Salar De Uyuni: il magico deserto specchio che ti fa camminare nel cielo

Silvana Lopez

15 Febbraio 2026

La Paz, 15 febbraio 2026 – Sotto un cielo limpido che sembra fondersi con l’orizzonte, il Salar de Uyuni, in Bolivia, regala ancora oggi lo spettacolo di un deserto salino dove si ha la sensazione di camminare tra le nuvole. A oltre 3.600 metri di quota, questo vasto bacino di sale si trasforma ogni anno – soprattutto da gennaio a marzo, con l’arrivo delle piogge – in uno specchio naturale che attira viaggiatori da tutto il mondo, spinti dal desiderio di vivere un’esperienza sospesa tra terra e cielo.

Un mare bianco che non finisce mai

Una distesa bianca a perdita d’occhio, punteggiata solo da qualche cactus e dalle figure solitarie dei turisti alla ricerca dello scatto perfetto: è questo il paesaggio che si apre subito fuori da Uyuni, piccola cittadina dove si incrociano minatori e avventurieri. In certi momenti, soprattutto all’alba e al tramonto, la linea tra cielo e terra svanisce quasi del tutto. La luce filtra tra le nuvole basse e crea riflessi sorprendenti. “Sembra di camminare sospesi nell’aria,” racconta Ana Morales, guida locale, mentre accompagna un gruppo di viaggiatori italiani alle prime luci del mattino.

Piogge e specchi: il richiamo del Salar

Il vero spettacolo del Salar è il suo incredibile effetto specchio: durante i mesi delle piogge – quando la sottile crosta di sale si copre d’acqua – ogni movimento viene duplicato. Non è raro incontrare in questo periodo appassionati di fotografia e cineasti alla ricerca dell’immagine perfetta. Le agenzie locali confermano che tra gennaio e marzo si concentra quasi il 70% dei visitatori annuali. “Gli italiani sono tra i più entusiasti,” dice Diego Flores, responsabile dell’ufficio turistico municipale. “Molti arrivano dopo aver visto foto o storie virali sui social.”

Tra turismo e ambiente: un equilibrio fragile

Dietro al fascino del Salar si nascondono però alcune fragilità. Sotto quella superficie lucida ci sono riserve di litio, un minerale prezioso per l’industria tecnologica mondiale. Negli ultimi anni il governo boliviano ha messo in campo piani per estrarre il minerale in modo sostenibile, cercando un delicato equilibrio: crescita economica da una parte, tutela dell’ambiente dall’altra. “La priorità è proteggere questo patrimonio naturale,” ha detto di recente il ministro dell’Energia Franklin Molina Ortiz. Gli ambientalisti locali però restano cauti. Temono che un aumento delle estrazioni possa mettere a rischio l’equilibrio idrogeologico della zona.

Come organizzare il viaggio: informazioni utili

Raggiungere il Salar non è complicato, ma serve un po’ d’organizzazione. Uyuni si può raggiungere in autobus da La Paz (circa 10 ore) o in treno dalla città di Oruro. La maggior parte dei turisti sceglie tour organizzati, con pacchetti giornalieri (da circa 80 dollari a persona) o escursioni più lunghe fino al confine con il Cile. Gli alloggi sono spesso semplici: piccoli hotel a conduzione familiare o lodge originali costruiti con blocchi di sale.

Durante la stagione delle piogge molte agenzie sconsigliano l’uso di mezzi privati: alcune zone diventano difficili da attraversare senza una guida esperta e fuoristrada attrezzati per le superfici scivolose. Un dettaglio curioso? In molti alloggi l’acqua calda funziona solo in certi orari.

Tra tradizioni antiche e storie dal passato

Il sale qui non è solo uno sfondo: fa parte della vita quotidiana degli abitanti di Colchani e delle comunità vicine. Gli artigiani lo lavorano da generazioni per creare souvenir e oggetti d’uso comune: statuine, lampade, persino mattoni per costruire le case. “Ogni famiglia ha la sua tecnica,” racconta Maria Quispe seduta davanti al suo banco nel mercato locale. Nelle vicinanze del Salar ci sono anche vecchi treni abbandonati, silenziosa memoria del passato minerario della regione.

Un’esperienza che lascia il segno

Camminare nel Salar de Uyuni è un’esperienza difficile da dimenticare: il silenzio quasi irreale interrotto solo dal rumore dei passi sul sale cristallizzato; i giochi di luce sulle pozze d’acqua; le sagome riflesse all’infinito degli amici al fianco. Molti visitatori lo definiscono un viaggio fuori dal tempo che restituisce la sensazione di essere piccoli davanti a uno spazio infinito ma anche parte di qualcosa che si rinnova ogni giorno. Solo allora, guardandosi intorno al tramonto, si capisce perché questo posto continui ad attirare chi cerca non solo nuovi paesaggi ma anche un modo diverso di vivere il mondo.

Change privacy settings
×