Firenze, 27 febbraio 2026 – Ieri, nel suggestivo Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si è svolta la cerimonia di premiazione di TourismA, il salone dedicato all’archeologia e al turismo culturale. Il premio, destinato a chi ha saputo coniugare valorizzazione dei patrimoni diffusi, innovazione scientifica e capacità di fare rete, ha messo in luce quest’anno alcune esperienze italiane davvero significative. L’idea che sta alla base è semplice ma forte: la cultura deve parlare a tutti, usando le nuove tecnologie senza mai perdere il contatto con i territori.
Premiati i progetti più innovativi tra cultura e turismo
Il premio principale è andato alla rete “Cammini d’Italia”, coordinata da Luca Dal Canto, regista e documentarista. Il progetto ha conquistato per come riesce a collegare piccoli borghi, sentieri e patrimoni poco conosciuti. «Raccontiamo storie che rischierebbero di restare nell’ombra, coinvolgendo direttamente le comunità», ha spiegato Dal Canto mentre riceveva la targa dal sindaco Dario Nardella. Attivo dal 2022, il progetto coinvolge oggi oltre 300 comuni e offre contenuti multimediali accessibili tramite audio guide geolocalizzate e app mobili.
Molto apprezzata anche la start-up fiorentina “MuseoVivo”, che punta sulla realtà aumentata per far riscoprire le raccolte museali meno note. Nata in collaborazione con l’Università di Firenze, la piattaforma propone percorsi interattivi dove il visitatore esplora le opere d’arte con lo smartphone, ricevendo informazioni storiche e curiosità legate al territorio. «L’innovazione serve a far capire il patrimonio anche a chi non è esperto», ha sottolineato la co-fondatrice Giorgia Renzi davanti ai rappresentanti di associazioni culturali e istituzioni.
Audio guide geolocalizzate e reti territoriali in crescita
Non solo grandi città: l’attenzione ai piccoli centri è stata protagonista anche della premiazione della piattaforma “Reti Sonore”, nata in provincia di Matera. Il progetto – premiato nella sezione “Sostenibilità e accessibilità” – utilizza audio guide geolocalizzate per promuovere sentieri naturalistici e siti archeologici fuori dai circuiti tradizionali. Dall’estate scorsa oltre 12 mila utenti hanno già scaricato i percorsi, con picchi nei fine settimana e durante le festività. «Il nostro obiettivo è rendere più semplice visitare questi luoghi in autonomia», spiega Michele Andreoli, coordinatore locale, evidenziando i numerosi feedback positivi ricevuti sulla facilità d’uso delle app.
Il Comune di Arezzo ha invece ricevuto una menzione speciale per “Arezzo Diffusa”, un calendario annuale di eventi artistici che coinvolge chiese sconsacrate, cortili storici e spazi pubblici spesso dimenticati. Qui la parola d’ordine è coinvolgimento attivo dei cittadini: laboratori, visite guidate tematiche e attività scolastiche animano il centro città e le frazioni limitrofe.
Innovazione scientifica: premi per una divulgazione alla portata di tutti
Un capitolo a parte è stato riservato ai progetti che uniscono innovazione scientifica e divulgazione accessibile. L’Associazione Archeologi Italiani ha ottenuto riconoscimenti per le nuove modalità di narrazione dei siti archeologici: attraverso podcast brevi trasmessi da radio locali, i professionisti raccontano luoghi poco conosciuti a un pubblico più vasto. «Non possiamo dare niente per scontato», commenta Valentina Sartori dell’associazione. «Dobbiamo investire nei linguaggi che funzionano con i giovani».
La giornata – iniziata alle 10 del mattino e conclusasi nel pomeriggio con un brindisi nel cortile di Michelozzo – ha visto diversi interventi sottolineare l’importanza di mettere in rete musei, archivi storici ed enti locali. Per l’assessore regionale alla cultura Tommaso Faggioli, “la vera sfida sarà unire innovazione digitale e tutela del paesaggio senza creare nuovi divari”.
Una platea composita tra enti pubblici e privati
La undicesima edizione del salone TourismA ha richiamato oltre 3.500 partecipanti, tra operatori del turismo culturale, amministratori locali, giovani ricercatori e rappresentanti delle principali fondazioni bancarie italiane. Nell’area espositiva allestita nella Sala d’Arme sono stati presentati molti progetti: dal restauro partecipato del sito etrusco di Populonia alle guide tattili per ipovedenti realizzate dalla cooperativa L’Occhio sul Mondo.
A margine dell’evento diversi sindaci hanno sottolineato l’urgenza di investimenti stabili per digitalizzare il patrimonio diffuso. «Solo così potremo davvero fare sistema», ha detto Nicoletta Lari, primo cittadino di Siena. Eppure l’atmosfera che si respirava a Palazzo Vecchio – tra volti noti della cultura italiana e operatori arrivati da tutta Europa – lasciava intravedere un cauto ottimismo: la strada è tracciata, ma servirà impegno costante e collaborazione tra pubblico e privato perché l’Italia delle sue bellezze possa finalmente parlare con una voce sola.