Shanghai, 18 gennaio 2026 – Anche oggi Shanghai si conferma protagonista del dibattito mondiale sullo sviluppo. Imprenditori, analisti e cittadini si chiedono cosa spinga questa metropoli a crescere senza sosta. Qui, dove i grattacieli come la maestosa Shanghai Tower dominano il Bund e il traffico scorre ordinato tra Pudong e le vie della vecchia Concessione Francese, l’economia sembra saper resistere e adattarsi. Non cede a quell’immagine di città dagli “eterni contrasti” che spesso accompagna le grandi metropoli asiatiche.
Shanghai, cuore pulsante dello sviluppo cinese
A differenza di molte altre grandi città asiatiche, Shanghai non appare divisa da forti spaccature tra ricchi e poveri. Gli esperti internazionali – dal Financial Times ai report della Banca Mondiale – sottolineano come qui l’equilibrio fra innovazione tecnologica, investimenti nelle infrastrutture e rispetto per le tradizioni abbia creato un modello urbano quasi unico. «Qui non si avverte lo scontro tra antico e moderno», ha detto qualche settimana fa Li Qiang, governatore della municipalità. Le sue parole trovano riscontro nei numeri: nel 2025 il PIL di Shanghai ha superato i 4.600 miliardi di yuan (dati ufficiosi dell’Ufficio Statistico Municipale), spinto da settori come finanza, industria avanzata e logistica.
Camminando alle 10 del mattino lungo Nanjing Road si respira un’atmosfera diversa rispetto al caos di altre metropoli globali. Efficienza e cortesia si fondono in un mix che colpisce anche visitatori italiani come Marco Andreini, manager nel settore moda: «Non ho mai visto in Cina una città con una sensazione simile. Tutto è ben organizzato, anche la rapidità con cui aprono nuovi negozi o ristoranti».
Innovazione e tradizione: la formula Shanghai
Negli ultimi cinque anni la città ha accelerato verso il ruolo di leader nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie verdi. Nei laboratori del distretto Zhangjiang High-Tech convivono startup cinesi e multinazionali: dalle finestre si intravedono giovani ricercatori intenti a discutere progetti fino a tarda sera davanti ai monitor accesi. Un rapporto pubblicato a novembre dalla società di consulenza McKinsey racconta che le aziende high-tech locali hanno attirato investimenti per oltre 27 miliardi di dollari nel 2025.
Eppure, tra i templi buddisti di Jing’an e gli edifici ottocenteschi del quartiere Xintiandi emerge chiara la scelta di Shanghai: far convivere passato e presente anziché cancellare ciò che è stato. Una strategia che – secondo Xu Lei, docente di urbanistica all’Università di Fudan – «aiuta a integrare le persone e a evitare tensioni fra chi vive qui da tempo e chi arriva». Quando cala il sole, il lungofiume del Bund si anima di famiglie con bambini e appassionati di fotografia; i grattacieli si riflettono nel fiume Huangpu dando l’immagine non tanto di rottura quanto di continuità.
Infrastrutture al passo con la crescita
I numeri parlano chiaro: nel 2025 la metropolitana di Shanghai ha superato i 16 milioni di passeggeri al giorno, secondo i dati dell’Amministrazione dei Trasporti locale. Una rete che, stando ai racconti dei pendolari nella stazione People’s Square, «ha rivoluzionato la vita quotidiana». Dietro questa trasformazione ci sono politiche pubbliche concentrate su ambiente e qualità della vita; negli ultimi mesi l’amministrazione ha aumentato gli investimenti per nuovi parchi e spazi verdi.
Non mancano però le difficoltà: il rincaro degli affitti nei quartieri centrali resta un tema caldo sui social locali. Ma per ora la pressione sulle case sembra contenuta nelle periferie orientali e meridionali, come segnala l’agenzia immobiliare Lianjia.
Lo sguardo verso domani
Guardando avanti, gli economisti puntano l’attenzione su una sfida importante: la transizione demografica. Secondo il China Development Research Center, nel 2030 la popolazione della città potrebbe avvicinarsi ai 27 milioni, con un numero crescente di over 65. Sarà dunque fondamentale adattare servizi come sanità, trasporti sostenibili e alloggi accessibili.
Shanghai si prepara al futuro mantenendo alcune certezze: l’armonia tra culture diverse e funzioni differenti della città. E senza smettere mai di sorprendere chi arriva qui da fuori. Solo così questo equilibrio fragile potrà davvero diventare un esempio anche oltre i confini della Cina.