Napoli, 5 marzo 2026 – Gallerie d’arte all’aperto, case dai colori vivaci incastonate nella roccia, porticcioli ancora pieni di vecchi pescherecci. Sono queste le immagini che da sempre attirano visitatori sulla Costiera Amalfitana, soprattutto in primavera, quando il turismo riprende a respirare dopo i mesi più calmi. Da Positano ad Amalfi, passando per i borghi di Praiano e Minori, la costa campana continua a far sognare migliaia di viaggiatori. Non solo per il panorama sul Golfo, ma anche per una cucina semplice che qui è un vero rito quotidiano.
I villaggi di pescatori e la vita vera
Arrivando a Cetara alle otto del mattino si può ancora vedere i pescatori tornare dalla notte in mare. Il molo si riempie di cassette colme di alici fresche, la base della famosa colatura che qui viene preparata seguendo metodi antichi. “La facciamo come una volta, lasciando maturare le alici sotto sale in grandi tini di legno”, racconta Antonio Esposito, 61 anni e una vita passata in barca. I turisti si fermano a guardare questi gesti ormai rari; qualcuno si avvicina a chiedere il prezzo o da dove viene il pesce. Nel piccolo bar sulla spiaggia l’aroma del caffè appena fatto si mescola all’odore di mare.
Arte nascosta tra vicoli e piazze
Passeggiando per le vie di Ravello, è facile imbattersi in vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto: murales, mosaici, installazioni che spuntano da cortili o lungo le scalinate. In via Roma, vicino a Villa Rufolo, la pittrice locale Anna Di Lieto sta finendo un grande pannello ceramico con i limoni del posto. “Qui la natura ci dà ogni giorno qualcosa di nuovo – dice – e chi arriva resta sempre colpito dai colori e dalle luci”. Le opere stanno tra negozi artigianali e botteghe antiche; molte restano anche fuori stagione, testimoni del legame forte tra artisti e territorio.
Monumenti, racconti e memoria
Non manca poi il richiamo della storia. Il Duomo di Amalfi, con la sua facciata arabeggiante e la lunga scalinata, accoglie ogni giorno centinaia di visitatori. Dentro, il silenzio è rotto solo dalla luce che filtra dagli archi: qui sono conservate le reliquie di Sant’Andrea, patrono della città. Poco distante, nella piazza principale, gruppi di turisti osservano le antiche fontane mentre le guide raccontano storie delle repubbliche marinare. Maria Alfieri, insegnante in pensione, si ferma a ricordare: “Da bambina questo paese era un altro: meno gente, ritmi più lenti. Ma l’accoglienza non è mai cambiata”.
Sapori veri con vista sul mare
Tra gli elementi forti della zona spicca senza dubbio la cucina locale. Lungo la Statale 163 – la strada panoramica che collega tutti i paesi – si trovano piatti come la scialatiella ai frutti di mare, la parmigiana di melanzane o la torta ricotta e pere. A pranzo molti scelgono i tavoli all’aperto: qualche posto proprio sulla sabbia o terrazze affacciate sui faraglioni di Praiano. “Cerchiamo sempre prodotti del territorio – spiega Concetta Romano, chef in un piccolo ristorante a Conca dei Marini –; i limoni arrivano da piante centenarie e il pesce viene portato ogni mattina dal porto”.
I prezzi variano parecchio: dai 18 euro per un primo piatto semplice fino ai 45-50 euro per menu degustazione nei ristoranti più famosi. In bassa stagione è ancora possibile trovare qualche tavolo senza prenotare; da maggio a settembre invece spesso non basta.
Tra sentieri nascosti e accoglienza autentica
Ma non tutto gira intorno al turismo organizzato. Chi si avventura sul famoso Sentiero degli Dei, da Bomerano fino a Nocelle, scopre scorci meno frequentati e silenzi interrotti solo dal fruscio degli ulivi o dal canto delle cicale. Il percorso richiede scarpe comode e un po’ d’allenamento – quasi due ore di cammino –, ma regala una vista mozzafiato su tutta la costiera fino all’isola di Capri. Al termine della camminata si può gustare un pranzo semplice nelle trattorie tipiche: vino bianco locale e una fetta di pastiera.
Chi arriva da lontano trova ospitalità in piccoli bed & breakfast gestiti in famiglia. “Gli ospiti ci portano notizie dal mondo”, racconta Giuseppe D’Amato, proprietario di una casa vacanze a Furore. Qui si vive ancora a ritmo lento, accanto al turismo più affollato che caratterizza questa costa famosa nel mondo.