Milano, 9 ottobre 2026 – Risparmiare in viaggio è diventato un vero must per quasi tutti: lo dicono i numeri delle ultime settimane, lo confermano le chiacchiere nei bar e le ricerche online. Ma cosa sta davvero cambiando nelle abitudini di chi si muove per lavoro o per piacere? E perché questa corsa a tagliare i costi, anche nel turismo, è così evidente? A Milano, come in tante altre città, la risposta si trova per strada – e nelle storie di chi parte.
Viaggiare spendendo meno: mete low cost e voli economici
Secondo l’Osservatorio Turismo di Confcommercio, oltre il 60% degli italiani nel 2026 ha scelto dove andare soprattutto in base al prezzo. E non finisce qui: almeno sette viaggiatori su dieci ormai optano per le compagnie aeree low cost. Francesca, 31 anni, impiegata in un’assicurazione, racconta di aver prenotato un weekend a Cracovia con meno di 90 euro tra volo e ostello. “Ormai guardo prima le offerte su siti come Skyscanner e solo dopo penso alla meta”, sorride mentre aspetta davanti al portone in corso Buenos Aires.
Strategie pratiche: app, siti e nuove abitudini
Il modo di organizzarsi cambia: c’è chi usa app per confrontare prezzi di voli, treni e hotel in tempo reale; chi spulcia ogni giorno offerte lampo; chi rinuncia all’hotel tradizionale per una stanza presa su Airbnb. I dati di AirDNA parlano chiaro: nel primo semestre del 2026 le prenotazioni in appartamenti privati sono salite del 17% rispetto all’anno scorso. “Si risparmia e si vive la città più da vicino”, dice Marco, giovane architetto romano.
Anche le agenzie di viaggio storiche sentono la differenza. Lo conferma Chiara Rusconi, titolare da vent’anni di un’agenzia vicino a Garibaldi: “Molti clienti arrivano già con un pacchetto pronto trovato online, chiedono solo un ultimo consiglio. È cambiato tutto”, osserva.
Trasporti: meno treno e auto, più bus e car sharing
Negli ultimi dodici mesi l’uso del treno sulle lunghe tratte è sceso del 9%, dicono i dati Trenitalia. Nel frattempo sono cresciuti i passeggeri dei bus intercity (+13%) e dei servizi di car sharing (+8%). A spingere questo cambio è una miscela di prezzi sempre più alti – biglietti Frecciarossa che sfiorano i 100 euro tra Roma e Milano – e la comodità delle alternative. Andrea Bonetti, pendolare da Pavia, lo racconta così: “Condivido l’auto con tre colleghi, partiamo alle 6.30 da Piazza Minerva, spendiamo la metà rispetto al treno”.
Le app di servizi come BlaBlaCar o FlixBus vedono crescere i download soprattutto tra i giovani tra i 18 e i 34 anni: disposti a rinunciare a orari fissi pur di risparmiare.
Mangiare fuori: spesa nei mercati e street food
Anche il modo di mangiare in viaggio si adegua alla voglia (e necessità) di risparmiare. Calano le cene sedute nei ristoranti tradizionali; crescono invece le soluzioni “veloci”: mercati locali, gastronomie d’asporto e fast food. Una ricerca della Coldiretti a settembre mostra che solo il 37% dei turisti italiani nel 2026 si concede almeno una cena seduta durante una breve vacanza.
Chiara, studentessa ventiquattrenne, ha trovato la sua soluzione low cost: “A Berlino ho pranzato quasi sempre ai chioschi nei parchi; con cinque euro mangi benissimo”.
Budget ridotti e nuovi bisogni: l’effetto della crisi
Dietro tutto questo c’è la questione economica. L’inflazione – dice l’Istat – ha eroso del 5% il potere d’acquisto delle famiglie italiane negli ultimi due anni. Per molti viaggiare vuol dire rinunciare a qualcosa: meno giorni fuori casa, occhio agli extra, calcoli precisi mesi prima della partenza. Paolo, commesso in un negozio di elettronica lo confessa senza giri di parole: “Faccio pure i conti sul costo dell’acqua al supermercato”.
Ma cresce anche l’interesse per la sostenibilità. Opzioni come il treno notturno, la bici a noleggio o gli ostelli eco-friendly non servono solo a risparmiare ma anche a ridurre l’impatto sull’ambiente. In questo quadro variegato il viaggio non sparisce dai piani familiari; cambia semplicemente faccia.
Il futuro dei viaggi low cost
Le previsioni restano caute: secondo Deloitte il turismo tornerà ai livelli pre-Covid nel 2027 ma con consumatori più attenti ai costi. Se prima si partiva per vedere tutto senza limiti, oggi – da Milano a Napoli o Firenze – si parte anche solo per staccare la spina. Con lo smartphone sempre in mano e un occhio fisso sul portafoglio.