Valtellina durante le Olimpiadi: 10 imperdibili esperienze tra sci, cultura e specialità DOP

Simona Carlini

29 Gennaio 2026

Sondrio, 29 gennaio 2026 – Nel cuore della Valtellina, tra le cime imbiancate di Bormio e i borghi che sembrano fermi nel tempo, la stagione olimpica porta tutti gli occhi su questa valle. Tra febbraio e marzo, qui arriveranno atleti, turisti e appassionati da ogni parte del mondo. È un’occasione speciale per vivere non solo le gare di sci alpino, ma anche quei piccoli riti locali fatti di sapori autentici e panorami che si aprono dietro ogni curva della Statale 38.

Bormio, sci e l’atmosfera delle Olimpiadi

Quando le piste di Bormio si colorano di azzurro, la gente si raduna tra il traguardo e i dehors delle baite. Atleti in tuta che scendono veloci si alternano a bambini con lo slittino: un via vai continuo fin dal mattino presto. Le gare olimpiche quest’anno richiamano davvero tanta gente. Il Consorzio Turistico parla di oltre 30mila spettatori solo nelle due settimane centrali di febbraio. «L’atmosfera qui è qualcosa di unico», racconta Michela, maestra di sci da più di vent’anni. Basta scendere dal treno a Tirano per sentire quell’aria carica di adrenalina e aspettativa: il villaggio olimpico sorge proprio ai piedi della pista Stelvio.

Sapori forti e tavole sempre imbandite

Chi arriva in Valtellina spesso lo fa verso mezzogiorno, in corriera o in treno regionale. E subito viene colpito dal profumo della bresaola DOP che si mescola a quello delle polente fumanti. In paese, botteghe come quella di Cesare Paganoni in via Roma a Sondrio offrono taglieri ricchi: formaggi come Bitto e Casera, pizzoccheri fatti a mano seguendo la ricetta della nonna, vini corposi delle vigne terrazzate. «Qui la tradizione è una battaglia quotidiana», spiega Francesca, cuoca da tre generazioni a Morbegno.

Borghi, chiese e passeggiate d’inverno

Non ci sono solo le piste da sci. Camminare nei borghi storici – da Chiuro a Teglio, da Grosio fino alle frazioni di Livigno – vuol dire spesso perdersi tra portali in pietra e cortili ghiacciati. Gli affreschi del santuario della Madonna di Tirano si ammirano al meglio quando la luce cala, verso le quattro del pomeriggio. Molti turisti scelgono i sentieri delle Alpi Retiche per brevi camminate: con scarponi robusti e un po’ di fiato si raggiungono rifugi come il Brasca o il Marinella dove d’inverno la cioccolata calda arriva sempre nella tazza più spessa.

Terme: acque antiche che rigenerano

Non è un caso se le acque termali di Bormio erano già famose ai tempi dei romani. Oggi le terme, sia pubbliche che private, attirano chi cerca riposo dopo una giornata sulle piste. Il vapore sale lentamente sopra i vasconi esterni mentre fuori il termometro scende sotto lo zero. «Scalda l’anima più del corpo», racconta Marco, turista torinese incontrato nella sala relax dei Bagni Nuovi.

Artigianato tra lana, legno e pietra ollare

Nei laboratori artigianali di Sondalo o Valfurva resistono mestieri antichi: dalla lavorazione della lana alla scultura del legno di cirmolo, fino all’intaglio della pietra ollare. Oggetti quotidiani – cucchiai, ciotole, scodelle – diventano souvenir senza tempo. Al mercato del sabato si trovano filati locali e maglioni fatti a mano: pezzi unici spesso senza etichetta, venduti direttamente da chi li produce.

Slitte trainate dai cavalli e sentieri innevati

Per chi vuole uscire dagli itinerari più battuti c’è la corsa sulle slitte trainate dai cavalli – appuntamento fisso a Santa Caterina Valfurva intorno alle 16 – oppure una passeggiata sul Sentiero Valtellina lungo il fiume Adda. All’imbrunire le guide portano piccoli gruppi nei boschi: ciaspole ai piedi e lanterne accese creano un’atmosfera magica.

Mercatini e sagre paesane: la Valtellina autentica

Da gennaio a marzo la valle vive un susseguirsi di eventi: mercatini dell’artigianato in piazza Garibaldi a Sondrio, fiere del formaggio a Delebio, sagre nelle corti delle parrocchie dove si assaggia la torta fioretto o il pan di segale. «Qui non c’è turismo di massa», dice Lucia dell’associazione Le Donne del Grano: «qui contano i rapporti umani».

Musei diffusi: ferrovia Retica e case contadine

Il Museo Valtellinese di Storia e Arte ospita ogni anno centinaia di studenti. Ma le vere sorprese sono le case museo: la Casa dei Gelsi a Teglio conserva ancora le vecchie stalle affumicate dal fuoco basso; lungo la ferrovia Retica il convoglio rosso collega Tirano alla Svizzera passando tra viadotti spettacolari.

Vini delle terrazze e cantine storiche

Parlare della Valtellina senza menzionare le sue vigne terrazzate è impossibile: Nebbiolo declinato in vini rossi corposi come lo Sforzato o il Valtellina Superiore. Cantine storiche come Nino Negri e Rainoldi aprono spesso le porte per degustazioni tra botti antiche e volte in pietra.

Sport anche fuori pista: ciaspolate e mountain bike d’inverno

Oltre allo sci alpino cresce chi sceglie ciaspolate organizzate o gite in mountain bike con ruote chiodate quando la neve lo permette. Lo sport qui va insieme alla scoperta: ogni settimana guide locali propongono tour tra vigneti innevati e laghi ghiacciati.

A Sondrio si respira l’attesa dei giorni olimpici ma dietro quella vetrina c’è un territorio vivo che aspetta solo di essere scoperto passo dopo passo. Tra uno stinco al forno e una pista illuminata per una discesa notturna, la Valtellina offre molto più delle “dieci cose da fare”. Qui il viaggio non finisce quando si spengono i riflettori.

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