Spalletti e Comolli si incontrano per la tregua: Elkann media la pace in casa Juventus

Silvana Lopez

30 Maggio 2026

Torino, 30 maggio 2026 – John Elkann ha suonato la sveglia e la risposta non si è fatta attendere. Ieri pomeriggio, intorno alle 16, un incontro a porte chiuse ha visto confrontarsi allenatore e dirigente della Juventus nella sede del club di via Druento. A quanto pare, è stato lo stesso presidente di Exor a voler fissare l’appuntamento: a pochi giorni dal termine del campionato e con scelte importanti all’orizzonte, Elkann ha voluto mettere le basi per il prossimo ciclo bianconero. Nel mirino non solo il futuro della panchina, ma anche strategie di mercato e una possibile ridefinizione dei ruoli in società.

Elkann chiede chiarezza: perché si è incontrato con lo staff

La stagione si è conclusa domenica con un pareggio casalingo contro il Bologna. Dopo mesi complicati – tra cambi in panchina, l’addio anticipato ad Allegri e la lotta per il quarto posto – l’ambiente Juventus attende segnali chiari dalla proprietà. Da fonti vicine alla società filtra che Elkann ha voluto una “visione condivisa” sul futuro a breve termine. Il vertice, confermato da alcuni dirigenti all’uscita, ha coinvolto «tutte le anime del club», come racconta un membro dello staff tecnico che ha preferito restare anonimo.

Non era una semplice formalità. Tra i presenti c’erano il direttore tecnico Cristiano Giuntoli e l’allenatore ad interim Paolo Montero; hanno discusso fino a tarda ora. Solo dopo le 18 si sono allontanati velocemente dalla sede, evitando qualsiasi commento ai giornalisti in attesa.

Juventus: tra passato e futuro la scelta del tecnico e il mercato

Secondo quanto raccolto da alanews.it, Elkann avrebbe voluto fare chiarezza su tre fronti principali: il nome del nuovo allenatore, le mosse di mercato e la struttura interna della dirigenza. Al momento la posizione di Cristiano Giuntoli non sembra in discussione, ma il nome del nuovo tecnico resta coperto dal massimo riserbo. Si parla di Motta e Conte come candidati, ma niente di ufficiale. Un procuratore presente ieri a Torino ha commentato così: «Sembra che Elkann voglia chiudere la questione allenatore entro pochi giorni, al massimo una settimana».

Sul mercato, invece, la questione più spinoso riguarda gli stipendi pesanti e come valorizzare i giovani. Una fonte vicina alla proprietà racconta che Elkann abbia chiesto «di tenere d’occhio i conti senza rinunciare all’ambizione di tornare subito competitivi». Difficile trovare l’equilibrio giusto in un’estate che si preannuncia piena di trattative e colpi.

Dentro e fuori il club: clima teso ma carico di attesa

Dopo l’incontro in via Druento è calato un silenzio carico di aspettative dentro la Juventus. Davanti ai cancelli alcuni tifosi hanno chiacchierato con gli addetti alla sicurezza: «Qui serve chiarezza, rispetto per la storia della Juve», dice Luca, 42 anni, abbonato storico in curva Sud. Il silenzio dei vertici viene letto come segno che dietro le quinte si sta lavorando sodo.

Intorno alle 19 una decina di giornalisti aspettava una comunicazione ufficiale dal club: niente da fare. La linea scelta sembra essere quella della discrezione fino a quando non saranno prese decisioni definitive. Una fonte interna assicura però che «gli annunci arriveranno presto».

I prossimi passi: tempi stretti per decisioni cruciali

Ora tutti guardano ai prossimi giorni. È previsto un altro incontro tra i dirigenti bianconeri entro 48 ore. Chi conosce bene Elkann assicura che lui «non vuole lasciare questioni aperte troppo a lungo». Proprio per questo motivo oggi sono già programmati altri colloqui informali nella sede del club.

Tra gli addetti ai lavori circolano però dubbi sulla fretta: manca meno di due mesi all’inizio della nuova stagione e ogni ritardo può pesare sulla programmazione tecnica. Come spiega un osservatore presente ieri in via Druento: «Ora serve soprattutto coesione e rapidità, perché la piazza non perdona passi falsi». La Juventus si muove sottotraccia; Elkann preferisce restare riservato anziché parlare alla stampa. Ma quanto potrà durare questo silenzio? Intanto una città intera aspetta risposte concrete.

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