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Milano accoglie il Terzo Forum Internazionale del Turismo: focus su undertourism e piccoli Comuni italiani

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
22 Gennaio 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Milano, 22 gennaio 2026 – Milano si prepara ad ospitare, il 23 e 24 gennaio, il Terzo Forum Internazionale del Turismo al Palazzo del Ghiaccio. L’evento, promosso dall’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni d’Italia (ANPCI) insieme a varie istituzioni, mette in luce un tema sempre più urgente nel panorama nazionale: l’undertourism e la valorizzazione dei piccoli Comuni italiani, spesso dimenticati dalle grandi masse di turisti.

L’Italia dei borghi torna protagonista

Al centro del dibattito, come ha spiegato Elena Borgonovo, portavoce dell’ANPCI, c’è la necessità di “ripensare la distribuzione dei flussi turistici, dando spazio ai territori minori che sono la vera anima del Paese”. Secondo i dati più recenti dell’ISTAT, in Italia ci sono oltre 5.500 piccoli centri con meno di 5.000 abitanti, ma solo una parte finisce regolarmente nei circuiti turistici internazionali. Il rischio – ha ribadito Borgonovo durante la conferenza stampa – è quello di “perdere patrimoni storici e culturali che appartengono all’identità collettiva”.

Contro l’overtourism: nuove strade per i borghi

Il tema dell’undertourism — ossia il fenomeno opposto all’overtourism, con mete poco frequentate — non è nuovo. Ma mai come quest’anno, dicono gli organizzatori, c’è stata una presa di coscienza reale da parte delle istituzioni. Domani mattina alle 9:30 sono in programma tavole rotonde con sindaci di piccoli centri da tutta Italia: ci saranno tra gli altri Claudio Chiavetta (Civitella Alfedena), Lucia Bonfiglio (Castellaro Lagusello) e Giovanni Rizzo (Gromo). Oltre agli amministratori interverranno operatori turistici e esperti del settore.

L’obiettivo è “riattivare i borghi, fermare lo spopolamento e creare opportunità di lavoro per i giovani”, ha detto Antonio De Santis, assessore al Turismo della Regione Lombardia, che parlerà nella giornata conclusiva. Un esempio concreto arriva da Castel San Giovanni in Sabina, dove negli ultimi due anni i progetti di accoglienza diffusa hanno triplicato le presenze rispetto al 2022. “Il turismo lento non è una moda”, ha sottolineato De Santis, “ma una risposta ai limiti ormai evidenti delle mete affollate”.

Tecnologia e tradizioni: un binomio vincente

Tra i temi sul tavolo c’è anche il ruolo della tecnologia, dalla promozione sui social agli strumenti per prenotare online. È previsto un workshop sulle piattaforme digitali per gestire meglio i flussi turistici nei piccoli centri. “Non basta avere un patrimonio storico”, ha ricordato Marta Roghi, esperta di marketing territoriale, “serve farlo conoscere con strumenti nuovi”.

In parallelo si parlerà di buone pratiche: eventi diffusi sul territorio, valorizzazione delle tradizioni artigiane e recupero dei cammini storici. Nel pomeriggio del primo giorno, dalle 15:00, è previsto un confronto tra rappresentanti della rete dei “Borghi più belli d’Italia” e realtà emergenti. Non mancherà il tema delle risorse: secondo un dossier ANCI del 2025, meno del 10% dei fondi destinati al turismo arriva ai piccoli Comuni.

Sfide aperte e prospettive concrete

Le difficoltà restano tante. Prima fra tutte la mancanza di infrastrutture adeguate e servizi essenziali per accogliere i turisti in modo sostenibile. “Spesso – ha confidato Chiavetta – manca anche solo una linea ferroviaria efficiente o un servizio navetta nei weekend”. La presenza del ministro del Turismo, attesa mercoledì mattina alle 11:00, potrebbe portare qualche certezza sugli investimenti in arrivo.

Un capitolo a parte riguarda l’aspetto sociale: molti sindaci vedono nel rilancio turistico una chiave per frenare l’esodo dei giovani dalle aree interne. “Rendere attrattivo un piccolo Comune – ha detto Bonfiglio – significa ridare speranza a chi vorrebbe restare ma oggi non vede vie d’uscita”. Nei corridoi del Palazzo del Ghiaccio si respira quella voglia concreta di trovare risposte e soluzioni praticabili.

La chiusura del forum è prevista nel pomeriggio del 24 gennaio con una dichiarazione congiunta degli enti promotori. L’obiettivo – almeno sulla carta – resta uno solo: invertire la rotta e ridare voce a quell’Italia minore che aspetta da troppo tempo di essere ascoltata.

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