Matera inaugura il suo ruolo di capitale mediterranea della cultura tra eventi e celebrazioni

Matera

C’è una città scavata nella roccia che sembra un presepe - okviaggi.it

Marco Viscomi

24 Febbraio 2026

Matera si prepara a un intenso 2026 tra festival, mostre e residenze artistiche, rafforzando il dialogo euromediterraneo e rilanciando il Teatro Duni dopo anni di chiusura

 

Matera, 24 febbraio 2026 – Matera, celebre per i suoi antichi rioni dei Sassi e cuore pulsante della cultura mediterranea, si prepara a vivere un anno di grande rilievo culturale come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, titolo condiviso con la città marocchina di Tétouan. La città lucana, con i suoi quasi 60 mila abitanti e guidata dal sindaco Antonio Nicoletti, si conferma ancora una volta protagonista di un percorso di valorizzazione storico-culturale che intreccia tradizioni millenarie e prospettive innovative.

Matera, un progetto culturale strategico e integrato

Il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura 2026, che si svolgerà dal 20 marzo al 28 novembre, include cinque festival e sette mostre, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra le aree interne del Mezzogiorno e l’altra sponda del Mediterraneo. Alessandro Giuli, attuale ministro della Cultura, ha sottolineato come Matera abbia una “predisposizione naturale” per ospitare iniziative legate al Piano Olivetti, il progetto ministeriale volto a potenziare i presidi culturali in tutto il territorio nazionale.

Tra le iniziative di punta spicca una grande esposizione dedicata a Adriano Olivetti, il visionario imprenditore che cercò di coniugare Stato, società civile, cultura e impresa in un unico disegno di sviluppo sociale ed economico. Giuli ha evidenziato come Matera oggi incarni quell’intuizione, ponendo la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione sociale.ù

Matera
Foto Pixabay | @chatst2

Le direttrici tematiche e il ruolo delle arti

Il programma si articola intorno a quattro direttrici tematiche, definite “Immersioni”:

  • Stratificazioni (il tempo), che vedrà anche la partecipazione del grande fotografo Mimmo Jodice;
  • Isolamenti (lo spazio), interpretati come risorse spirituali e di resilienza;
  • Contaminazioni (la società), che promuove il meticciato culturale come pratica attiva;
  • Transumanze (il movimento), dedicate ai fenomeni migratori e ai flussi culturali generativi.

Un ruolo di rilievo sarà svolto dal summit mediterraneo del cinema e dell’audiovisivo “Italian Screens”, che riunirà istituzioni e operatori del settore per favorire collaborazioni internazionali e sinergie con i festival cinematografici già radicati in città.

Parallelamente, il progetto prevede un programma di residenze artistiche multidisciplinari, che porterà registi, musicisti, performer e artigiani da tutta l’area Euromediterranea a vivere e lavorare a Matera, alimentando un vivace scambio culturale e creando opere destinate ad arricchire il patrimonio cittadino.

Il ritorno al Teatro Duni e le celebrazioni

Il 20 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Felicità, si terrà la cerimonia inaugurale con un momento particolarmente simbolico: la riapertura al pubblico del Teatro Duni, progettato dall’architetto materano Ettore Stella e chiuso da molti anni. Il sindaco Antonio Nicoletti ha definito l’evento un “cantiere-evento” che rilancerà un luogo centrale nella vita culturale della città.

Matera, con la sua estensione territoriale di 392,09 km² e la sua posizione strategica al confine con la Puglia, continua così a consolidare il proprio ruolo storico e culturale, rafforzando la sua vocazione di crocevia di popoli e culture nel Mediterraneo, in coerenza con la visione politica regionale espressa dal presidente Vito Bardi. Le celebrazioni si concluderanno il 28 novembre, dopo un semestre ricco di eventi e iniziative di grande impatto culturale e sociale.

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