Osservare le stelle in Danimarca: la guida definitiva per gli appassionati di astronomia

Silvana Lopez

10 Gennaio 2026

Copenaghen, 10 gennaio 2026 – Tra le tranquille campagne danesi e il cielo limpido del Nord Europa, la Danimarca si sta facendo strada come meta privilegiata per gli amanti dell’astronomia. In un Paese con meno di sei milioni di abitanti, le luci delle città lasciano rapidamente spazio a ampie aree rurali dove il buio notturno resta ancora autentico. Ma dietro all’immagine di “piccola nazione felice” si muove un fermento scientifico che ogni anno richiama migliaia di visitatori.

Osservatori e turismo scientifico in piena espansione

Negli ultimi dodici mesi, secondo l’Agenzia danese per il turismo, sono state più di 50mila le presenze nelle strutture dedicate all’osservazione delle stelle. In particolare nelle isole di Møn e Bornholm, diventate punti di riferimento per chi vuole immergersi nello studio del cielo. Qui, i centri osservativi si animano già al tramonto: telescopi pronti all’uso, taccuini aperti, gruppi di famiglie con bambini curiosi che ascoltano gli esperti.

“Siamo abituati a ospitare scolaresche locali, ma la vera sorpresa sono i visitatori stranieri. Tedeschi, italiani, francesi: molti rimangono giorni proprio per il cielo notturno”, racconta Martin Hald, responsabile del Møn Dark Sky Park, area protetta nata nel 2017 per salvaguardare l’osservazione delle stelle. Le temperature rigide non fermano nessuno: a dicembre e gennaio, quando la notte dura fino a diciassette ore, la voglia di scoprire pianeti e galassie batte il freddo pungente.

Il progetto “Dark Sky” fa scuola

Le autorità danesi hanno puntato forte sulla tutela dell’ambiente notturno. Dal 2022, alcune zone rurali – come quelle intorno a Stevns Klint e Skagen – sono state inserite nel progetto “Dark Sky” per ridurre l’inquinamento luminoso. La legge incentiva i comuni che scelgono luci a basso impatto e promuove campagne informative rivolte a cittadini e turisti.

Anche gli abitanti stanno cambiando abitudini. “All’inizio ci sembrava strano spegnere alcune luci pubbliche: era un disagio – racconta Karin Madsen, negoziante a Gudhjem, piccolo paese di Bornholm –. Poi abbiamo capito il valore scientifico ed economico: i turisti arrivano anche fuori stagione e questo porta benefici”.

Secondo dati del Ministero dell’Ambiente danese, nei comuni aderenti al programma si è registrato un calo del 20% nei consumi elettrici notturni. Un risparmio che va di pari passo con la soddisfazione degli appassionati di astronomia. “La differenza si vede subito: in città la Via Lattea è solo un sogno lontano, qui invece la puoi ammirare anche a occhio nudo”, spiega il fotografo tedesco Lukas Geiger, che da anni documenta il cielo danese.

Eventi astronomici: tra scienza e turismo

Oltre alle osservazioni individuali, la Danimarca organizza ogni anno un calendario fitto di eventi legati all’astronomia. Dal festival “Stjerneaften” (la “notte delle stelle”), che si tiene in febbraio nel nord dello Jutland, alle passeggiate notturne guidate nei parchi durante le piogge di meteoriti. “Abbiamo iniziato quasi per gioco – dice Tilde Sørensen, guida nella Riserva di Skagen – ma ora alcune serate superano anche cento partecipanti”.

Non mancano poi collaborazioni con scuole e università. L’Osservatorio di Brorfelde, vicino a Copenaghen, organizza laboratori aperti agli studenti dove tra calcoli orbitali e telescopi la scienza diventa racconto accessibile. “Cerchiamo sempre un approccio semplice: non tutti hanno basi tecniche, ma la curiosità spinge avanti”, sottolinea il direttore Lars Holm Andersen.

Turismo astronomico in crescita: numeri e prospettive

Secondo il rapporto 2025 dell’ente VisitDenmark, il settore del turismo astronomico ha generato ricavi per circa 12 milioni di euro nell’ultimo anno. Una cifra ancora lontana rispetto ai grandi flussi del turismo balneare o culturale, ma in forte aumento rispetto al periodo prima della pandemia.

A livello internazionale, la Danimarca è spesso citata come esempio positivo nella gestione che mette insieme tutela ambientale ed economia locale. Un equilibrio difficile da raggiungere altrove ma che qui sembra funzionare davvero: piccoli borghi e grandi città collaborano per mantenere vivo l’interesse verso il cielo senza compromettere la qualità della vita dei residenti.

“Il segreto? Coinvolgere tutti quanti: dall’albergatore allo studente universitario. Solo così la nostra notte resta unica”, dice senza troppi giri di parole Ole Jensen, amministratore comunale di Møn.

E alla fine basta poco: un cielo limpido, una guida appassionata e il silenzio della notte nordica – quella che qui in Danimarca continua a raccontare storie antiche scritte tra le stelle.

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