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Weekend di primavera a Lago di Como: itinerario perfetto tra passeggiate, gite in barca e cucina tipica

Luca Mangano by Luca Mangano
5 Giugno 2026
in Tips & Tricks
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Venezia, 5 giugno 2026 – Tre giorni per riscoprire Venezia senza fretta: è questo il modo in cui tanti veneziani e turisti scelgono di vivere un lungo weekend fatto di passeggiate tranquille, tour in barca privata e piatti tipici in tavola. Siamo a giugno, quando il sole si fa sentire presto e regala luce dorata. Piazza San Marco si anima già dalle 7 del mattino, con il profumo dei cornetti che si spande nelle calli e pochi passi che portano dritti al Canal Grande.

Passeggiate lente tra calli e campielli

Il primo giorno parte con una camminata senza fretta nelle vie meno conosciute. Chi arriva in treno, scendendo a Santa Lucia, si scontra subito con la folla; ma basta inoltrarsi verso Cannaregio e Santa Croce per scoprire un’altra Venezia, più vera. “La mattina presto è il momento giusto, ci sono solo chi lavora o chi porta il cane fuori,” racconta Carla, libraia a Campo dei Gesuiti. Si sentono le ruote dei carrelli sul selciato, i bambini che inseguono i piccioni: qui si respira la Venezia di tutti i giorni.

Ci si perde tra ponti, cortili e botteghe. A Cannaregio, la chiesa della Madonna dell’Orto resta fuori dai circuiti turistici più affollati; alle 9:30 una piccola fila aspetta davanti alla pasticceria Nobile per le frittelle. Solo così si capisce cosa vuol dire “prendersela con calma”: osservare i mattoni sbiaditi dal tempo, le finestre che si affacciano sui canali, le persone che chiacchierano tra un caffè e l’altro.

Tour in barca privata tra le isole della laguna

Il secondo giorno cambia registro: si parte dall’acqua, anima mutevole di Venezia che cambia faccia a ogni ora. Alle 10 un motoscafo aspetta alla Fondamenta Nuove per partire nei tour privati verso Murano, Burano e Torcello. “È il modo migliore per vedere davvero la laguna,” spiega Marco, uno dei barcaioli storici.

A bordo il tempo sembra rallentare ancora di più. Si naviga su canali nascosti e acque tranquille. Lontano dal centro Burano incanta con le sue case colorate: la piazza principale si anima intorno alle 11 quando arrivano i primi turisti a scattare foto alle facciate rosa e blu. Poi tappa obbligata da Gatto Nero: alle 12:30 arriva fumante il risotto di go’ (“Come lo faceva mia madre,” racconta Luciano, il cuoco). Si resta seduti anche più di un’ora, tra un bicchiere di vino bianco e qualche racconto sulla pesca delle anguille.

Cucina locale e osterie fuori rotta

Il terzo giorno gira tutto attorno al cibo – vera colonna sonora del soggiorno. A Venezia, mangiare è molto più di un pasto: è un rito sociale. Dai mercati di Rialto (dalle 8 alle 13) arrivano prodotti freschi: pesce appena pescato, verdure da Sant’Erasmo e erbe aromatiche coltivate in laguna. “Il nostro menu cambia ogni giorno in base a quello che c’è al mercato,” spiega Silvia dell’Osteria Al Squero.

Nel pomeriggio si va nei bacari – le piccole osterie dove assaggiare cicheti accompagnati dall’ombra de vin. Tra Calle Lunga San Barnaba e Campo Santa Margherita l’atmosfera è informale; ci si ferma per una polpetta fritta o un baccalà mantecato. “Siamo qui da vent’anni,” dice Paolo del Bacareto da Lele; con quel sorriso che accoglie tanto i clienti abituali quanto i turisti curiosi.

Seduti all’aperto, tra voci veneziane e turisti che scambiano consigli su dove andare dopo cena (c’è chi punta all’osteria Alla Madonna, altri preferiscono risalire verso il Ghetto), la giornata finisce con la sensazione di aver assaggiato una Venezia autentica – fatta di tempi dilatati e piccoli piaceri.

Il senso di un weekend lento a Venezia

Tre giorni possono sembrare pochi per una città come Venezia. Eppure – tra passeggiate lente all’alba, giri in barca privata sulle isole e cene in osteria – si ritrova quel ritmo dimenticato che altrove sembra perso per sempre. Non servono itinerari precisi: basta lasciarsi guidare dalle calli d’acqua e dai profumi del mercato per guardare la laguna con occhi nuovi.

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