Noasca da Re: Passeggiata tra Storia, Tradizioni e Segreti nella Valle Piemontese

Silvana Lopez

19 Febbraio 2026

Torino, 19 febbraio 2026 – Nel cuore della Valle Orco, ai piedi delle maestose cime del Parco Nazionale del Gran Paradiso, ieri si è svolto un evento che ha saputo intrecciare passato e presente. A Noasca, piccolo borgo montano a una sessantina di chilometri da Torino, decine di abitanti e curiosi hanno preso parte a “Noasca da Re”, una giornata dedicata alle ricostruzioni storiche e alle tradizioni locali. L’obiettivo, dicono gli organizzatori, era semplice: camminare nella storia, riscoprendo segreti e leggende di una valle che continua a sorprendere chi la attraversa.

Tra costumi, racconti e sapori autentici

Fin dalle prime ore del mattino, le strette vie acciottolate del centro si sono animate di gruppi in costume. C’erano antichi guardaparco, pastori con i tradizionali abiti di lana e signore avvolte in scialli ricamati. Sulle pareti delle case spiccavano vecchie fotografie e pannelli che mostravano scene di vita quotidiana del secolo scorso. Un tuffo vero nel passato di un paese che da sempre vive tra montagne imponenti e le acque impetuose dell’Orco.

“La storia qui la respiriamo ogni giorno,” racconta Paolo Viano, presidente della Pro Loco locale. “Queste iniziative servono a non perdere il filo, soprattutto per i giovani che rischiano di dimenticare la ricchezza delle nostre radici.” Quel filo sottile ma saldo lo si percepiva nei gesti dei volontari, nei profumi che uscivano dalle cucine improvvisate dove si preparavano piatti della cucina tradizionale piemontese – polenta fumante, formaggi d’alpeggio, erbe raccolte all’alba.

Leggende e storia sotto la luce della lanterna

Il momento clou della giornata è stato il percorso guidato tra i luoghi simbolo di Noasca. La guida, armata solo di una lanterna e con tante storie da raccontare, ha condotto il gruppo fino ai resti dell’antico ponte medievale. Qui la leggenda narra che Vittorio Emanuele II – “il re cacciatore” – si fermò durante una delle sue battute nel parco. “Solo allora,” sussurrava la guida, “la valle cambiava ritmo: diventava silenziosa e misteriosa.”

A pochi passi si trova la piccola chiesa di San Giacomo che conserva ex voto e oggetti d’altri tempi. “Molti non sanno che qui ci sono ancora arredi originali dei primi del Novecento,” spiega don Mario Armano, parroco dal 2015. Basta aprire una vecchia credenza per vedere lo stupore nei volti dei bambini: “Ma queste chiavi così grandi a cosa servivano?”

Una comunità che costruisce memoria

L’iniziativa “Una valle fantastica”, inserita nel calendario del parco, nasce da un progetto condiviso tra scuole, associazioni culturali e amministrazione comunale. L’intento è creare una vera “memoria collettiva”, raccogliendo storie orali, fotografie d’epoca e piccoli oggetti di uso quotidiano da esporre in una mostra permanente. Il sindaco di Noasca, Carla Fornelli, lo ha ripetuto più volte durante la passeggiata: “Vogliamo che chi arriva qui non si limiti a vedere i nostri paesaggi, ma possa anche sentire le nostre storie.”

A sostenere economicamente il progetto ci sono stati enti pubblici – tra cui la Regione Piemonte – ma anche alcuni imprenditori locali. I ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Locana hanno realizzato un breve documentario proiettato nel pomeriggio nel vecchio mulino. In sala sono arrivati applausi spontanei; alcune nonne in prima fila avevano gli occhi lucidi.

Tradizione e futuro: il turismo lento cresce nella Valle Orco

Quando la giornata volgeva al termine, sotto un cielo carico di nuvole pronte a portare neve, molti hanno scelto di fermarsi nelle piccole locande per un bicchiere di genepì o per ascoltare ancora qualche racconto attorno al fuoco. “Non siamo qui solo per guardare indietro,” sottolinea Elena Poma, guida escursionistica della zona. “Il nostro futuro passa anche dal turismo lento, dai cammini storici e dalle esperienze genuine.”

Secondo i dati dell’Ente Parco Gran Paradiso, nell’ultimo anno le presenze turistiche nella valle sono aumentate del 12%. Un segnale chiaro: valorizzare le tradizioni insieme a proposte autentiche può offrire nuove chance anche ai territori meno noti. E così Noasca – con i suoi ritmi antichi e le sue storie sussurrate tra le rocce – resta una tappa obbligata per chi cerca nella montagna qualcosa in più del solito panorama.

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