Primavera in Islanda: Scopri il Golden Circle e la Magia della Costa Sud

Silvana Lopez

8 Settembre 2026

Reykjavík, 8 settembre 2026 – Partire alla scoperta dell’Islanda significa spesso porsi una domanda: qual è la vera anima di quest’isola? Secondo chi l’ha girata in lungo e in largo, la risposta si trova lungo il celebre Golden Circle e lungo la costa sud, un percorso che in questo periodo dell’anno regala un’immersione totale tra paesaggi mozzafiato, storia antica e tradizioni radicate. Non è solo un viaggio per gli occhi, ma un invito a fermarsi, a notare i piccoli dettagli nascosti.

Golden Circle, il cuore pulsante dell’Islanda

Il Golden Circle si snoda tra tre tappe imprescindibili: Þingvellir, Geysir e Gullfoss. Partendo da Reykjavík, bastano meno di sessanta minuti d’auto per arrivare al parco nazionale di Þingvellir. Qui la faglia che divide le placche tettoniche nordamericana ed euroasiatica crea una spaccatura visibile quasi come se la potessi toccare. È anche il luogo dove nel 930 d.C. nacque il Parlamento più antico del mondo. Oggi si cammina su passerelle di legno, tra ruscelli e ampi spazi verdi incorniciati da rocce scure. Kristján, guida del posto, racconta che “molti islandesi vengono qui solo per prendere un po’ d’aria fresca, soprattutto all’alba”.

Si prosegue verso est fino all’area geotermica di Geysir, simbolo stesso del viaggio: getti d’acqua che esplodono all’improvviso fino a venti metri di altezza. “A volte Strokkur erutta ogni cinque minuti”, confida una turista inglese arrivata all’alba. Un tempo poco conosciuto al di fuori dell’isola, oggi è tappa obbligata per autobus turistici e piccoli gruppi indipendenti.

Ultima tappa è la cascata di Gullfoss, con i suoi due salti d’acqua incastonati tra pareti di basalto. Qui l’acqua sprigiona una foschia costante e quando c’è il sole spunta un arcobaleno. I visitatori si fermano sulla passerella a fotografare il fragore incessante delle acque. “Se chiudi gli occhi senti solo l’acqua e il vento”, dice una giovane studentessa islandese.

Lungo la costa sud, tra ghiacciai e sabbie nere

Dal Golden Circle si scende verso sud-est fino a raggiungere il villaggio di Vík í Mýrdal, circa tre ore da Reykjavík, punto di partenza per esplorare una delle coste più spettacolari dell’Islanda. Qui la spiaggia di Reynisfjara offre un panorama unico con le sue distese di sabbia nera – segno delle antiche eruzioni vulcaniche – e colonne di basalto che emergono dall’oceano come sentinelle.

Il tempo cambia in fretta: nuvole basse, vento tagliente poi squarci improvvisi di luce. I pescatori locali raccontano che “l’oceano qui può diventare pericoloso in un attimo”. Molti viaggiatori scelgono di fermarsi nelle guesthouse del posto: poche camere semplici, colazione tipica islandese con pane nero e skyr.

A pochi chilometri da Vík ci sono due cascate famose: Skógafoss e Seljalandsfoss. La prima è larga 25 metri e scende per 60 metri davanti a un prato spesso popolato da pecore. Gli escursionisti con zaino e macchina fotografica salgono i gradini lungo la cascata per godere della vista dall’alto. Seljalandsfoss invece permette di camminare dietro al getto d’acqua: pochi minuti, scarpe bagnate ma ricordo indelebile.

Prezzi, accessi e curiosità

Negli ultimi due anni il turismo in Islanda è cresciuto moderatamente. Secondo l’Ente del turismo islandese, nel 2025 gli arrivi hanno superato i 2 milioni, segnando un +7% rispetto all’anno precedente. Resta però una destinazione impegnativa dal punto di vista economico: una notte in guesthouse vicino al Golden Circle costa intorno ai 120 euro (colazione inclusa), mentre un pasto semplice può arrivare anche a 25 euro.

L’ingresso ai principali siti naturali – cascate, spiagge e parchi – è gratuito nella maggior parte dei casi (salvo periodi affollati o servizi extra). Il noleggio auto rimane la scelta preferita dagli italiani: “Le distanze sono lunghe e i mezzi pubblici scarseggiano”, spiega un operatore dell’ufficio turistico di Reykjavík.

Tra natura selvaggia e cultura popolare

Il viaggio tra il Golden Circle e la costa sud è ormai l’ossatura degli itinerari islandesi, grazie a paesaggi che mutano ad ogni curva. Ma non mancano occasioni per scoprire tradizioni meno conosciute: sagre nei piccoli villaggi interni, mercatini con lana locale o bagni geotermici frequentati soprattutto dagli abitanti.

“Per capire davvero questo paese bisogna prendersi il tempo”, suggerisce una pensionata italiana incontrata lungo la strada 1. “Non basta vedere le attrazioni più famose; parlare con le persone fa tutta la differenza”. Forse sta proprio qui il segreto: lasciarsi sorprendere dai dettagli e dagli incontri inattesi. Solo così viene fuori l’essenza vera dell’Islanda, senza filtri.

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