Un grande parco-museo tra Friuli e Slovenia: l’arte che riunifica il Collio

Un grande parco-museo tra Friuli e Slovenia: l'arte che riunifica il Collio

Un grande parco-museo tra Friuli e Slovenia: l'arte che riunifica il Collio

Simona Carlini

31 Agosto 2025

Un nuovo progetto sta prendendo forma al confine tra Italia e Slovenia: il parco transfrontaliero “Ars Sine Finibus”, che unisce cultura, turismo e scienza. Inaugurato ufficialmente il 5 settembre, questo parco-museo si estende tra i vigneti del Collio italiano e del Goriška Brda sloveno, trasformando le colline in un grande museo a cielo aperto. Questo territorio, storicamente crocevia di popoli e culture, vanta un’identità unica e plurale che i confini politici non hanno mai potuto realmente separare.

Un’area, mille nomi

Il Collio e il Brda non sono semplici denominazioni legate alla produzione vinicola; rappresentano una geografia culturale che ha prosperato sotto diverse dominazioni nel corso dei secoli. I confini tracciati dopo la Seconda guerra mondiale hanno però spezzato un legame indissolubile, separando famiglie, comunità e persino interi paesi. Questo confine, pur essendo una linea politica, non ha mai avuto fondamento storico o culturale. Oggi, grazie all’arte e alla cooperazione nel settore turistico, quel confine si trasforma in un ponte verso nuove opportunità di interazione e scambio.

Cuore pulsante di Ars Sine Finibus

Il fulcro di “Ars Sine Finibus” è l’opera “So(g)no” dell’artista Marco Nereo Rotelli: due sfere gemelle di quattro metri di diametro, una situata in Italia e l’altra in Slovenia. Queste sfere, semplici come un acino d’uva, racchiudono luce, poesia e musica. All’interno delle sfere, si possono ammirare le ceramiche di Giorgio Celiberti e ascoltare le parole dei poeti Aleš Šteger e Valerio Magrelli, che si fondono in una composizione sonora realizzata da Alessio Bertallot. Questa esperienza immersiva rende tangibile il messaggio del progetto: superare i confini e ritrovare una prospettiva comune.

Un connubio di arte, musica e scienza

In questo parco d’arte, la scienza gioca un ruolo fondamentale. Il professor Riccardo Valentini, esperto di ecologia forestale, ha introdotto il suo progetto “Tree Talking”. Grazie a sensori innovativi, le viti diventano “parlanti”, registrando le loro funzioni vitali e restituendo ai visitatori la consapevolezza dell’importanza della natura come interlocutore prezioso e insostituibile.

Il nuovo parco si inserisce nel contesto di GO!2025, un’iniziativa che vedrà Gorizia e Nova Gorica come Capitale Europea della Cultura. Il paesaggio che accoglie queste opere è intrinsecamente narrativo. I borghi circostanti custodiscono storie di confini imposti e di comunità resilienti. Ad esempio, Giasbana, dopo la creazione della nuova frontiera, rimase isolata dal suo comune di riferimento, senza scuola, chiesa e persino cimitero. Gli abitanti, però, si sono reinventati, costruendo ciò che era stato perduto. Gradisciutta, con il suo nome che unisce il termine slavo “Grad” e il diminutivo italiano “Ciutta”, rappresenta un esempio di melting pot culturale.

I borghi da scoprire

In Slovenia, il pittoresco borgo di Kojsko si erge con la sua chiesa merlata, somigliante a un fortilizio, da cui Vittorio Emanuele III osservava il fronte dell’Isonzo. Altri borghi come Smartno/San Martino e San Floriano/Steverjan offrono piazze panoramiche che permettono di scorgere il territorio dall’altro lato, dimostrando che qui i confini non sono altro che un’illusione, ma che la vera essenza della parola “Europa” può essere vissuta concretamente.

A fungere da collegamento tra questi luoghi è l’Isonzo, o Soča, un fiume che nasce in Slovenia e attraversa il confine per sfociare nell’Adriatico. La sua traiettoria naturale ignora le divisioni politiche: le sue acque turchesi sono percorse da sentieri e piste ciclabili che collegano mare e montagne. Negli ultimi anni, un progetto congiunto di pulizia ha riportato il fiume al suo verde originario, e non è un caso che questo colore sia stato scelto come simbolo per la Capitale Europea della Cultura, rappresentando un segno di rinascita e unità.

Un racconto itinerante

Camminando tra i filari di vite, visitando i borghi o pedalando lungo il fiume, il viaggiatore scopre che qui i confini sono, in effetti, illusori. “Ars Sine Finibus” offre un’esperienza che rende evidente ciò che il territorio ha sempre raccontato: l’arte, la natura e la storia superano ogni barriera. In queste colline, l’Europa non è un concetto astratto, ma un’esperienza concreta, fatta di incontri, intrecci e sguardi che vanno ben oltre le linee tracciate sulle mappe.

Questo parco-museo rappresenta così una celebrazione della diversità e della ricchezza culturale che caratterizzano questa regione, promuovendo un dialogo continuo tra le due anime di un territorio che, nonostante le divisioni, continua a vivere in simbiosi.

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