Viaggio a Mauritius: scopri il paradiso ecosostenibile tra natura incontaminata e comunità locali

Silvana Lopez

6 Gennaio 2026

Mauritius, 6 gennaio 2026 – Chi ha scelto Mauritius per le vacanze di inizio anno – spesso attratto dalle sue spiagge e dalle acque turchesi – si è trovato davanti a un’isola che, oltre alla sua bellezza naturale, offre un modello di accoglienza basato sul rispetto dell’ambiente e sul sostegno diretto alle comunità locali. Una strada che, secondo gli operatori turistici di Grand Baie e Mahebourg, sta conquistando soprattutto viaggiatori italiani tra i 30 e i 50 anni, sempre più sensibili alla sostenibilità e alle esperienze genuine.

Turismo consapevole tra mare e piantagioni

Non sono solo i resort sulla spiaggia a disegnare il nuovo volto di Mauritius. Basta spingersi qualche chilometro oltre la costa per ritrovarsi tra piantagioni di canna da zucchero, piccoli villaggi creoli e mercati artigianali. Qui il turismo “responsabile” prende forma: escursioni con guide locali, pernottamenti in guesthouse a conduzione familiare, pranzi preparati seguendo ricette della tradizione. Il tutto, sottolineano le associazioni di categoria, “nel pieno rispetto del territorio e delle usanze”.

Ma non è solo folklore. Secondo la Mauritius Tourism Promotion Authority, nel 2025 le richieste per i “tour esperienziali” sono cresciute del 17%, includendo laboratori di cucina, visite al Black River Gorges National Park e giornate passate con i pescatori. “I visitatori vogliono capire come viviamo davvero qui”, racconta Neha Ramgoolam, responsabile di un’associazione locale che promuove percorsi ecologici.

Un’isola che difende la biodiversità

Nata milioni di anni fa da un’eruzione vulcanica, Mauritius mostra scorci ben oltre quelli da cartolina: la foresta pluviale degli altipiani centrali – dove non è raro avvistare il raro piccione rosa – offre sentieri lungo il cratere e cascate nascoste. Qui operatori come “EcoExplorers” accompagnano piccoli gruppi lungo percorsi studiati per ridurre l’impatto sull’ambiente. Niente jeep o motoscafi nelle aree protette: si cammina a piedi o si usa la bici elettrica.

“Molti restano sorpresi dalla varietà naturale”, spiega Pierre Legrand, guida ambientale di Port Louis. “Cerchiamo di trasmettere il senso del rispetto per la biodiversità: abbiamo progetti per riforestare e iniziative contro l’inquinamento delle spiagge”. Nel 2024, secondo il Ministero dell’Ambiente mauriziano, sono state raccolte circa 120 tonnellate di rifiuti dalle coste grazie a campagne di pulizia che coinvolgono residenti e turisti.

Incontri autentici con la comunità locale

Mauritius non è solo mare e natura. Ogni villaggio, da Rose Belle a Pamplemousses, ha una sua storia da raccontare. “La nostra cultura nasce da tante radici: africane, indiane, francesi”, dice Josephine Teeluck, presidente dell’associazione artigiani di Mahébourg. Nei mercati del mattino si assaggiano curry speziati, frutta tropicale mai vista (come i litchi freschi a dicembre che costano meno di un euro al chilo) e pane cotto sulla pietra. La domenica mattina a Triolet centinaia di persone si riuniscono nei templi induisti per una cerimonia che spesso coinvolge anche turisti curiosi.

Gli itinerari più autentici portano anche nelle scuole primarie dove alcune classi collaborano con agenzie per raccontare ai visitatori com’è la vita sull’isola. “Non ci interessa mostrare solo ciò che è bello”, ammette l’insegnante Anita Soobron. “Parliamo anche delle difficoltà: siccità o lotta contro il caro-vita”.

Prezzi accessibili e sostegno diretto all’economia locale

Un altro motivo per cui sempre più europei – italiani compresi – scelgono Mauritius è il buon rapporto tra qualità dei servizi e costi. Un pasto tradizionale a base di pesce in una trattoria familiare costa intorno ai 7-10 euro, mentre una camera doppia in una guesthouse con colazione parte da 25 euro a notte. “Non puntiamo solo al lusso”, spiega Ravi Jankee, portavoce degli albergatori indipendenti dell’isola. “Il turismo sostenibile porta vantaggi diretti alle famiglie mauriziane”.

Negli ultimi mesi – dicono i dati del governo – oltre il 40% dei ricavi del turismo viene reinvestito in progetti comunitari: scuole, piccole infrastrutture e fondi per proteggere i siti naturali.

Mauritius si racconta così: senza lustrini fuori posto, con i piedi nella sabbia nera dei vulcani spenti e uno sguardo rivolto al futuro delle nuove generazioni. Chi arriva lo capisce subito: non serve allontanarsi dalla costa per incontrare l’isola vera. Basta ascoltare le storie che la gente del posto racconta ogni giorno sotto l’ombra degli alberi di flamboyant.

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