Volotea: passeggeri costretti a pagare sovrapprezzo carburante nonostante biglietto già acquistato

Simona Carlini

14 Aprile 2026

Roma, 14 aprile 2026 – Negli ultimi giorni, diversi passeggeri Volotea si sono trovati a dover versare un supplemento carburante dopo aver già comprato il biglietto. La notizia è circolata rapidamente su social e forum di settore fin dai primi giorni di aprile, quando la compagnia spagnola ha inviato una mail chiedendo ai clienti un extra tra i 9 e i 12 euro per far fronte all’impennata dei costi energetici. Una scelta che ha subito acceso dubbi e polemiche su quali siano i limiti del settore aereo nel gestire aumenti improvvisi.

Il caso: supplemento richiesto dopo l’acquisto del biglietto

A far esplodere la questione è stata la comunicazione arrivata a molti viaggiatori con voli tra aprile e giugno. «Ho comprato il volo Napoli–Olbia a gennaio», racconta Elena Di Bartolomei, 42 anni, impiegata romana, «poi venerdì ho ricevuto la richiesta di pagare un extra per il carburante. All’inizio pensavo fosse uno scherzo, invece era tutto vero». Volotea giustifica la richiesta con l’aumento del prezzo del carburante sui mercati internazionali. «Le compagnie stanno subendo un rincaro senza precedenti», spiegano dalla società, «e questa misura temporanea serve a mantenere i voli attivi».

Da quanto ricostruito da Alanews, il supplemento viene chiesto solo per i biglietti comprati nei mesi scorsi, mentre chi prenota adesso trova già il prezzo aggiornato. Un dettaglio che lascia molti passeggeri a dir poco sconcertati: pagare un extra non previsto quando hanno già fatto tutto.

Reazioni dei passeggeri e risposta di Volotea

La decisione ha diviso gli utenti. C’è chi, come Simone Gallo, insegnante cagliaritano, prende atto della situazione («Mi serve quel volo, alla fine pagherò»), ma anche chi sta pensando di rinunciare. Non sono mancate le voci delle associazioni dei consumatori. «Qui si va oltre», ha detto Federconsumatori, «non si può cambiare il prezzo dopo che il contratto è stato firmato se non in casi molto specifici previsti dalla legge».

Fonti interne a Volotea spiegano che la scelta è stata presa dopo settimane di bilanci difficili: solo negli ultimi tre mesi il costo del carburante è cresciuto del 18% sulle spese totali. La compagnia, molto presente in Italia sulle rotte tra isole e continente, sa di avere una clientela spesso “bloccata” nelle scelte durante l’alta stagione.

Regole e precedenti: cosa dice la legge

L’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) sottolinea che «le condizioni di trasporto devono essere chiare e trasparenti», anche quando si parla di supplementi. Nei contratti standard molte compagnie inseriscono una clausola per adeguare i prezzi in caso di variazioni eccezionali dei costi energetici, ma applicarla dopo l’acquisto resta un tema delicato.

Non è certo la prima volta che succede qualcosa del genere: nel 2022 diverse low cost provarono a imporre sovrapprezzi simili durante l’impennata dei prezzi petroliferi causata dalla guerra in Ucraina. Però molti preferirono assorbire almeno parte dei costi per evitare scontri con i clienti.

Che impatto avrà sul mercato italiano?

Il caso arriva in un momento delicato per il trasporto aereo in Italia: la domanda è quasi tornata ai livelli pre-pandemia ma le compagnie devono fare i conti con costi sempre più alti. Secondo IATA, a marzo il prezzo del jet fuel ha sfiorato i 128 dollari al barile, contro i 98-105 dollari medi del 2023. «Il mercato impone scelte difficili», confida sotto anonimato un dirigente del settore.

La questione Volotea potrebbe aprire un fronte legale importante: «Chi ha già pagato può rifiutarsi di versare questo extra? E cosa succede se non lo fa?» si chiedono in diversi gruppi Facebook dedicati ai viaggiatori. Per ora la compagnia avverte che chi non paga rischia la cancellazione della prenotazione, ma invita comunque a «contattare il servizio clienti per trovare soluzioni».

Tra diritti dei passeggeri e esigenze del mercato

Anche l’Unione Nazionale Consumatori interviene sulla vicenda: «Serve più chiarezza nelle regole per evitare brutte sorprese alle famiglie anche mesi dopo aver prenotato». L’associazione parla chiaro: questa storia mette in luce quanto sia urgente fissare limiti netti per evitare pratiche al limite della correttezza.

Nei prossimi giorni capiremo se questa mossa di Volotea resterà isolata o se altre compagnie seguiranno lo stesso esempio. Intanto l’attenzione delle autorità cresce, mentre migliaia di passeggeri aspettano risposte su rimborsi o possibilità di rinuncia senza penali. Il viaggio stavolta rischia davvero di costare più del previsto.

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