Tokyo, 1 settembre 2026 – I viaggiatori giapponesi si confermano i più garbati al mondo, almeno secondo un sondaggio internazionale condotto tra aprile e luglio su oltre diecimila operatori turistici sparsi per il pianeta. A poca distanza, nella classifica di Travellab Insights diffusa oggi, si piazzano i norvegesi e gli svizzeri. Completano la top five gli islandesi e i canadesi. La ricerca, resa pubblica questa mattina a Tokyo, vuole scattare una fotografia delle abitudini di comportamento, del rispetto delle regole locali e della cortesia mostrata dai turisti all’estero — fattori sempre più importanti per l’immagine dei Paesi agli occhi di chi li accoglie.
Giappone in testa: la cortesia che apre ogni porta
Il primato dei turisti giapponesi non sorprende chi conosce la cultura del Sol Levante. “I viaggiatori nipponici si distinguono per discrezione, attenzione alle tradizioni locali e puntualità nei pagamenti”, spiega a Travellab Insights Toshio Nakamura, manager di un noto albergo milanese. “Salutano sempre, si scusano anche quando non serve e ringraziano per ogni piccolo gesto”. Da Kyoto a Parigi, passando per Venezia, la scena è sempre la stessa: valigie sistemate con cura, toni di voce bassi, sorrisi misurati. I dati raccolti tra aprile e luglio rivelano che, secondo l’83% degli operatori intervistati, i giapponesi rispettano più di tutti le regole di convivenza in hotel e ristoranti.
Norvegesi e svizzeri: riservatezza ed efficienza senza fronzoli
Dietro ai giapponesi troviamo i norvegesi. Chi lavora negli hotel del Mediterraneo racconta come la loro riservatezza lasci il segno. “Entrano in silenzio, lasciano le stanze in perfetto ordine e ringraziano sempre”, racconta una receptionist romana. Non molto diversi gli svizzeri, terzi in classifica, noti per puntualità e pazienza durante le attese. Chi gestisce rifugi alpini conferma: “Mai una lamentela per il tempo o per le code”. Il giudizio degli operatori è netto: oltre il 70% ha valutato positivamente l’esperienza con questi due gruppi.
La classifica completa: chi sale e chi resta indietro
Nel sondaggio realizzato tra aprile e luglio, subito dietro ai primi tre ci sono gli islandesi, apprezzati soprattutto per la gentilezza nelle situazioni complicate, seguiti dai canadesi, noti per mantenere la calma durante le discussioni e rispettare chi li circonda. In lista compaiono anche neozelandesi, portoghesi, danesi e austriaci. Nessun paese mediterraneo nella top ten: spagnoli, italiani e francesi restano fuori soprattutto a causa della tendenza a essere rumorosi o a personalizzare troppo le regole in contesti informali.
Un dato curioso riguarda gli statunitensi, spesso al centro di critiche in Europa: salgono al dodicesimo posto — un segnale che il loro comportamento migliora quando tutto è ben organizzato. “Negli ultimi anni sono diventati più rispettosi”, osserva Giulia Lanzi, guida turistica a Firenze dal 2010.
Metodologia e voci dal fronte
La ricerca si basa su interviste dirette a oltre diecimila receptionist, ristoratori, guide turistiche e titolari di B&B in 27 Paesi diversi. “Abbiamo raccolto testimonianze concrete su pulizia delle stanze, rispetto degli orari e cortesia nel dialogo”, spiegano gli autori dello studio. Nei questionari c’erano anche domande sulle richieste fuori orario e sulla capacità dei turisti di adattarsi alle usanze locali.
Le reazioni degli operatori sono diverse ma spesso confermano i risultati dello studio: “Quando arrivano gruppi giapponesi sappiamo già che andrà tutto bene”, dice Pietro Mastrangelo, titolare di una piccola struttura a Taormina. Altri sono più cauti: “L’educazione non dipende solo dal passaporto”, ricordano sottolineando l’influenza del contesto sociale e dell’età.
Italia fuori dalla top ten: cosa ci dice questo dato?
Il dato più evidente riguarda proprio l’Italia, esclusa dalle prime dieci posizioni nonostante l’aumento degli italiani che viaggiano all’estero. Secondo alcuni esperti il motivo sta nella vivacità espressiva tipica del nostro popolo, che può essere scambiata per mancanza di rispetto delle regole in certi contesti. “Spesso veniamo percepiti come invadenti solo perché parliamo a voce alta”, racconta un turista milanese appena tornato da Oslo.
Nonostante questo c’è voglia di migliorare l’immagine del turista italiano: “Questi dati ci aiutano a capire dove dobbiamo lavorare”, commenta Valeria Scognamiglio, consulente turistica napoletana. E aggiunge: “Basta poco: ascoltare le regole del posto e rispettare chi ci ospita”.
Da Tokyo a Montreal la parola d’ordine resta sempre una sola: gentilezza. Un valore universale che — almeno secondo Travellab — può diventare il miglior biglietto da visita in ogni viaggio.