Vienna, 3 febbraio 2026 – A pochi chilometri dalla capitale austriaca, la Seegrotte si impone come il più grande lago sotterraneo d’Europa, una gemma nascosta che però negli ultimi anni sta attirando sempre più curiosi. Siamo a circa 4 chilometri a nord-ovest di Mödling, vicino al paese di Hinterbrühl. Qui, dove un tempo si estraeva il gesso, oggi si solcano le acque tranquille di un mondo sotterraneo. La domanda che molti si pongono è sempre la stessa: perché avventurarsi sotto terra, in un posto dove la luce non arriva mai?
Dove si trova la Seegrotte e come arrivarci
La posizione della Seegrotte è davvero comoda. Si raggiunge facilmente da Vienna, che dista meno di 20 chilometri, ma anche dal resto della Bassa Austria. Il paese di Hinterbrühl sembra fermo nel tempo, un angolo silenzioso sospeso tra la sua storia industriale e il turismo nascente. Chi arriva in macchina attraversa le strade che si snodano tra i boschi; in alternativa, molti scelgono il treno fino a Mödling e poi l’autobus. Da lì sono pochi minuti, ma basta quel tratto per cambiare scenario: il paesaggio diventa collinare e l’aria si fa più densa.
La storia della Seegrotte: da miniera a lago sotterraneo
Non sempre la Seegrotte è stata quel che vediamo oggi. Fino al 1912 era una normale miniera di gesso. Poi, un’esplosione accidentale ha fatto entrare milioni di litri d’acqua nelle gallerie sommergendole. “In poche ore tutto il lavoro di generazioni è sparito”, racconta una guida locale durante la visita, indicando i vecchi attrezzi arrugginiti abbandonati sotto terra. Solo negli anni Trenta qualcuno ha pensato di farne una meta turistica, allestendo sentieri e dando la possibilità di navigare sul lago sotterraneo.
La grotta ha vissuto anche momenti difficili. Nel corso della Seconda guerra mondiale, qui venivano costruite parti della fusoliera del jet Messerschmitt Me 262. “Si sente ancora un’atmosfera sospesa – spiega Franz Eder, storico locale – come se le pietre custodissero tutto quello che hanno visto”.
Visita guidata e prezzi: cosa aspettarsi
Oggi per entrare alla Seegrotte serve partecipare alle visite guidate che partono ogni mezz’ora dalle 9 alle 17. Il biglietto intero costa circa 21 euro, ridotto a 14 per i bambini (dati 2026). Si comincia camminando in cunicoli poco illuminati, con l’aria fresca che mantiene intorno ai 9 gradi costanti e le pareti segnate dai segni lasciati dai minatori. Poi si scende una scala metallica con centotrenta gradini e all’improvviso si apre davanti agli occhi il lago: un specchio verde-azzurro profondo più di dieci metri.
Le barche elettriche accolgono gruppi fino a trenta persone; la navigazione dura meno di quindici minuti. Intorno solo il suono lieve delle gocce che cadono dal soffitto roccioso. Nessun effetto speciale: “Qui conta più quello che non c’è, piuttosto che ciò che si vede”, ha detto uno dei visitatori mentre fotografava le pareti umide.
Curiosità e ambiente: l’ecosistema fragile del lago
Nel lago della Seegrotte non ci sono pesci: l’acqua è fredda e povera d’ossigeno. Qualche pipistrello trova rifugio nelle gallerie superiori insieme a piccoli insetti adattati al buio completo. Gli esperti sottolineano quanto sia fragile questo equilibrio naturale; negli ultimi anni i controlli su acqua e impatto dei visitatori sono diventati più severi. “Basta poco per rovinare tutto”, avverte Lisa Neumann dell’Università di Vienna.
Un luogo tra memoria e leggenda
Attorno alla Seegrotte sono nate molte leggende: storie di tesori nascosti o minatori scomparsi nelle profondità oscure. Curiosamente, nel 1993 qui è stata girata una delle scene più famose del film “I tre moschettieri”. Nei bar del paese ancora oggi si sentono racconti sul lago nato da un errore umano e trasformato in una vera attrazione.
Oggi la grotta attira oltre centomila visitatori all’anno, un numero in crescita costante. Eppure resta soprattutto uno spazio sospeso nel tempo, lontano dalla fretta quotidiana. Sopra la superficie le vigne del Wienerwald si muovono al vento; sotto terra ci sono solo acqua e roccia silenziosa. Chi esce dalla Seegrotte spesso dice: “È come entrare in un’altra Austria”.