Roma, 7 gennaio 2026 – L’autunno spesso bussa prima del previsto, nonostante il calendario astronomico dica altro. Non è solo una sensazione: gli esperti spiegano che la stagione meteorologica comincia quasi sempre prima di quella indicata dagli equinozi. Un dettaglio che fa la differenza nel modo in cui tutti noi percepiamo il cambio del clima, anche se in pochi sanno perché l’autunno sembra anticipare la sua data ufficiale.
Quando cominciano davvero le stagioni
Per chi studia il clima, la questione è chiara e pratica. Il climatologo Paolo Bonacini dell’Università La Sapienza ha spiegato ieri che le stagioni meteorologiche partono sempre dal primo giorno del mese tradizionalmente associato a quella stagione. Così, per esempio, l’autunno meteorologico inizia il 1° settembre, mentre quello astronomico scatta attorno al 22 o 23 settembre, all’equinozio. Lo stesso vale per le altre stagioni. Questa scelta non è solo formale: suddividere l’anno in quattro blocchi di tre mesi esatti permette di raccogliere dati più omogenei e facili da confrontare.
Perché questa differenza conta
La distinzione serve soprattutto per analizzare meglio i dati sul clima e sulle temperature. Bonacini ha sottolineato che “in meteorologia è fondamentale lavorare con periodi fissi, così da cogliere con precisione trend e anomalie”. Se si usassero solo gli equinozi e i solstizi come riferimento, la durata delle stagioni varrebbe qualche ora o giorno in più o in meno ogni anno, complicando ogni confronto. Anche l’Aeronautica Militare segue questo criterio nei suoi bollettini ufficiali.
Quando il calendario non corrisponde al nostro sentire
Questo scarto tra stagioni meteorologiche e astronomiche crea un piccolo sfasamento tra ciò che sentiamo e quello che segna il calendario. A Roma come a Milano, molti avvertono un cambio d’aria già dalla metà di agosto: mattine più fresche, giorni che si accorciano. “Sembra autunno anche se il calendario dice estate”, racconta Maria Rita, commessa in una libreria del quartiere Flaminio. I numeri confermano: secondo l’ISPRA, nel 2025 settembre ha fatto segnare un calo medio di due gradi rispetto a luglio e le piogge sono aumentate del 15% rispetto ai mesi precedenti.
Clima che cambia, stagioni che anticipano
Questi anticipi stagionali sono legati anche ai cambiamenti climatici degli ultimi anni. Le ondate di caldo o freddo fuori stagione stanno diventando più frequenti. Valentina Barone del CNR chiarisce: “Non sempre un autunno anticipato è colpa del riscaldamento globale, ma certo il clima oggi è più imprevedibile”. Basti pensare alle piogge quasi record cadute nel settembre 2023 nel Nord Italia.
Questa instabilità rende meno affidabili le date tradizionali delle stagioni. Eppure, proprio questa suddivisione resta cruciale per settori come l’agricoltura, la gestione dell’acqua e il turismo. Una vendemmia fuori tempo o una siccità inattesa possono far saltare equilibri importanti nell’economia locale.
Le abitudini cambiano insieme al clima
“Quando iniziamo a raccogliere l’uva? Guardiamo al tempo reale più che alle date sul calendario”, spiega Roberto Gatti, viticoltore dell’Oltrepò Pavese. Anche i negozianti si adeguano: maglioni in vetrina già da fine agosto o ombrelli e stivali pronti prima del previsto nei mercati rionali sono diventati la norma. A Milano, nella zona di Porta Romana, già dalla prima settimana di settembre si vedono zucche e castagne esposte in bancarella.
Una nuova lettura delle stagioni
Gli esperti concordano: per capire davvero cosa sta succedendo al nostro clima serve guardare alla divisione meteorologica. Ma per chi vive la giornata per giornata vale più l’esperienza diretta: quel momento in cui ci si copre con una giacca leggera perché nell’aria si avverte qualcosa di diverso – è allora che arriva davvero l’autunno. Una sottile differenza tra ciò che dicono le regole scientifiche e ciò che ci racconta la vita di tutti i giorni.
E mentre tutto cambia intorno a noi, c’è una certezza: l’autunno arriva sempre prima rispetto a quanto suggeriscono gli orologi degli astronomi. Nel calendario reale della gente comune conta molto più quel primo brivido sulla pelle della data scritta sui libri.