Roma, scoperta straordinaria vicino alla Basilica di San Paolo: riaffiora la Necropoli Ostiense con affreschi e mosaici imperiali

Simona Carlini

5 Marzo 2026

Roma, 5 marzo 2026 – A due passi dalla Basilica di San Paolo, durante normali lavori di manutenzione tra via Ostiense e via delle Sette Chiese, sono saltati fuori nelle ultime ore edifici funerari della Necropoli Ostiense, decorati con affreschi, mosaici e tombe risalenti all’epoca imperiale romana. A darne notizia ieri pomeriggio è stata la Soprintendenza Speciale di Roma, intervenuta sul posto intorno alle 11. Gli esperti hanno confermato di aver scoperto un tratto finora sconosciuto dell’area sepolcrale, nascosto per secoli sotto uno spesso strato di asfalto e terra.

Un tesoro nascosto sotto il caos del traffico

L’area si trova a meno di cento metri dall’ingresso principale della Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura ed era fino a pochi giorni fa attraversata ogni giorno da pendolari e residenti. Nessuno – nemmeno gli operai che lavoravano alla sostituzione di una condotta – si sarebbe aspettato, a circa due metri di profondità, di imbattersi in pezzi di mosaici colorati e stucchi finemente decorati appartenenti a edifici funerari antichi. “Prima sono venute fuori delle lastre scolpite, poi un affresco ben conservato,” racconta Marco L., uno dei tecnici sul campo. I primi controlli datano le strutture tra il I e il III secolo d.C.

La direttrice della Soprintendenza, Daniela Porro, spiega che il ritrovamento aggiunge un pezzo importante al puzzle della Necropoli Ostiense, una delle più vaste aree cimiteriali dell’antica Roma. “Abbiamo trovato dettagli ornamentali raramente così integri,” dice Porro durante un sopralluogo. Le foto diffuse dagli archeologi mostrano pareti decorate con motivi geometrici in rosso pompeiano e iscrizioni funerarie incise su marmo.

Affreschi e mosaici: la vita imperiale raccontata dalle tombe

I reperti restituiscono l’immagine di una comunità vivace dove famiglie patrizie e artigiani erano sepolti secondo riti articolati. Tra i primi elementi messi in luce ci sono i resti di una tomba monumentale con un mosaico che rappresenta figure umane e motivi vegetali. C’è anche una piccola camera funeraria quasi intatta, affrescata con immagini floreali.

Sul posto è arrivato il professor Giovanni Ricciardi, docente di Archeologia Romana alla Sapienza. “Il mosaico probabilmente mostra scene della vita quotidiana – banchetti o rituali – tipici delle necropoli urbane dell’epoca,” spiega Ricciardi, indicando un frammento con una coppa e un grappolo d’uva. Per gli esperti, tombe così ricche parlano chiaro: nell’area Ostiense viveva un ceto sociale benestante durante l’età imperiale.

Traffico in tilt: lavori sospesi e controlli fino a sera

I lavori si sono fermati già nel primo pomeriggio per permettere agli specialisti della Soprintendenza e ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di mettere in sicurezza l’area. Alcuni residenti raccontano di aver visto camion arrivare alle 15 mentre la polizia delimitava il sito con nastri rossi e bianchi. Il tratto di via Ostiense tra Largo Guglielmo Marconi e la stazione metro San Paolo resta chiuso fino a nuovo ordine.

A fare chiarezza sulle ripercussioni sul traffico è l’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè: “Non sappiamo ancora quando riapriremo – ha detto ieri sera – ma la salvaguardia del patrimonio viene prima.” Nel frattempo sono state attivate deviazioni per i mezzi pubblici fra le fermate Basilica San Paolo e Garbatella.

Nuove scoperte all’orizzonte: cosa ci aspetta

Secondo i primi dati forniti dalla Soprintendenza, le indagini proseguiranno con una mappatura completa dell’area emersa e il lavoro per salvaguardare gli affreschi. Gli archeologi ipotizzano che sotto la strada possano nascondersi altre tombe ancora da scoprire. “Ci sono segnali chiari che questo potrebbe essere solo l’inizio,” conferma la direttrice Porro.

Il Comune di Roma sta valutando se aprire in futuro al pubblico l’area recuperata. Nel frattempo non mancano curiosi e appassionati che si fermano lungo le transenne per scattare foto o chiedere informazioni agli operatori. “Questi ritrovamenti ci ricordano come Roma sia costruita su molti strati,” commenta un residente mentre osserva i rilievi.

Per ora l’obiettivo resta mettere in sicurezza i reperti e partire con le analisi scientifiche su mosaici e pitture, in attesa che queste tombe imperiali tornino a raccontare storie dimenticate dal tempo.

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