Nuovo Mosaico di Leone XIV Arricchisce la Galleria dei Papi a San Paolo fuori le Mura

Silvana Lopez

15 Gennaio 2026

Città del Vaticano, 15 gennaio 2026 – Il ritratto di Benedetto XVI, morto il 31 dicembre 2022 a Mater Ecclesiae, troverà finalmente il suo posto tra i volti che hanno segnato la storia della Chiesa. A darne notizia è stata ieri la Prefettura della Casa Pontificia: la sua immagine sarà collocata accanto a quella di Papa Francesco e a tutti i Pontefici che lo hanno preceduto, da san Pietro in poi. Un gesto che, spiegano fonti vaticane, ha un grande valore simbolico e di memoria.

Un nuovo volto nella Galleria dei Pontefici

Nei prossimi giorni, il dipinto ufficiale di Joseph Ratzinger farà il suo ingresso nella cosiddetta Galleria dei Pontefici. Si tratta del lungo corridoio che collega l’Aula delle Udienze Paolo VI all’Appartamento Pontificio. Qui si susseguono da secoli i ritratti dei leader della Chiesa, una tradizione antica che mantiene viva la memoria visiva dei Papi.

Il ritratto di Benedetto XVI, eletto il 19 aprile 2005 e in carica fino al febbraio 2013, mancava fino ad ora da questa parete ricca di storia. La sua presenza è stata rimandata più volte, in parte per rispetto al desiderio dello stesso Ratzinger, che dopo la rinuncia al pontificato aveva scelto una vita riservata nell’abbazia vaticana. Solo dopo la sua morte è partita la procedura per commissionare ufficialmente il quadro.

Un gesto che parla di continuità

“È una tradizione nata dal bisogno di onorare la memoria di ogni Pontefice”, ha spiegato monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia. I ritratti, realizzati spesso da artisti dal tratto sobrio ed essenziale, sono un modo per mostrare la continuità nella guida spirituale della Chiesa. “Il ritratto di Benedetto XVI andrà a fianco a quello di Francesco e degli altri predecessori. È un passo naturale”, ha aggiunto Sapienza.

A differenza delle immagini ufficiali diffuse subito dopo l’elezione del Papa, quello destinato alla galleria si realizza solo al termine del pontificato. La posizione scelta sarà proprio accanto al ritratto del Pontefice regnante, come confermato dal personale della Prefettura.

I particolari dell’opera

Tra gli ambienti vaticani circola il nome del pittore romano Massimo Taccon, noto per le sue opere su commissione ecclesiastica, come l’artista chiamato a realizzare il quadro. Il dipinto – circa 80×60 cm – ritrae Ratzinger nei primi anni del suo pontificato: lo sguardo rivolto verso sinistra, veste bianca e stola dorata. Nessun orpello o sfondo elaborato, solo una lieve sfumatura azzurra dietro di lui.

Secondo un funzionario della Fabbrica di San Pietro, “la consegna è prevista entro fine gennaio”. Per ora non è prevista alcuna cerimonia pubblica: l’installazione avverrà in modo riservato, probabilmente nelle ore mattutine e alla presenza soltanto di pochi collaboratori stretti del Papa e rappresentanti della Segreteria di Stato.

Il segno lasciato da Benedetto XVI

Benedetto XVI – unico Pontefice moderno ad aver rinunciato volontariamente al soglio pontificio – aveva più volte detto di voler essere ricordato “come un semplice servitore nella vigna del Signore”. Durante i quasi dieci anni trascorsi da emerito nel monastero Mater Ecclesiae aveva evitato riflettori e cerimonie solenni.

La scelta di esporre ora il suo ritratto viene vista da molti come un segno concreto dell’unità dentro la Chiesa, oltre le differenze stilistiche o le polemiche passate. “Non è solo tradizione ma anche un gesto di riconciliazione”, ha commentato ieri un diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Memoria visiva e significato per i fedeli

Nel corridoio verso l’Appartamento papale i ritratti sono tra gli elementi più fotografati dai visitatori: un percorso silenzioso attraversato spesso anche dai cardinali nei momenti concitati dei conclavi. L’arrivo dell’immagine di Benedetto XVI permetterà – dicono i responsabili delle visite guidate – di offrire ai pellegrini una storia più completa.

“La memoria si costruisce anche con gesti semplici”, ha confidato suor Martina, guida per gruppi stranieri. E ha aggiunto: “Molti visitatori si chiedevano perché mancasse proprio Papa Ratzinger”. Ora non succederà più.

Solo così, tra le pareti silenziose della Galleria dei Pontefici, quel passaggio tra passato e presente sembrerà meno lontano. Dietro ogni ritratto c’è una storia che ancora oggi parla a milioni di fedeli in tutto il mondo.

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