Viaggiare durante il Ramadan: consigli essenziali per turisti in paesi musulmani

Luca Mangano

16 Gennaio 2026

Roma, 16 gennaio 2026 – Viaggiare nei Paesi musulmani durante il Ramadan è per molti turisti occidentali un’occasione per scoprire usi e tradizioni poco conosciuti. Ma richiede anche qualche attenzione in più. Dal Marocco all’Indonesia, tra fine inverno e inizio primavera, milioni di persone si astengono da cibo e acqua dall’alba al tramonto, cambiando completamente il ritmo della giornata. Solo chi arriva preparato può davvero godersi questa esperienza fuori dal comune, evitando fraintendimenti o passi falsi.

Cosa cambia per i turisti durante il Ramadan

Arrivando a Marrakech, come a Istanbul o al Cairo tra marzo e aprile, si nota subito una certa calma nelle strade durante il giorno. I ristoranti spesso restano chiusi fino al tramonto, gli uffici pubblici riducono gli orari, e i taxi sono meno pieni. «È tutto più lento – racconta Amina, guida locale a Fès – la mattina non c’è fretta, ma verso sera le piazze si riempiono di nuovo». Attenzione però: molti hotel e locali continuano a servire pasti agli stranieri. In Marocco e Tunisia, per esempio, le catene internazionali restano aperte senza problemi.

Le regole da conoscere: rispetto e buon senso

Per i visitatori non musulmani, il Ramadan non impone pratiche religiose. Ma mangiare, bere o fumare in pubblico dalle 6 del mattino fino alle 18 circa può essere visto come una mancanza di rispetto verso chi digiuna. «Anche solo tenere una bottiglietta d’acqua alla mano è meglio evitarlo», suggerisce Samir, addetto alla reception di un albergo a Casablanca. Stessa cosa vale per sigarette e chewing gum. Nei grandi hotel o ristoranti degli aeroporti spesso ci sono eccezioni; nei centri più piccoli invece conviene sempre chiedere prima.

Un clima diverso nelle città

Poco prima delle 18 – l’orario cambia di qualche minuto ogni giorno – nelle grandi città si sente un’atmosfera particolare, quasi di attesa comune. Le strade si svuotano all’improvviso: «Tutti vogliono essere a casa in tempo per l’iftar», spiega Ahmed, tassista al Cairo. L’iftar è il momento in cui si rompe il digiuno: con datteri, zuppa harira, acqua e piatti tradizionali che riuniscono famiglie e amici. Alcuni ristoranti organizzano banchetti aperti anche agli stranieri; l’ambiente è conviviale e non è raro ricevere inviti all’ultimo minuto, anche da persone appena conosciute. Per chi viaggia può diventare un ricordo indelebile.

Abbigliamento e regole sociali

Non ci sono obblighi rigidi sull’abbigliamento per i turisti, ma conviene mantenere un look sobrio. Camicie a maniche lunghe, pantaloni leggeri o gonne sotto il ginocchio sono la scelta migliore nei luoghi pubblici soprattutto durante il mese sacro. «Le donne possono non coprirsi la testa fuori dalle moschee», spiega Fatima Ben Amar, antropologa tunisina, «ma evitare abiti troppo scollati dimostra rispetto». Lo stesso vale per gli uomini: meglio coprire le spalle ed evitare pantaloncini corti in mercati o sui mezzi pubblici.

Attrazioni turistiche e orari speciali

Durante il Ramadan molti musei e siti archeologici cambiano orario: a Petra, in Giordania, gli ingressi si concentrano nelle ore mattutine; la Moschea Blu di Istanbul chiude prima nei giorni festivi. «Conviene organizzare le visite al mattino», consiglia la Lonely Planet sul suo sito dedicato ai viaggi nel periodo del Ramadan. Anche i trasporti pubblici tendono a ridurre le corse nel tardo pomeriggio.

Ospitalità e occasioni uniche

Chi viaggia in questo periodo scopre spesso un lato diverso dell’ospitalità locale. Non è raro ricevere inviti a cena da perfetti sconosciuti o essere coinvolti in gesti di condivisione spontanei. L’ultimo bicchiere di tè prima dell’alba o la preghiera collettiva nelle piazze principali sono momenti semplici ma intensi che – come sottolinea il blogger Andrea Petroni definendo il Ramadan “la lente perfetta per capire davvero una società” – aiutano a superare stereotipi e distanze.

Piccole regole da ricordare

Se si viaggia nei Paesi musulmani durante il Ramadan vale tenere a mente alcune cose: informarsi sugli orari dei servizi essenziali, portare con sé snack da mangiare in privato se serve ed evitare gesti affettuosi troppo espliciti in pubblico. E soprattutto – come ripete spesso la guida egiziana Hany Fathy – imparare a osservare con rispetto. Solo così un viaggio può diventare una vera scoperta delle tradizioni locali e del valore della reciproca comprensione.

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