Roma, 15 febbraio 2026 – Questa mattina, a Roma Termini, tra le 8 e le 10, migliaia di viaggiatori – turisti, pendolari, famiglie in partenza e lavoratori con la valigia – sono rimasti bloccati sui marciapiedi. Il motivo? Una serie improvvisa di ritardi e soppressioni che ha paralizzato il cuore della rete ferroviaria italiana. Dagli altoparlanti sono partiti annunci a singhiozzo, mentre sui grandi tabelloni nella hall centrale si leggeva solo: “In ritardo”, “Cancellato”.
Pendolari bloccati in stazione: attese e rabbia
Fin dalle prime ore la situazione a Termini è apparsa strana. Lunghe file davanti ai bar, gruppi di persone sedute sulle valigie, un silenzio insolito rotto solo dalle voci concitate di chi cercava notizie. Secondo il personale Trenitalia, alle 9.30 un guasto tecnico sulla linea tra Roma Tiburtina e Ciampino ha fermato i treni in entrata e uscita dalla capitale. “Siamo fermi al binario da venti minuti,” racconta Giulia, impiegata sulla tratta Roma-Napoli. “Non dicono nulla di preciso. Ogni tanto un messaggio registrato annuncia altri ritardi”. Verso le 10, nella stazione si contavano oltre duemila persone: molti ammassati sotto i tabelloni; altri si sono spostati verso i binari sperando di salire sul primo treno disponibile.
Il guasto tecnico: disagi su tutto il nodo romano
Il guasto tecnico ha creato problemi su tutte le principali linee. Poco prima delle 10, una nota di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) spiegava che il problema era nato intorno alle 7.45 per un malfunzionamento agli impianti di segnalamento nel tratto sud della città. “Stiamo lavorando per far tornare tutto alla normalità il prima possibile. La priorità è garantire sicurezza e assistenza ai viaggiatori,” hanno detto i tecnici RFI. I treni ad alta velocità fra Roma e Milano hanno accumulato ritardi fino a 70 minuti. Non sono mancate cancellazioni, soprattutto sulle linee regionali verso Latina, Frosinone e Cassino.
Solo verso le 11 i primi treni hanno cominciato a muoversi lentamente dai binari centrali. A quel punto – raccontano i passeggeri – molti si sono lasciati andare a un applauso liberatorio.
Reazioni dei viaggiatori: “Abbiamo perso coincidenze, nessuna informazione”
Per centinaia di pendolari e turisti la mattinata è diventata una vera corsa a ostacoli. Giovanni, insegnante diretto a Firenze, spiega che il suo Frecciarossa è partito con quasi due ore di ritardo: “Ho perso la coincidenza per Prato, adesso devo riorganizzare tutto”. Non è stato un caso isolato. Secondo Ferrovie dello Stato almeno 12mila persone sono state coinvolte dai ritardi questa mattina.
Molti si sono lamentati della scarsità di informazioni chiare. “Nessuno ci ha detto cosa stesse succedendo davvero,” dice una ragazza francese in viaggio verso Napoli, visibilmente infastidita mentre cercava soluzioni alternative sul cellulare. Altri invece si sono rivolti agli addetti alle biglietterie o alla polizia ferroviaria che fra le 9 e le 11 hanno cercato di gestire la folla rispettando le norme di sicurezza.
Sistemi sotto stress: un nodo da rafforzare
Quanto successo oggi a Roma Termini riporta l’attenzione sulla fragilità dei principali snodi ferroviari italiani. Un traffico intenso – quasi 850 treni al giorno solo nello scalo romano – mette a dura prova gli impianti tecnici soprattutto quando arriva un guasto improvviso. Dal ministero delle Infrastrutture assicurano che investimenti su segnalamenti e manutenzione restano una priorità.
Secondo i dati Trenitalia del bilancio dello scorso anno, Termini ha gestito oltre 150 milioni di passeggeri; nei giorni più caldi si arriva anche a mezzo milione di transiti giornalieri. Sono numeri che spiegano perché anche una semplice interruzione può avere ripercussioni su tutto il sistema nazionale.
Ripristino graduale e indagini sulle cause
Verso mezzogiorno la situazione ha iniziato lentamente a tornare normale. RFI ha annunciato che il traffico è regolare anche se restano piccoli ritardi su alcune tratte secondarie. Le cause tecniche del guasto sono ancora al vaglio degli esperti: la prima ipotesi parla di un problema a una centralina elettrica vicino Torricola. I passeggeri colpiti potranno chiedere rimborsi secondo le condizioni previste.
Intanto nella stazione romana torna piano piano la vita di tutti i giorni: file ai tornelli, valigie che rotolano sulle piastrelle lucide e occhi ancora puntati ai tabelloni elettronici che oggi più che mai ricordano quanto contino pochi minuti in più o in meno sull’orologio.