Roma, 9 gennaio 2026 – Dal primo gennaio di quest’anno, chi viaggia in Europa per turismo deve fare i conti con nuove regole fiscali e obblighi digitali. È un cambiamento atteso da tempo, discusso a lungo a Bruxelles, che riguarda sia i turisti stranieri in arrivo sia i cittadini europei che si spostano tra i Paesi membri. L’obiettivo, spiegano dalla Commissione europea, è rendere più uniforme la riscossione delle tasse di soggiorno e contrastare l’evasione attraverso strumenti digitali. Una “modernizzazione necessaria”, la definiscono a Bruxelles. Ma le novità rischiano di pesare – e anche parecchio – sui portafogli dei viaggiatori.
Tassa di soggiorno digitale obbligatoria
Da gennaio, chi prenota un alloggio in uno dei 27 Paesi Ue deve compilare online un modulo per la tassa di soggiorno digitale. L’importo cambia da città a città, ma il pagamento ora deve passare attraverso piattaforme ufficiali collegate ai sistemi fiscali nazionali. A Roma, per esempio, chi dorme nel centro pagherà 7 euro a notte (fino a un massimo di 10 notti). A Barcellona, la tassa può arrivare fino a 5,50 euro. Non solo: le autorità locali incrociano dati con i principali siti di prenotazione – Booking, Airbnb, Expedia – per controllare che ogni tassa venga pagata prima dell’arrivo.
Le associazioni di categoria hanno accolto la novità con scetticismo. “C’è il rischio che i turisti scelgano destinazioni fuori dall’Europa”, ha detto con preoccupazione Luca Patané, presidente di Confturismo-Confcommercio, temendo un calo nelle prenotazioni delle grandi città d’arte italiane.
Tracciabilità e controlli più severi
Con il nuovo sistema, gli host – dagli hotel ai bed & breakfast – devono registrare ogni ospite sulla piattaforma europea e segnalare subito il pagamento della tassa. Solo così la prenotazione viene confermata. Chi non rispetta le regole rischia multe fino a 3.000 euro. Nel frattempo, l’anagrafe turistica digitale consente alle autorità fiscali di monitorare in tempo reale gli arrivi. A Parigi, dove il sistema è attivo da mesi, il Comune segnala che solo a novembre sono state rilevate 800 irregolarità su 23 mila arrivi controllati.
Per i viaggiatori significa una procedura in più – obbligatoria anche per chi usa agenzie tradizionali – e spesso una spesa più alta rispetto al passato. Il motivo? In alcune città la tassa è aumentata proprio per adeguarsi al nuovo sistema digitale: Venezia ha fatto salire la tariffa giornaliera da 5 a 6 euro; mentre ad Amsterdam si è raggiunto un record europeo con 11 euro a notte nel centro storico.
Obblighi digitali anche per i cittadini Ue
Non riguarda solo chi arriva da fuori Europa: le nuove norme si applicano anche agli stessi europei in viaggio all’interno dell’Unione. Ogni italiano che oggi trascorre un weekend a Madrid deve registrarsi sulla piattaforma digitale spagnola, inserire i propri dati e pagare in anticipo la tassa di soggiorno. Chi sceglie soluzioni non ufficiali – camere private o case affittate senza contratto – si trova sotto controlli molto più severi: la Guardia Civil ha intensificato le ispezioni nelle zone turistiche di Malaga e Valencia, dove gli affitti irregolari stanno aumentando.
Le federazioni alberghiere hanno espresso dubbi e preoccupazioni. “La burocrazia rischia di frenare soprattutto i viaggi brevi”, ha detto Marieke van der Veen, presidente di Hotrec Europe. Dall’altra parte però, la Commissione Ue sottolinea che il gettito extra servirà a finanziare servizi pubblici e infrastrutture nelle città più visitate.
Turisti avvisati: attenzione alle sanzioni
La stagione turistica del 2026 parte dunque sotto il segno della digitalizzazione e dei nuovi obblighi per chi si sposta in Europa. Le multe non sono uno spauracchio: secondo il portale ViaggiaSicuro del Ministero degli Esteri italiano, “la mancata compilazione del modulo digitale può portare alla sospensione della prenotazione o all’applicazione di sanzioni amministrative”. Solo nel primo weekend dell’anno almeno 60 turisti sono stati bloccati agli aeroporti di Roma e Vienna per non aver completato correttamente la procedura.
Molti operatori consigliano quindi di leggere bene le condizioni al momento della prenotazione online e tenere sempre con sé una copia digitale della ricevuta del pagamento della tassa. “La regola vale non solo per gli hotel ma anche per B&B e case vacanze”, ricorda l’associazione italiana degli albergatori.
Chi sogna viaggi nel 2026 dovrà dunque prepararsi: tra tasse più alte, pagamenti anticipati e moduli digitali obbligatori, l’Europa cambia modo di muoversi e chiede ai suoi ospiti qualche clic in più… e qualche euro in meno nel portafoglio.