Sci inclusivo a Sestriere: Bebe Vio guida WEmbrace SNOW 2026 dal 15 al 18 gennaio

Giulia Ruberti

17 Gennaio 2026

Torino, 17 gennaio 2026 – Dal 15 al 18 gennaio Sestriere ha ospitato l’ultima edizione di “Obiettivo3 Sestriere Winter Camp”, l’iniziativa nata dalla campionessa paralimpica Giusy Versace. Un evento che non parla solo di gare o risultati, ma punta a trasmettere un’idea dello sport fatta di comunità e inclusione. Sulle piste piemontesi, atleti e appassionati si sono ritrovati per vivere più di una semplice esperienza sportiva: un momento dove la disabilità è solo un dettaglio, non un ostacolo.

Sette giorni tra neve e solidarietà

Il Winter Camp è un vero e proprio laboratorio all’aperto per chi convive con una disabilità e vuole avvicinarsi agli sport invernali o migliorare la propria tecnica. La giornata cominciava presto: alle 8.30 appuntamento al piazzale Fraiteve, un caffè al volo, poi la consegna degli skipass e la divisione in gruppi secondo il livello. In pista, maestri di sci e snowboard insieme a tecnici esperti seguivano ogni atleta con consigli concreti e incoraggiamenti veri. “Qui non si corre solo contro il tempo, ma si lavora su se stessi e sul sentirsi parte di qualcosa”, ha raccontato Versace durante la pausa pranzo al rifugio Alpette.

Storie che cambiano prospettiva

Tra i trenta partecipanti — provenienti da tutta Italia — molti erano alla loro prima esperienza sulla neve. “Non pensavo fosse possibile provare certe emozioni dopo l’incidente”, ha confidato Giulio, 27 anni da Roma, mostrando con naturalezza la sua protesi. Per altri il camp è stata una svolta importante. “Dopo l’amputazione ero chiusa in casa, poi ho visto il video di Obiettivo3 e ho deciso di scrivere. Ora tutto mi sembra diverso”, ha raccontato Marianna, 42 anni, da Milano.

Un valore aggiunto sono stati gli ex azzurri come Andrea Macrì e Silvia Parente. Le loro storie hanno acceso entusiasmo durante le serate in hotel, dando concretezza a ciò che lo sport adattato può offrire. “Bisogna vedere chi ce l’ha fatta, ascoltare la fatica ma anche la normalità del racconto”, ha aggiunto Versace.

Nuove sfide e radici sul territorio

L’edizione 2026 ha portato diverse novità: oltre allo sci alpino e allo snowboard sono arrivate sessioni di sledge hockey e prove di arrampicata su ghiaccio. Esperienze che hanno richiesto non solo competenze tecniche ma anche una precisa organizzazione. L’evento si è appoggiato al Consorzio Turismo Sestriere e alle strutture accessibili del territorio come la piscina comunale e il Palazzetto dello Sport.

I ristoratori locali hanno collaborato offrendo menù studiati per le diverse esigenze alimentari degli ospiti. Il sindaco Gianni Poncet, presente alla serata conclusiva all’Hotel Principi di Piemonte, ha parlato di “una comunità che impara ogni giorno il valore dell’inclusione”. Famiglie degli atleti hanno assistito ad alcune sessioni dalle tribune e molti abitanti si sono fermati sulle piste a osservare gli allenamenti. Un clima genuino, senza enfasi.

Obiettivo3 cresce insieme ai suoi atleti

Nata nel 2017 dall’intuizione di Giusy Versace, “Obiettivo3” è ormai tra le realtà più vive del panorama paralimpico italiano. Ogni anno supporta decine di atleti con disabilità fisiche nella ricerca del loro percorso sportivo, offrendo attrezzature specifiche, allenatori dedicati e supporto psicologico. Nel 2025 gli iscritti ai vari camp sono stati circa 130, con un aumento del 15% rispetto all’anno prima. L’associazione lavora anche con le scuole: da marzo inizieranno incontri nelle medie inferiori in Piemonte e Lombardia.

Più della medaglia: il vero premio è qui

Lo spirito del Winter Camp va ben oltre i giorni passati sulla neve. “Lavoriamo perché ognuno ritrovi fiducia nelle proprie capacità e riscopra la gioia dello stare insieme, questo è ciò che conta davvero”, ha sottolineato Versace prima della cerimonia finale. Tra le medaglie consegnate — simboliche e senza classifica — si leggeva qualcosa in più: la voglia di cambiare il modo in cui guardiamo alla disabilità nello sport. Passo dopo passo, anche grazie a eventi come questo che lontano dai riflettori costruiscono ogni giorno comunità vere nel silenzio bianco delle montagne.

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