% dei viaggiatori stranieri visita mete “minori” durante la vacanza in Italia. Le conseguenze si vedono: negozi che chiudono, servizi essenziali ridotti e un senso crescente di isolamento.
«Serve un patto tra pubblico e privato», sottolinea il direttore dell’Ente Nazionale del Turismo, Luca De Santis, che giovedì pomeriggio guiderà una sessione sulle buone pratiche internazionali. Al centro delle discussioni anche i nuovi strumenti digitali per promuovere i piccoli centri, dalla valorizzazione delle eccellenze locali alle piattaforme di narrazione.
Borghi e tradizioni: nuove occasioni da scoprire
Tra gli interventi più attesi c’è quello del sindaco di Castelnuovo di Garfagnana, Marco Bertoni, che racconterà il progetto pilota “Riscopriamo il Borgo”. Partito nel 2024, secondo i dati del Comune ha portato oltre 12mila visitatori solo l’anno scorso, soprattutto tra primavera e autunno. «Non ci aspettavamo numeri così», ammette Bertoni, «ma il passaparola ha funzionato: chi arriva resta sorpreso dalla genuinità dell’esperienza».
La due giorni milanese sarà anche l’occasione per parlare di turismo sostenibile sotto nuove forme. Dalle esperienze enogastronomiche ai sentieri naturalistici meno conosciuti, la parola d’ordine è “autenticità”. Un tema caro a giovani imprenditori come Chiara Parisi, fondatrice di una start-up che organizza itinerari su misura nei borghi marchigiani: «Chi viaggia oggi cerca storie vere, incontri autentici. È questa la nostra forza».
Le sfide future e l’impegno delle istituzioni
Rimangono però alcune questioni aperte: la carenza di collegamenti pubblici con i piccoli centri, la necessità di incentivi fiscali e la protezione del patrimonio culturale diffuso. Il Forum proverà a rispondere con proposte concrete. In programma anche un confronto con rappresentanti del Ministero della Cultura e una sessione dedicata ai fondi europei.
L’evento si chiuderà giovedì alle 18 con la presentazione del “Manifesto per l’Undertourism”, un documento che raccoglie le richieste emerse e propone linee guida nazionali per valorizzare i piccoli Comuni. La sfida non è solo portare più visitatori, ma costruire una nuova idea di turismo che sia inclusiva e sostenibile, spiegano gli organizzatori.
Le iscrizioni sono aperte fino a domani mattina; sono attesi oltre 400 partecipanti da tutta Italia. Per Milano – incrocio tra innovazione e tradizione – sarà un banco di prova importante per ripensare la geografia del turismo italiano.